Banco fast food

 
foto di Neve*

No, qui non si mangia con 5 euro. 

Il locale direttamente sulla Via Ostiense è molto carino ma estremamente piccolo, sacrificato direi. 
Tutto è pensato, fatto  e offerto con cura. Ingredienti inediti per zuppe diverse e gustose, panini e roll preparati con materie fresche e sul momento, accostamenti gustosi, packaging accattivante, ecologico anche se parecchio in inglese. 

Un locale che se avesse oltre al banco lo spazio per sedersi sarebbe un assoluto successo e ti farebbe dimenticare, forse per un po’,  i prezzi.  E invece, il locale rimane fedele al nome, Banco appunto e tutto si risolve in pochi metri quadrati.
Peccato perchè i prezzi sono alti e pagare un seppur gustoso e fresco  bagel 6 euro per un take away è esagerato e  fuori mercato. 

Un po’ gastrofighetto.

Elleniko, tavola calda greca a l’ Aventino

 

Da quando l’ho scoperto non ne posso fare più a meno.
Elleniko è un piccolo locale greco, si trova in Viale Aventino, ha pochi tavoli e un menu non particolarmente esteso. Una tavola calda che offre pita con souvlaki, pita con bifteki (la mia preferita), pita vegetariana, qualche antipasto, qualche insalata, birra e vino greco, e poi i dolci. I panini e i piatti sono tutti espressi e vengono preparati al momento. 

A fine pasto suggerisco di chiudere con un galaktoboureko che trovo divino e che preferisco di gran lunga al baklava. I prezzi dei panini nella media, quindi parliamo di 4 o 5 euro, bibite e piatti leggermente più cari. Personale greco simpatico e gentile. Aperto fino a sera tardi. 
Regolatevi perchè il locale è sempre più affollato, e l’ora di pranzo nei giorni feriali è preda di famelici impiegati Fao. 

Il locale è considerato laboratorio artigiano con vendita (come una pizzeria al taglio per intenderci) e pertanto non ha il bagno a disposizione dei clienti. 

Se un appunto devo fare ad Elleniko è sulla pita, il pane. Preferivo di gran lunga quella che usavano fino a pochi mesi fa, di qualità decisamente superiore rispetto a quella che hanno deciso di utilizzare ultimamente.  Per questo il mio giudizio si attesta “solo” su molto buono.


"Mordi e Vai" al nuovo mercato di Testaccio

Lo street food alla vaccinara. Oltre la pizza con la mortadella, il filetto di baccalà, il pezzo di pizza rossa, il kebab, il tramezzino (triste) c’è il panino di Sergio al nuovo mercato di Testaccio.

La cucina romana infilata nel panino più buono di tutta Roma ad un prezzo ridicolo.
Top –> panino con allesso di scottona (un bollito da urlo), panino con trippa e spolverata di pecorino, panino con salsiccia di Cecchini al vino bianco e cicorietta ripassata in padella.
Il nome non è azzeccato. Se vieni a mordere da Sergio non vai via, bissi, perchè qui il paradiso si conquista a mozzichi.

Mordi e Vai –> Nuovo mercato di Testaccio, box nr 15, dalla parte dell’entrata ex mattatoio, dal lunedì al sabato fino alle 14.30.

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Kathmandu, rosticceria nepalese a via Buonarroti

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Pranzare seduti e spendere meno di cinque euro a Roma? Difficile ma ancora possibile.
Una volta andavo volentieri da Roscioli  a via Buonarroti. In genere di sabato e ci andavo per l’ottima pasta e fagioli, che accompagnavo con un bicchiere di vino e da qualche striscia di pizza bianca, di quella fatta come si deve,  calda, morbida ma pure scrocchiarella, e lucida di olio e sale.

Da un po’ di tempo però ho tradito lo storico forno perchè nonostante la bontà dei piatti, il servizio veloce e pure attento,  spendere dodici, tredici euro a pranzo per un piatto unico spesso di verdure, due strisce di bianca e un bicchiere di vino mi sembra esagerato.
Ho tradito Roscioli per il civico successivo dove c’è Kathmandu, rosticceria nepalese con tavolini  che propone piatti unici di curry con o senza riso, vegetariani e non, più una serie di altre specialità che pescano dalla tradizione indiana, e rispetto a questa è meno speziata.  I prezzi concorrenziali, la qualità è più che discreta e il cibo è sempre fresco.
Frequentato da una moltitudine piacevolmente multietnica come da copione per piazza Vittorio.
Il mio piatto preferito è il curry vegetariano: riso jasmine bianco con verdure miste, ceci e lenticchie –> 4 euro servito su una tovaglietta con la bandiera e la carta geografica del Nepal.  Abbondante e moderatamente speziato. Sazia e contenta.
Servono anche il kebab.

Kathamandu, rosticceria nepalese
Via Buonarroti 38 – Roma

Kalapà, le patate solo qua



Pigneto esterno notte. La movida si concentra qui tra le strade malmesse di questa prima periferia romana tra i fumi e gli odori, con gente colorata che affolla i locali di tendenza. 

Kalapa è un  successo nato da un’idea semplice ed efficace. Fast food greco. Pita con souvlaki, yoghurt con miele e frutta secca, spiedini di formaggio alla griglia, e poi le patate kumpir, ossia le patate ripiene. La scoperta dell’acqua calda. 

Un locale piccolo, ma sempre strapieno, una vetrinetta con le bibite, un menu dal quale scegliere mentre si fa la fila alla cassa e il tuo nome da dare. Appena la patata è pronta ti chiamano. Pochi minuti. Se nel frattempo sei fortunato ti arrampichi su uno sgabello, se no mangi fuori sul marciapiede come fanno tutti. Poco importa se inverno o estate. 

Economico come un pezzo di pizza ma più divertente.

sito Kalapa