
Eravamo già stati ad Hakone lo scorso anno, ed era stata la prima esperienza di onsen. Questa volta volevavamo qualcosa di più isolato, poco turistico e molto giapponese.
Sebbene la località scelta, la zona di Okukinu, nella prefettura di Tochigi si trovi ad appena 180 km da Tokyo, non è stato semplice arrivarci. In un giorno da Tokyo, è quasi impossibile considerata la scarsità di trasporti diretti qui.
Abbiamo così deciso di abbinare il soggiorno ad Okukinu con la visita di Nikko.
Siamo partiti da Tokyo, stazione di Asakusa e con la Tobu line e siamo arrivati a Nikko. Il giorno successivo eravamo diretti al ryokan Hachinoyu nella zona di Okukinu.
La nostra destinazione intermedia, dove ci sarebbero venuti a prendere era Meotobuchi onsen. Per arrivarci dopo aver preso il treno da Nikko fino a Kinugawa onsen (mezzora), siamo saltati su di un autobus che in circa un’ora e mezza di tornanti e scimmie giapponesi (che non ce l’ho fatta a fotografare) ci ha portato fino a questa minuscola stazione termale.
Siamo arrivati dopo quasi quattro ore. Ne valeva la pena? Siiiiiii.
Sono le uniche che hanno il bagno ( wc e lavandino ma senza acqua calda). Il posto è bello, forse un filo spartano. Bellissimo in autunno ma ancora più bello in inverno, se ci fosse però l’acqua calda…:).
Che si fa nei ryokan? Il bagno nell’acqua calda. A differenza della maggioranza dei ryokan, Hachinoyu ha i rotemburo all’aperto ( ben quattro) che non sono divisi per sesso.
In tre delle quattro vasche uomini e donne possono fare il bagno insieme (konyoku), rigorosamente senza costume né asciugamano.

Alla stazione di Kinugawa onsen
Snack durante il viaggio per Meotobuchi
Boschi del Tochigi ken
La cascata del Drago
Sole sulla strada per Meotobuchi
Hachinoyu rotemburo
Hachinoyu rotemburo donne
Dalla log house
Acero e acqua calda
Rotemburo
Il ryokan visto dalla vasca superiore
La vasca superiore
Hachinoyu Japan style
Due vasche e la cascatella
Panorama di sera dalla vasca superiore
A cena nella sala comune
Hachinoyu, ingresso
Tokyo da non mancare: Spa LaQua
Non c’è nulla da fare, lavarsi non è e non sarà mai per questo popolo un’incombenza quotidiana, un male necessario, una veloce lampo ad inizio di giornata. No, è una festa, un momento sospeso, una dilatazione del tempo, il bagno è di nuovo grembo di acqua scura e densa che accoglie e scioglie le tensioni muscolari e la stanchezza quotidiana, mentre vapore acqueo e il gocciolio dell’acqua rilassano mente e sensi.
Ma come abbiamo fatto noi, che abbiamo costruito le terme più grandi dell’antichità, che avevamo reso questi luoghi pieni di incontri, di cultura, di arte, di vita ad abbandonarli e infine a dimenticarli completamente? Intuisco che in questo abbandono la morale sessuofoba della religione cattolica abbia avuto il suo peso.
Tokyo in tre giorni: Oedo Onsen Monogatari
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| Foto di Neve* |
In passato, quando quasi nessuno aveva un bagno in casa, in Giappone, ma non solo si usavano i bagni pubblici di quartiere, chiamati “sento”. Questi bagni, come nell’antica Roma o ancora in alcuni paesi arabi, erano un luogo di aggregazione e incontro, un luogo di forte socialità. Oggi, nonostante la forte tradizione del bagno pubblico, i sento sono sempre più rari, sostitutiti come sono dai comodi bagni domestici. Nonostante la modernizzazione, in Giappone è ancora diffusissima l’abitudine nei giapponesi di andare fuori città alle terme per un fine settimana di relax.Essendo il Giappone un paese tormentato da continue attività vulcaniche, l’arcipelago possiede centinaia, se non migliaia di stazioni termali, chiamate ONSEN. Ce ne sono di ogni tipo e dimensione, con acque tiepide, calde, caldissime., acque dai colori che vanno dal cristallino al bianco latte .Sicuramente andare in una Onsen rappresenta un’ esperienza imperdibile per chi visita questo paese. Andare in cerca di uno sperduto ryokan con bagni termali annessi, magari in montagna oppure in riva al mare, è il modo migliore di godersi un po’ di sana e tradizionale ospitalità locale.
Per chi non avesse il tempo di farlo, da qualche tempo a Tokyo ha aperto una “Onsen parco tematico” che si chiama OEDO ONSEN MONOGATARI. Si trova ad Odaiba, la baia di Tokyo, ed è un posto molto carino dove passare qualche ora.
Si tratta di una stazione termale (con vera acqua termale, non acqua riscaldata, come nei normali bagni pubblici) divisa in due zone distinte, una maschile e un’altra femminile ognuna con una serie di vasche a diversa temperatura, dove andare a rilassarsi e a chiacchierare con le amiche.
Una cosa, nelle vasche si entra completamente nudi, vi daranno solo un asciugamano minuscolo che le giapponesi si mettono in testa e strizzano in continuazione, mentre voi, tenterete invano di usarlo per coprirvi. Io, disperata ho provato ad entrare nella zona comune con l’asciugamano grande, ma mi è stato gentilmente detto “dame desu yo“, cioè che non si poteva.
Prima di entrare dovrete lavarvi . Potete farlo nella doccia, oppure accucciarvi ad una postazione e lavarvi completamente prima di entrare nella zona comune, dove da occidentale non passerete certo inosservate.
Ho provato a fare la disinvolta, ma non ci sono riuscita, perchè non è facile andarsene in giro solo con una pezzetta in testa quando sei sicura che tutti, ma proprio tutti ti guardano.Quando vi sarete un po’ rilassati provate la sauna e anche il rotemburo (vasca all’aperto) e poi raggiungete la zona comune uomini donne, dove ci sarebbe un percorso per massaggiare i piedi, impossibile da fare se non si è fachiri (provateci voi a camminare sui sassi aguzzi!) .
Oltre le vasche termali c’è tutta una serie di servizi extra dai massaggi, ai trattamenti estetici che si possono fare a qualsiasi ora, visto che l’ Oedo Onsen Monogatari è aperto ininterrottamente tutto il giorno e la notte.
La cosa divertente è che tra le due zone termali, c’è il parco a tema vero e proprio. Si tratta della ricostruzione di una via dell’antica Tokyo, la vecchia Edo dove troverete ristoranti, giochi e negozi di souvenirs. Tutto, ma proprio tutto sarà come se fosse uscito da una stampa antica. Si passeggia nella città a piedi nudi (e solo questo vale l’esperienza) mentre indosserete solo lo yukata, il kimono estivo, che potrete scegliere tra tanti modelli disponibili all’ingresso, dopo aver pagato il biglietto d’entrata. Con voi non porterete nulla se non un braccialetto dove verranno registrate le eventuali spese che farete, e che poi salderete alla cassa in uscita. Ve lo assicuro, anche se di un parco a tema si tratta è un vero spasso! L’ingresso costa circa 18 euro.




