Manifesto futurista della nuova umanità

Ma quanto me piace ‘sta canzone? Bello il testo, bella la musica, bello il video. Siore e Siori è tornato il Blasco! Travolgente e ateo, mai così bravo, da tanto.
Bentornato Vasco.

…La cosa più semplice, ancora più facile sarebbe quello di non essere mai nato invece la vita arriva impetuosa ed è un miracolo che ogni giorno si rinnova…
ti prego perdonami se non ho più la fede in te, ti faccio presente che è stato difficile abituarsi ad una vita sola e senza di te…
Sarà difficile non fare degli errori senza l’aiuto di potenze superiori… ho fatto un patto con le mie emozioni… le lascio vivere e loro non mi fanno fuori…

Shimbalaiê, Maria Gadù

Shimbalaiê: parola di origine africana che si può tradurre con
Natureza, Deusa do viver
Alegre, Contagiante, feliz.

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar Shimbalaiê quando vedo il sole che bacia il mare

Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar  Shimbalaiê tutte le volte che il sole va a riposare

Natureza, deusa do viver Natura, dea della vita
A beleza pura do nascer La bellezza pura del nascere
Uma flor brilhando a luz do sol Un fiore che brilla alla luce del sole
Pescador entre o mar e o anzol  Un pescatore tra il mare e l’amo
Pensamento tão livre quanto o céu  Pensieri liberi quanto il cielo
Imagine um barco de papel  Immagina una barchetta di carta
Indo embora para não mais voltar Che va senza mai voltarsi
Indo como que iemanjá Che va come iemanjà

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar Shimbalaiê quando vedo il sole che bacia il mare
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar Shimbalaiê tutte le volte che il sole va a riposare
 Quanto tempo leva pra aprender Quanto tempo serve per imparare
Que uma flor tem que vida ao nascer Che un fiore ha vita per nascere
Essa flor brilhando á luz do sol Questo fiore che brilla alla luce del sole
Pescador entre o mar e o anzol Un pescatore tra mare e amo

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar Shimbalaiê quando vedo il sole che bacia il mare 
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar Shimbalaiê tutte le volte che il sole va a riposare

Ser capitã desse mundo Essere capitani di questo mondo
Poder rodar sem fronteiras Poter andare senza frontiere
Viver um ano em segundos Vivere un anno in un secondo
Não achar sonhos besteira Non fare sogni stupidi
Me encantar com um livro Mi piace quando un libro
Que fale sobre a vaidade Che parla della vanità
Quando mentir for preciso Quando bisognerebbe mentire
Poder falar a verdade Dice la verità

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar Shimbalaiê quando vedo il sole che bacia il mare
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar Shimbalaiê tutte le volte che il sole va a riposare

Tentativa de Traduçao
di Nevesottile  :)

Era de maggio

(1885)
Versi di Salvatore Di Giacomo — Musica di  Mario Costa

cantata da Roberto Murolo

Era de maggio e te cadeano ‘nzino
a schiocche a schiocche li ccerase rosse…
Fresca era ll’aria e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe.
Era de maggio — io, no, nun me scordo —
na canzona cantàvamo a ddoje voce:
cchiù tiempo passa e cchiù me n’allicordo,
fresca era ll’aria e la canzona doce.
E diceva. «Core, core!
core mio, luntano vaje;
tu me lasse e io conto ll’ore,
chi sa quanno turnarraje!»
Rispunnev’io: «Turnarraggio
quanno tornano li rrose,
si stu sciore torna a maggio
pure a maggio io stongo cca».
E so’ turnato, e mo’, comm’a na vota,
cantammo nzieme la canzone antica;
passa lu tiempo e lu munno s’avota,
ma ammore vero, no, nun vota vico.
De te, bellezza mia, m’annamuraje,
si t’arricuorde, nnanze a la funtana:
l’acqua llà dinto nun se secca maje.
e ferita d’ammore nun se sana.
Nun se sana; ca sanata
si se fosse, gioia mia,
mmiezo a st’aria mbarzamata
a guardare io nun starria!
E te dico — Core, core!
core mio, tornato io so’:
torna maggio e torna ammore,
fa de me chello che buo’!
Maro’…!
E questa è la versione di Battiato, che me piace assaje

*Sometimes the Stars*

Una bambina di nome Lost è in viaggio su un un tram strampalato, in un sogno di binari che corrono nel nulla e fermate che si aprono sul buio. Un viaggio alla ricerca di qualcuno perso o forse mai incontrato.
Perchè qualche volta le stelle sembrano più vicine di quello che dovrebbero e confondono invece di orientare.

Proprio bello. Guardatelo piano.

