L’uomo di corte è senza dubbio l’essere più singolare di cui la specie umana disponga.
E anche tra i più diffusi. Lettura sferzante.
Categoria: Letture
La cena
Il cambio di prospettiva e la storia strutturata come le portate della cena nel ristorante di lusso dove due coppie della borghesia olandese si ritrovano per affrontare del futuro della rispettiva prole funzionano, ma non bastano a mantenere le promesse della quarta di copertina. “La cena”, vorrebbe scandalizzare ma si scioglie come il dessert di Serge a fine serata. Il maitre con il mignolo rimane il personaggio meglio tratteggiato del libro, che ha l’unico pregio di farsi leggere velocemente.
#Libro in viaggio con il codice BCID: 996-11960656
Hermann Koch
Ricchi e poveri
La questua
Un pamphlet lucido e chiaro sui meccanismi diabolici che si sono inventati i governi di vari colori per riempire le casse della Chiesa. Lettura obbligatoria, approfondita e ben documentata che indaga sui veri costi che gravano sui cittadini di uno stato laico per sostenere il potere spirituale. Una grande inchiesta sulla vera casta di questo paese. Se soffrite di fegato, lasciate perdere. Fa incazzare.
Lettere dalla Kirghisia due anni dopo
Il tempo, diceva una canzone di Battiato, non torna più.
C’è un paese dove l’hanno capito molto bene, e per questo gli uomini sono al centro di tutto e non perdono tempo a lavorare. Ed è un bel paese questo paese con le sue regole strampalate. Non ho ben capito dove si trova, purtroppo, ‘sto paese. L’ho cercata la Kirghisia ma su wiki non l’ho trovata.
Rashomon e altri racconti
Un mondo che non esiste più: l’Asia di Tiziano
Non per profitto
Dove si teorizza che l’assunto delle tre i, internet, inglese e impresa, servono forse per competere ma non per crescere. Dove la cultura e la formazione umanistica riassumono la loro centralità, dove il pensiero critico, il dibattito e la democrazia tornano ad essere pivot di crescita umana, sociale ed anche economica. Saggio controcorrente.
+++ Le mani sulla città +++
Appena finito di leggere, “Le mani sulla città” è un’inchiesta a più mani sugli ultimi dieci anni di amministrazione capitolina.
Giunta Veltroni e giunta Alemmanno a confronto, due giunte di diverso colore ma accomunate da molti progetti e interessi. I capitoli più interessanti quelli sull’abbattimento e la ricostruzione del quartiere di Tor Bella Monaca, quello sul raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino e sullo sviluppo edilizio del quadrante ovest della città, con il litorale di Ostia e Fiumicino.
Curiosità: lo sapevate che il parco Leonardo, quello che ospita il cinema, il centro commerciale e residenziale , nato qualche anno fa sull’autostrada Roma-Fiumicino non prende il nome dal vicino aeroporto Leonardo da Vinci, bensì dal suo costruttore, Leonardo Caltagirone?
Io non lo sapevo.
Le mani sulla città
di Paolo Berdini e Daniele Nelbone
Edizioni Alegre pag 160 eur 14.00
La bellezza è destinata a scomparire
Di seguito il link al discorso di Haruki Murakami sul terremoto del 2011 e il nucleare tenuto lo scorso giugno in occasione della manifestazione International Catalunya Prize.
Tradotto dal giapponese da Emanuel Pastreich http://www.japanfocus.org/-Murakami-Haruki/3571
Buona lettura
Qui, un estratto del discorso, da me tradotto.
“…C’è un’espressione in giapponese, mujo. Mujo significa che non c’è nulla che rimanga uguale a se stesso nella vita. Tutte le cose di questo mondo sono destinate a finire; tutto cambia continuamente. Non c’è nulla di permanente e stabile. Non troveremo mai nulla di cui fidarci che prima o poi non cambierà o morrà. Nonostante il termine mujo abbia origini buddiste, il concetto di mujo ha superato il significato stesso che ne ha dato la religione. Questo concetto è penetrato profondamente nello spirito giapponese, andando a sedimentarsi e a costituire l’essenza stessa del carattere nazionale.
La prospettiva del mujo che tutto deve finire e passare può far pensare che i giapponesi abbiano una visione del mondo rassegnata. Da questa prospettiva qualunque sforzo umano contro le forze della natura possono sembrare vane. Ma anche in mezzo a questa rassegnazione i giapponesi sono capaci di trovare la bellezza. Nel caso della natura, ad esempio, noi godiamo della vista dei ciliegi in fiore a primavera, delle lucciole in estate, delle foglie rosse in autunno. Lo facciamo in gruppo ed è per noi un’abitudine godere entusiasticamente di questi passaggi stagionali….
Perchè lo facciamo? Perchè i ciliegi, le foglie e le lucciole perdono la loro squisita bellezza in un momento. E noi giapponesi intraprendiamo lunghi viaggi per ammirare questi fenomeni al loro massimo splendore. Non è una questione di vedere cose belle, ma di riconoscere il momento esatto in cui sono al loro massimo per poi scomparire. Questa consapevolezza ci consola in un certo senso. Stranamente ci fa star meglio sapere che la bellezza è destinata a scomparire…..”

