Buon compleanno Rai-mondo!

Qualche giorno fa, il 7 di maggio, è stato il compleanno di Raimondo Vianello. 
La sigla di TANTE SCUSE varietà del 1976 era questa.  Il finale cambiava ad ogni puntata ma il risulato era sempre lo stesso. Mi ricordo che aspettavo con ansia la sigla della  puntata per vedere che cosa aveva escogitato Raimondo per sfuggire all’amore soffocante della Mondaini. La più bella era quella di Sandra che invece di abbracciare Raimondo finisce contro un albero, ma non sono riuscita a trovarla su you tube.
Un po’ di sana cattiveria nella palude dei buoni sentimenti della tivvù di oggi. Indimenticabile.
La sigla è cantata dai Ricchi e Poveri (Coriandoli su di noi).
Tanti Auguri Raimondo

La colza, il broccoletto franzoso

Conversazione intercettata in aereo pochi minuti prima dell’atterraggio su Parigi:

– Ahò a Silvà guarda là…..
– Belllooooooooooo tutti fiori colorati…
– Ah Silvà che dici, che sarà tutto ‘sto giallo, guarda quanto…
– Mah! Sarà un tipo de quarche cortivazione francese
– E che po’ esse….Tutti sti fiorellini gialli,…. ah! ho capito Silvà ecco che so’,

so’ BROCCOLETTI….
– E che i broccoletti so’ pure francesi?
– E certo Silvà che ce l’hanno pure qua li broccoletti…
…più grossi però !

Chapeau pour les Comediens!

Fagiolini e Tofu al profumo di Curry

Altro piatto unico verde da prepare in pochissimo tempo dal sapore niente male. Ingredienti per due porzioni

  • 250 gr di fagiolini
  • un panetto di tofu naturale
  • curry
  • olio extra vergine
  • uno spicchio d’aglio
  • sale marino
  • pepe macinato fresco
  • una manciata di semi di sesamo

Preparazione

Dorate in una padella con l’olio uno spicchio d’aglio e mettete il tofu a dadini. Aggiungete 2 o 3 cucchiaini di curry, a vostro gusto e lasciate rosolare un po’ il tofu. Per il curry io ho utilizzato una miscela in vendita da Castroni Thai curry mix con dentro anche il lemon grass. Ma è una questione di gusto. Dopo qualche minuto aggiungete i fagiolini già lessati leggermente croccanti e lasciate andare ancora un po’ sul fuoco. Aggiustate di sale, di pepe e spolverate con una manciata di semi di sesamo.

Padellata Peperoni e Tofu

Preparazione velocissima per un piatto unico o contorno solo verdure molto appetitoso.

Ingredienti Tofu Mediterraneo (sempre 2 porzioni)

  • Un panetto di Tofu (quelo nella foto è agli spinaci)
  • Un peperone giallo o rosso
  • Una manciata di capperi di pantelleria (sotto sale)
  • Origano
  • Sale marino e pepe fresco macinato
  • Olio extra vergine

Preparazione

  • In una padella con un goccio d’olio mettete il peperone tagliato a fettine senza averlo prima scottato sulla piastra.Fare cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti o finchè i peperoni non appassiscono.Aggiungere poi il tofu tagliato a dadini, i capperi lavati, l’origano e una macinata di pepe fresco.Lasciare sul fuoco finchè il tofu non sarà un po’ rosolato. A questo punto la padellata di Tofu mediterraneo è pronta.

Un giorno a Barcellona

Lo confesso, Mi piacerebbe vivere a Barça.
Per dirla tutta mi piacerebbe vivere un po’ a Barça, un po’ a Parigi, un po’ a Londra, un po’ a Tokyo e pure un po’ ad Amsterdam. Un paio d’anni in ciascuna di queste città in piena età da “cazzeggio”, tra i 18 e i 28 sarebbe perfetto. Magari la prossima volta o la prossima vita.
 
