Eriko Horiki, la carta washi diventa arte

A Tanizaki le opere di Eriko Horiki, vere architetture di carta washi e luce, sarebbero piaciute parecchio.
“Stiamo forse riscoprendo la carta, la sua delicatezza, il suo calore (…) Se la carta occidentale sembra respingere la luce , quella giapponese, la beve lentamente, e la sua morbida superficie è simile al manto della prima neve. E’ una carta cedevole al tatto , e che si lascia piegare senza rumore.
 E’ placida, delicata, leggermente umida. Somiglia alle foglie degli alberi” .
da Libro D’ombra
Ancora una volta l’artigianato tradizionale giapponese reinventa se stesso e rivela la sua stupefacente  modernità