Ochazuke

 

Continuo con il programma detox. Oggi a pranzo OCHAZUKE, ossia riso bianco e te’ verde, i due pilastri della cucina giapponese.
Sostanzialmente si tratta di un piatto nato per non sprecare il riso rimasto, ma anche di un piatto riservato a chi deve rimettersi dopo gli stravizi alimentari.
Oggi  l’ochazuke è  riso bianco bollito condito con i pacchetti già pronti di furikake, ma per farlo in casa questo è quello che serve,
Prendete del riso bianco bollito e conditelo con:

  • alghe nori a listarelle
  • crakers di riso sbriciolati 
  • semi di sesamo 
  • fiocchi di tonno essiccato (katsuoboshi)  
  • sottoaceti giapponesi (ma se non ce li avete va bene lo stesso)
  • salsa di soia 
  • wasabi 

Finite innaffiando abbondantemente la ciotola di riso con té verde caldo ( io ho usato il genmaicha)

I benefici del tè verde

Perchè dovresti bere più tè verde spiegato in una infografica:

 

Il tè verde :
– è un eccellente fonte di antiossidanti che prevengono la produzione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento
– contiene catechine con qualità termogeniche che aiutano a bruciare calorie e innalzare il metabolismo
– ha un buon numero di EGCG, le catechine che sembra proteggano dallo sviluppo del cancro
– riduce lo stress e aiuta la concentrazione
– riduce la pressione sanguigna e il livello di colesterolo nel sangue
– protegge i polmoni
– protegge il fegato dai danni dell’alcool
– previene le carie e cura l’alitosi
– reidrata meglio dell’acqua
– aiuta il sistema immunitario contro le malattie
– aiuta a mantenere il calcio nelle ossa

Fonte Jill Samter

Autunno, la zuppa di Miso

Versione autunnale e personale di un classico della cucina giapponese, la zuppa di Miso, rivista e potenziata dall’aggiunta di peperoncino per un sapore più intenso ed un effetto tonificante per queste sere di pioggia.

– Tempo di preparazione 15 minuti –

Ingredienti per 4 persone:
1 litro d’acqua
Una bustina di “dashi”
Alghe “wakame”
Una decina di funghi tipo champignon
Due cucchiai di Miso rosso (Aka miso)
Peperoncino a scaglie

Preparazione:
Sciogli nell’acqua che hai messo su fuoco vivace una busta di dashi (dado composto da una miscela di tonno secco, detto katsuoboshi e alghe kombu).
Aggiungi subito dopo i funghi affettati e un po’ di alghe wakame spezzettate. Ti consiglio di non esagerare con le alghe perchè essendo secche poi si reidratano nell’acqua fino a tornare alla loro forma originaria.
Lascia cuocere fino a bollore. Solo allora abbassa il fuoco al minimo e aggiungi i due cucchiai di miso . Lascia ancora sobollire per altri 2, 3 minuti, giusto il tempo che la  pasta di miso si sciolga.
Spegni e aggiungi a piacimento il peperoncino a scaglie. PRONTA.

 

Tutti gli ingredienti necessari per la preparazione della zuppa (miso, alghe wakame, dashi, ) si comprano nei negozi di alimenti etnici o anche in alcuni biologici.
A Roma per esempio al Korean Market,  nei i negozi intorno a piazza Vittorio, da Castroni.

Takoraisu, il taco rice di Okinawa

Non  sarà per questo piatto che gli abitanti di Okinawa sono tra i più longevi al mondo, ma il TAKORAISU, (pronuncia giapponese per taco rice)  inventato a Okinawa negli anni sessanta per assecondare il gusto degli occupanti americani è un piatto di cucina tex-mex-jap riuscito e buonissimo.
A Okinawa e  in tutte le isole Ryukyu il Takoraisu è piatto comune ed economico, e si mangia ovunque. 
 La ricetta è semplice ma vi sono diverse modi di fare il tacoraisu. 
Tutte le ricette hanno in comune : riso per sushi, carne macinata, insalata, salsa di pomodoro, salsa tex mex e  formaggio. 
 “Ha Iya Sasa”, come dicono a Okinawa.

Sakana sushi, non ci siamo

Alla ricerca di nuovi giapponesi e nella speranza di poter andare oltre i soliti che considero i migliori per qualità del pesce (Sushi ko, Doozo, Hasekura, lo stesso seppur industriale Hamasei) ho provato una sera d’autunno Sakana sushi perchè incuriosita dai commenti entusiasti di Trip Advisor. 
Ne sono uscita delusa. Certo siamo un filo sopra la media dei cinesi travestiti ma lontano da ciò che considero la sufficienza. 


Il menu è ricco di piatti, non solo sushi e sashimi ma anche tonkatsu, chirashi, yakitori, ramen, e questo è un plus per tutti coloro che non amano il pesce crudo, anche se ad onor del vero in Giappone la ristorazione (a meno che non si parli di izakaya) è specializzata. 
Ma non basta una discreta selezione di piatti o il sushi man giapponese a fare di un giapponese un giapponese di qualità.

  •  Il sushi che ho preso non mi ha convinto ne’ per il taglio ne’ per il gusto,
  •  le alghe nori dei maki avevano perso croccantezza, 
  •  la frittura dello yasai tempura era troppo pesante,
  •  i roll li ho trovati esageratamente grandi, ripieni di tutto tranne che di pesce e il pesce che c’è ha lo spessore della carta velina.
  • Il riso è troppo asciutto. 
  • Last but not least il te verde mi è stato servito in teiera da english breakfast, e per di più in bustina. Oltraggio. Per per chi parla di cultura giapponese questo non è proprio un dettaglio.

Salvo solo il servizio, che è stato attento e gentile.