Manifesto futurista della nuova umanità

Ma quanto me piace ‘sta canzone? Bello il testo, bella la musica, bello il video. Siore e Siori è tornato il Blasco! Travolgente e ateo, mai così bravo, da tanto.
Bentornato Vasco.

…La cosa più semplice, ancora più facile sarebbe quello di non essere mai nato invece la vita arriva impetuosa ed è un miracolo che ogni giorno si rinnova…
ti prego perdonami se non ho più la fede in te, ti faccio presente che è stato difficile abituarsi ad una vita sola e senza di te…
Sarà difficile non fare degli errori senza l’aiuto di potenze superiori… ho fatto un patto con le mie emozioni… le lascio vivere e loro non mi fanno fuori…

Che mi ci portate a fare dagli Hare Krishna se mi volete bene?

Tutto quello che so di Induismo lo devo ad un paio di esami di Buddismo (!)  fatti con il prof. Pensa all’università.

Che a Roma ci fosse un tempio Hare Krisna che alla bisogna si trasforma in ristorante non lo sapevo.
Ma è qui che mi hanno portato e allora
  • Mi sono tolta le scarpe
  • Ho conversato abilmente in una stanza in presenza di un’inquietante statua a grandezza umana adagiata su una delle più brutte poltone mai viste
  • Me so’ bevuta una tisana al ribes che con la zuppa di lenticchie dal e il chapati non si sposa per niente
  • Ho fatto la disinvolta quando mi hanno salutato con Hare Krisna, Hare Hare, Rama Hare (significa?)
  • Ho lasciato ob torto collo una più che generosa offerta per un pasto che sarà stato pure spirituale ma che io ho trovato alquanto blando
  • Mi sono intrattenuta a discorrere con un devoto dall’eloquio tranquillo e quasi ipnotico, e da costui ho pure accettato un libretto divulgativo  pieno di saggezza che avrei pure sfogliato se

..quando ho chiesto, forse sfacciatamente, quanti erano nel tempio, che vita facevano, come e di che campavano,  non fossero cominciate le favole ( tipo viviamo della vendita dei libri, seee e con i libri ti ci paghi il palazzetto al ghetto di Roma) ,  gli aneddoti sulle statue degli elefanti nella antica India,  il proselitismo duro e puro seppur infarcito da ammiccamenti e battute,  le affermazioni categoriche sull’anima, la verità, i libri sacri, Dio, la fede, la morte, il senso della vita, il libero arbitrio, insomma tutte cosucce sui cui è inutile arrovellarsi perchè secondo i credenti in generale “le cose sono semplici, le risposte sono scritte,  basta leggere, pregare, seguire, obbedire, basta avere fede, basta credere nel nostro Dio”

Ho pensato perciò che poteva bastare così, e che palle, oltre la tisana al ribes pe’ cena devo sorbirmi  pure il catechismo?
Mo’ basta, non sono qui per dissetarmi alla fonte della tua saggezza spiritoso devoto,  non credo in assoluto ai libri sacri,  alle parola di Dio scritta dagli uomini , alla verità rivelata, ai riti, ai mantra, ai divieti, ai dogmi,  ai precetti, considero religioni e clero strumento di oppressione, ignoro i santi,  non so nulla della vita oltre la vita,  mi faccio delle domande ma l’idea di Dio non è al centro dei miei pensieri.
So’ agnostica, forse atea e qui c’ero venuta solo pe’  magnà.

Tre vele a Tor Tre Teste

Ci sono tre vele a Tor Tre Teste, il quartiere di Roma est incastrato tra il Raccordo Anulare, la Casilina e la Prenestina.

Non credevo che le chiese contemporanee costruite in cemento armato, acciaio e vetro potessero essere così belle. A Roma ci sono degli esempi inguardabili di chiese moderne. Mostruosità incistate in tessuti degradati per un gusto dell’orrido incomprensibile. Chiese che anzichè accogliere respingono, strutture aguzze che invece di placare agitano.
Invece qui no, tre vele candide si alzano gonfie verso il cielo di Roma anche senza ponentino.

E’ la Chiesa Dives in Misericordia, di Richard Meier, costruita per il Giubileo del 2000 (iniziata nel 1998 e inaugurata nel 2003).

A Roma in via Tovaglieri.
Cliccate sulla foto, ingrandite e respirate.
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