Ad appena un’ora da Roma, la tenuta di Corbara è immensa e bella con le sue colline coltivate a uva. La tenuta agricola coltiva, produce e vende vino, olio e miele soprattutto.
Il paesaggio è rilassante (se non si guarda dalla parte della diga di Corbara che a me mette ansia), e rappresenta una formidabile base di partenza per l’esplorazione dell’Umbria e dell’alto Lazio. Infatti le cittadine di Civitella del Lago, Orvieto, Todi, sono tutte a poca distanza.
Ho passato un fine settimana alla tenuta prendendo una camera con uno smartbox in scadenza e che secondo il sito smartbox era già scaduto. Ma questa è un’altra storia.
Le camere sono ospitate in due edifici: al Caio, il podere centrale della tenuta di Corbara con ristorante e piscina e al podere Ponticello, il primo casale che si incontra entrando ancora prima della reception.
Niente da dire sulla gentilezza del personale incontrato.
La stanza assegnata, situata al piano terra, mi è sembrata umida, buia e piuttosto angusta. L’arredamento semplice ed essenziale e in sintonia con il casale e il restauro conservativo (biancheria da camera in stile country). Il bagno ricavato è cieco, la disposizione dei sanitari un disastro. Se siedi sul water devi fare attenzione che non ci sia nessuno nella doccia.
Fuori il podere Ponticello c’è una piccola piscina fuori terra. Che va bene però solo se si è in due o in massimo quattro ospiti. Ben diversa è invece la piscina centrale, quella del podere Caio, abbastanza grande e dalla quale si ammira la rocca di Orvieto (vista particolarmente bella al tramonto).
Altra cosa decisamente no è la colazione al Caio. Cosa che obbliga chi soggiornano al podere Ponticello (praticamente quasi tutti) a farsi tutte le mattine 5 km di strada per raggiungere la sala colazione. Scomodo. Capisco che il Caio è il cuore della tenuta, ma non è proprio il massimo, in un contesto di relax come questo, costringere le persone a salire in macchina la mattina per fare colazione. Una piccola area colazione al Podere Ponticello, almeno nei mesi estivi, migliorerebbe notevolmente l’esperienza degli ospiti. Lo spazio c’è e se si sacrifica il servizio bar (utilizzando dei thermos con acqua calda, caffè, latte), si può ovviare egregiamente all’inconveniente dell’escursione motorizzata mattutina.
In sintesi, la Tenuta di Corbara ha molte luci, alcune ombre per un soggiorno che è stato tutto sommato discreto in un luogo dalle grandi potenzialità.
Tra gli aspetti migliorabili segnalo infine il check-out alle 10:00, un po’ presto considerando le distanze interne alla tenuta.