‘cause sometimes the stars seem closer than they should
like the more I knew the less I understood
and the further that you got from me
the more I felt like I could see
and the more I wondered if I should trust the stars
‘cause sometimes the stars
sometimes the stars
sometimes the stars

Lezioni di Boxe

Ho sentito questa canzone da qualche parte e mi è rimasta in testa. L’ho ripescata su Myspace. 
E’ del 2007 ed è tratta dall’album Escapulario di Franco Cava, brasiliano di origine italiana.
Per farsi cullare dalla sua voce, dal dolce accento e dal ritmo bossa nova di questa scoperta di Jovanotti. Enjoy.

“…Ti ho incontrata domani
e ti perderó ieri
ero nelle tue mani
ma, nelle mie tu non c’eri …”

“…Il mio cuore batte fuori metrica

ha un’ antiestetica voglia d´amare
é fuori di qualunque regola etica
qualunque logica, naturale…”

———–°°°Io credo nei miracoli°°°————

Siamo a marzo, è primavera e io mi preparo alla rivoluzione. Sono felice perchè credo nei miracoli che la gente può fare.

E allora il mio pensiero va alle persone che hanno condiviso con me un po’ della loro vita.
Amici con i quali ho vissuto attimi e secoli di quotidiano e con i quali ho assaggiato, divorato, qualche volta vomitato pezzi di vita.
Grazie alla loro complicità ho arginato momenti di dolore e disperazione, ma anche raddoppiato la gioia, l’allegria, e di esaltazione.
Ci sono stati abbracci che mi hanno riparata quando nuvole di illusioni si sono trasformate in acquazzoni.
Ci sono stati occhi dove ho visto brillare fiducia e amore, e senza i quali non avrei mai attraversato fitte  incomprensioni.
Questa canzone è per loro che sono stati e sono i colori della mia vita.
Ma è anche per le migliaia di voci sconosciute ascoltate, preziose, perchè mi hanno regalato quotidiani sorrisi e qualche volta inaspettati voli sul mare. 
E poi questa canzone è per tutti gli altri, che forse da domani, saranno la rivoluzione.

Cristina Donà  – Miracoli –

————Strade parallele————-

Scritta da Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini, cantata da Giuno Russo e Franco Battiato, 1994.

Domenica giornata di scirocco,
fuori non si può stare
per fare un po’ di fresco socchiudo le persiane
e vado a riposare

La stessa aria con la sua potenza scioglie i miei pensieri
Il mio cuore vola se all’ombra prendi forma e ti presenti
non posso riposare.
Il sole ora entra dentro il mare e fanno l’amore
 non c’è cosa più grande
tu sei la vera sorgente che sazia i sentimenti
La stessa aria che con il suo calore cresce e mi tormenta
Il cuore vola sentendo scrosci d’acqua di fontana
nel mio giardino mi piace stare sola.
La stessa aria che con il suo calore cresce e mi tormenta
Il cuore vola sentendo scrosci d’acqua di fontana
nel mio giardino, mi piace stare solo
mi piace stare sola
Trad. di Neve*

Pietre sospese: Stonehenge

Ho sempre avuto una predilezione per le pietre, il preistorico, i dolmen, i menhirs e tutti i manufatti poco manufatti che risalgono al neolitico o giù di lì.
Vado spesso alla ricerca di circoli, di allineamenti  conficcati nel terreno,  di menhirs spesso caduti che raccontano poco o nulla ma lasciano spazio a tutto il resto. Meglio se sono immersi in paesaggi verde smeraldo.
Di queste testimonianze mute sono andata in cerca qua e la, in Galizia, in Sardegna, in Bretagna, e anche in Gran Bretagna per vedere la regina dei siti megalitici, STONEHENGE.
Ricordo che il primo incontro con Stonehenge fu molto deludente.
Sarò stata io ad essere una pupa, sarà che mi aspettavo dei giganti di pietra, sarà che era estate, sarà che avrei voluto passeggiare tra i triliti e toccarli, sarà che c’era il mondo intero intorno al recinto, STONEHENGE la prima volta fu  una cocente delusione. Pensai che tutte le foto che avevo visto, quelle con i solstizi, gli equinozi, ecc,  non potevano essere che delle bufale o scatti fatti da buche appositamente scavate nel terreno.
Altrimenti tanta maestosità non si spiegava.

Ci sono tornata, tanti anni dopo, preparata alle orde, preparata a vederla a distanza,  preparata ai triliti che ricordavo alti come nani.

Foto di Neve*, cliccate per toccare il muschio
E invece…
Nella piana di Salisbury i primi di gennaio non c’era nessuno,  il tempo era perfettamente brumoso, io mi sono avvicinata al recinto più di quanto ricordassi,  i triliti non erano certo montagne ma sicuramente grattacieli preistorici. Sarà stata una predisposizione d’animo differente ma questa volta Stonehenge mi è sembrata una vera cattedrale, un gigante di pietra grigia e muschio.

Questo è dove abbiamo soggiornato :  il White Hart hotel di Salisbury e qui la mia recensione su TA