Neve e sangue

Ieri sera accoccolata sul divano ho rivisto La foresta dei pugnali volanti di Zhang Yimou, regista che ho conosciuto e amato con Lanterne Rosse.
Mi sono fatta risucchiare dal vortice di sensazioni che questo film di cappa e spada cinese riesce a trasmettermi. Checchè se ne dica io so’ na romantica.

Una storia d’amore sullo sfondo di una Cina antica dilaniata da guerre intestine, affrescato a tinte forti.
La fotografia è perfetta, così la coreografia, impressionanti i paesaggi, l’opulenza dei vestiti, la trama e le nuances dei tappeti, i colori accesi e contrastanti.

E ‘un film che accarezza.
Il tintinnio dei gioielli, il tocco dei fagioli sui tamburi nella danza dell’eco, il frusciare delle vesti, il volo nel verde elastico della foresta di bambù, il luccichio dell’oro, la mandorla perfetta degli occhi di Mei, i bagliori metallici delle spade e dei pugnali.

E poi l’amore, l’amicizia, il tradimento, i combattimenti, il sacrificio, il senso del dovere, tema così caro alla letteratura orientale.
I film d’amore si sa, finiscono male, ma l’ultima scena, il duello nella tormenta di neve che si macchia di rosso, è di una tale intensità e bellezza estetica da incantare.

La canzone è il più famoso componimento di Li Yannian (李延年) musicista cinese di epoca Han. La traduzione del testo della canzone fa più o meno così:

Al nord c’è una donna dalla bellezza unica e straordinaria
Un suo sguardo e le città cadono
Un altro e gli imperi si sgretolano
Anche se so quanto sia pericolosa
Non esiste al mondo altra creatura simile

Titolo originale Shi mian mai fu.
Di Zhang Yimou 2004
Con Andy Lau, Takeshi Kaneshiro, Ziyi Zhang

° L’atterrissage °

In assoluto uno dei miei film preferiti. Un film duro, che prende spunto dalle rivolte nella banlieu parigina.  Un film amaro, e senza speranza, vite schiantate da  rancore e  violenza  e dove anche la voglia di riscatto di chi cerca di resistere e fuggire viene macinata nei meccanismi senza senso del disperato finale.
La metafora della società nella storia dell’uomo che cade da un grattacielo di 50 piani. Ad ogni piano si tranquillizza che fino lì va tutto bene. Ma ciò che conta per lui non è la caduta, bensì l’atterraggio.
“Jusque ici tout va bien, jusque ici tout va bien, mais le probleme c’est pas la chute, c’est l’atterrissage”

LA HAINE (L’ODIO), MATHIEU KASSOVITZ 1995
oh oh oh c’est a moi qui tu parles?????

Buone Feste

Vorrei augurare Buone Feste con questo film che qualcuno considera un film minore del regista, ma che per me è tra i più bei film non solo di commedia all’italiana (che poi commedia non è) ma di tutto il cinema che conosco.

Parenti Serpenti, 1992. Abruzzo, feste di Natale, un paese della profonda e tradizionale provincia italiana. Quattro figli, una nuora, due generi, due nipoti, due nonni e una stufa. Un distillato di cinismo e cattiveria. Un affresco spietato, ma vero della famiglia italiana, con i sorrisi, i riti, i litigi, le dinamiche truci, le ipocrisie e volgarità. In un crescendo triste e amaro.

Cast memorabile con Marina Confalone, Paolo Panelli, Cinzia Leone, Alessandro Haber, Monica Schettini.

La regia è di Mario Monicelli. Un cinico dal cuore grande.

Mountain Dance

Per completare il quadro, non poteva mancare la colonna sonora del film Innamorarsi, Mountain Dance di Dave Grusin.
Così tanto per immaginarsi una New York anni ottanta, anche se non ci siamo mai stati,  le foglie  di Central Park e l’odore  di carta della Rizoli (con una zeta sola, all’americana).
Buon Ascolto.

Dave Grusin – piano
Lee Ritenour – guitar
Abraham Laboriel – bass
Carlos Vega – drums

Falling in Love

BEST BEST BEST EVER ROMANTIC FILM, unodei film più romantici , con un paio di scene da urlo e recitato da dio da quei mostri sacri di Meryl Streep e Robert De Niro nel 1984.
Immaginatevi New York a Natale, la libreria Rizzoli, uno scambio di libri, un incontro sul treno, un uomo e una donna travolti dalla passione e dai sensi di colpa. Forse non proprio una trama originale ma un film magnifico con una recitazione che ha valso alla Streep il Donatello per migliore attrice straniera.
Se ve volete fa male ma anche del bene, guardatelo, più e più volte, come faccio io.
Di seguito i 2 minuti tra i più tumultuosi  e teneri del film. Molly e Frank si sono già incontrati per caso mesi prima. Frank finalmente incontra di nuovo Molly sul treno che lo riporta a casa e decide di farsi avanti.
E’ una lotta contro il tempo e l’emozione. Molly è evidentemente , imbarazzata, combattuta e felice.
Beccateve sta scena che ho preso da You Tube, e guardatevi  poi il resto del film.  La traduzione del dialogo dal norvegese : ) è mia e una frase mi sfugge.
Due battute su tutte: I’m married too  dice Frank….Well a lot of people are   risponde Molly. Enjoy.