Comunque Barcellona mi piace e ci andrei tutti i fine settimana. Altro che.
Prima di tutto perchè c’è il mare con uno splendido lungomare lungo e largo tutto ciclabile pieno di chiringuitos e ristoranti che si affacciano su uno spiaggione allegro e pulito.  Poi perchè:
 
  • a Barcellona c’è sempre (quasi sempre) il sole, di più che a Roma (sì, sì);
  • i mercati rionali (uno su tutti la Boqueria) sono una gioia per gli occhi e la gola;
  • le scarpe sono belle e costano meno (o magari sono io che so’ fissata);
  • ci sono i churros, i polvorones e l’orxata da bere (per esempio da Donat, in Portal dell’Angel), delle vere ghiottonerie;
  • parli in castigliano e ti rispondono in catalano e viceversa;
  • la Ciutat Vella è affascinante e piena di vicoli che ricordano Napoli, Genova e Bari;
  • nel Barrio Gotico si passa dal buio di certe stradine alla luce di certe piazzette;
  • a Barcellona ci sono splendori come la Cattedrale, la chiesa di Santa Maria del Mar, il Liceu, il Palau della Musica, il Museo Picasso;
  • è la città con il più alto concentrato di arte Modernista e con la chiesa più strana del mondo;
  • ci sono dei palazzi bellissimi, tutti attaccati gli uni agli altri, con appartamenti appetibili che sono di exterior, e meno belli se sono di interior. Ogni volta che guardo questi palazzi dalle facciate liberty me li immagino abitati dagli inquilini del film “La Comunidad”;
  • Barcellona è solo a un’ora e un quarto di volo da Roma e ha un aeroporto a venti minuti dal centro;
  • è una città sempre in fermento e con tante panchine per goderselo.  Sì, Barcelona è proprio una Ciutat Guapa!
foto di Neve*

Lo spitino a Roma

A Roma ci sono diverse pasticcerie siciliane. Una delle più conosciute è Dagnino, vicino la Feltrinelli International di via Emanuele Orlando a piazza della Repubblica. Un posto storico giustamente famoso per la sua pasticceria, con l’arredamento immutato negli anni: stessi specchi, profilati di alluminio, divise dei camerieri e carretti siciliani dagli anni settanta. I prezzi non sono bassi, ma la qualità è garantita. Un po’ meno la gentilezza. Ma non volevo parlare di Dagnino. Mi serviva solo per dire che a Roma Sicilia è sinonimo di dolce (cassate, cannoli, dolci savoia ) mentre il salato è piuttosto trascurato. A parte “le arancine” che ormai hanno preso il posto del compianto supplì (che ahimè noi non sappiamo più fare) si trova poco altro. Navigando in rete, ho trovato un indirizzo golosissimo, provato alla prima occasione e una specialità mi ha lasciata a bocca aperta: lo spitino. Non è uno spiedino, bensì una specie di panino fatto con mollica di pane raffermo, ragù e piselli, besciamella, tutto fritto sul momento e da mangiare con le mani! Il risultato è cibo da strada di una bontà esagerata. Io l’ho provato da Nobel, una pasticceria siciliana super(ma che fa anche arancine, spitini, sfincioni…..) che si trova a via Tuscolana 26, una vera scoperta.

I ciliegi di via Panama

Negli anni venti l’imperatore del Giappone Hirohito donò alla città di Roma degli alberi di ciliegio che vennero piantati in una zona limitrofa della città. Tra Villa Ada e Via Salaria corre una strada, Via Panama. Proprio qui vennero piantati gli alberi dell’imperatore. Per l’occasione la strada fu ribattezzata via del Giappone. Questo fino alla fine della seconda guerra mondiale… Ho percorso la via alla ricerca di questo pezzetto di Giappone a Roma e con mio grande rammarico mi sono resa conto che lungo la placida strada non rimangono che due, forse tre dei bellissimi ciliegi piantati settantanni fa. Si riconoscono in mezzo a tante pianticelle rachitiche per la loro possenza e l’ampiezza del loro fusto. In questi giorni sono particolarmente belli, gonfi di rosa acceso celebrano una nuova primavera e un’antica amicizia, ignorati dal traffico che va.

ちりじりに居てもする也花の春

chiri-jiri ni ite mo suru nari hana no haru

Sono lontano da casa ma sboccia un’altra primavera

Haiku composto nel 1817 da Kobayashi Issa