F  Ci sono dei posti dietro
M  No, Ah salve, grazie ma sto bene qui
F .. E’ che l’ho vista…
M.  ..Si ma io scendo alla prossima
F  Allora abitiamo vicino….il mio nome è Frank …
M  Oh si, piacere, il mio nome è Margareth Gilmore, Molly
F :  Lavora in città?
M   No, sono sposata ….no volevo dire…non lavoro, anzi si lavoro ma non in questo momento, mi occupo di grafica, sono una freelancer…..e lei ?
F  Se lavoro?
M  Si, in città…
F  Si lavoro in città
M  No è che ho mio padre malato in ospedale
F   Ah mi dispiace
M   Oh no sta bene , è che e vado molto spesso a trovarlo….Sa stavo proprio pensando a lei oggi…
F   Ah si?
M   Si al fatto che ci siamo incontrati tanti mesi fa in quel modo
F    Si lo so è stato buffo………Anch’io sono sposato…
M   Un sacco di persone lo sono
F   Eh si penso che sia così
M   E’ sua moglie che ama il giardinaggio?
F  Si è lei……
PARTE L’ANNUNCIO DELLA FERMATA DOBBS FERRY
M  E’ la sua fermata…
F …Lei, lei domani prende lo stesso treno?
M  No
F   Ah, non è che io stia cercando un modo per…
M  Oh si certo, lo so…
F  Pensavo solo che potevamo fare il viaggio insieme….
……………………………………………………………
M ….Venerdì! Venerdì verrò venerdì, sul treno delle 9.04
F  Questo venerdì?
M   Si, questo
F   Ok allora, a presto
M   A presto

Iwojima, così triste cadere in battaglia….

Dopo aver visto al cinema Lettere da Iwojima, il bel film di Clint Eastwood, ho voluto leggere il libro dal quale il film era stato tratto: Così triste cadere in battaglia, di Kakehashi Kumiko. Non si tratta di semplice libro di guerra, ma della storia di un militare e dei suoi ventimila uomini, che in una remota isola del Pacifico, riuscì male equipaggiato, e praticamente abbandonato dal Giappone a resistere agli americani per 36 giorni, facendo della battaglia di Iwojima, una delle pagine più cruente e emblematiche della seconda guerra mondiale.

La corrispondenza del comandante Kuribayashi con l’amatissima famiglia permette di tratteggiare in maniera precisa la psicologia di un militare devoto al suo paese, ma abbastanza lucido da capire la stra-potenza degli Stati Uniti e le possibilità vicine a zero per il Giappone di vincere la guerra. Attraverso lo sguardo lucido  di Kuribayashi ci viene raccontata la vita quotidiana in questo lembo di terra lontano più di 1000 km da Tokyo, un’isola desolata senza risorse e dove il semplice vivere era una triste battaglia quotidiana.

Kuribayashi, consapevole della inesorabile fine che aspetta i suoi uomini, ma altrettanto convinto che dal suo sacrificio dipenda la salvezza del Giappone, organizza la battaglia di Iwojima con una strategia innovativa e di rottura, rompendo con l’alto comando militare. La tattica che adottererà per contrastare gli americani permetterà a lui e a i suoi uomini, al contrario delle isole di Guam e Saipan, di resistere e contro ogni aspettativa per più di un mese, infliggendo enormi perdite agli avversari.

Iwojima, è la cronaca di una terribile battaglia combattutta con tecniche di guerriglia conquistata dagli americani metro dopo metro, ma difesa dai uomini disperati e tenaci, che per sopravvivere si rifugiano nel ventre di un’isola velenosa per vivere come topi.
Il ricordo di Iwojima, di questa remota, puzzolente ed inospitale isola rimarrà così scolpita nella memoria dei due paesi e del mondo intero come una delle pagine più sanguinose ed epiche della guerra del Pacifico.

La guerra combattuta nel Pacifico è una pagina di storia che in Italia si conosce molto poco. Questo libro, è dunque una testimonianza preziosa di una guerra disperata combattuta da uomini, che seppur fedeli e animati da sentimenti di onore e lealtà, testimoniano un toccante smarrimento di fronte all’inutile stupidità della guerra.

Un libro che mi ha commosso, la storia di un uomo a capo di soldati che combatterono con tale coraggio da muovere a compassione persino gli dei, e che nella lettera di commiato all’imperatore ebbe l’ardire di scrivere che “era così triste cadere in battaglia”.

Così triste cadere in battaglia
di Kakehashi Kumiko
Edizioni Einaudi Collana Stile libero Big
euro 15.00

Per chi non l’avesse ancora visto, consiglio il film di Clint Eastwood, Letters from Iwojima, in giapponese con sottotitoli in italiano, di cui posto il trailer.

Tonari no Totoro, Ending song

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TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO

dareka ga kossori

komichi ni konomi uzumete

chissana me haetara himitsu no angou

mori e no pasupooto suteki-na bouken hajimaru

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO mori no naka ni mukashi kara sunderu

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO kodomo no toki ni dake anata ni otozureru

fushigi-na deai

ame furi basu tei , zubunure obake ga itara , anata no amagasa sashite agemasho

mori e no pasupooto mahou no tobira akimasu

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO , tsukiyo no ban ni okarina fuiteru

tonari no TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO, moshi mo aeta nara ,

suteki-na shiawase ga anata ni kuru wa

TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO TOTORO………

Singer: Inoue Azumi Lyricist: Miyazaki Hayao Composer/Arranger: Hisaishi Jou