Domenica di primavera, Hiroshige o Porta Portese?
Canzone di oggi, questa indimenticabile. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANCORAAAAAAAAAAAA
Hanami @ Nakameguro
Questa è Nakameguro adesso. E io che non mi sono accorta che erano ciliegi….
Sakura by eerkmans taken on Flickr
Tabio!
Kodo, il battito.
Ritmo e tanta potenza. Questi sono i taiko suonati dai Kodo, una miscela di sapiente tecnica, fisicità, tradizione e innovazione per una musica sorprendente. Il risultato sono sonorità esplosive e travolgenti, in un crescendo che porta ad esplosioni di gioia pura (o almeno è quello che succede a me).
La prima esibizione di Taiko l’ho vista moltissimi anni fa in una estate romana all’Eur. Una vera scoperta. E io che pensavo che la musica giapponese fosse solo flauto e shamisen. I taiko sono eccitanti. Da allora sono un appuntamento fisso.
Lo scorso anno ho visto gli ONDEKOZA, quest’anno invece i KODO durante il loro One Earth Tour 2009 saranno in Italia a maggio. I concerti si terranno all’Auditorium di Roma, il 23-25 e 26 e il 27 di maggio. Sembra che per le prime tre date si tratti di un concerto insieme all’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il 27 invece si tratterà solo di tamburi giapponesi.
Wakare, la fine di un amore
Dete mo owari na no
ashita kara wa wine glass mo
kono aizara nanimo kamo
wasureru tame ni
sutemasho ai no kurashi wo
namida wa nagasanaide
omoide to wakareru no
akiramete wakareru no
kyo de mo oshimai nano
anata to no o hanashi mo
ashita kara wa wine glass mo
kono aizara nanimo kamo
anata no nioi no suru mono wa minna sutemasho
wasureru tame ni
sutemasho ai no kurashi wo
omoide to wo wakareru no
namida wa nagasanaide
omoide to wo wakereru no
Come puoi tenere nascosto un amore?
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Inokashira Park
Dove trascorrere qualche ora serena a Tokyo? Sicuramente qui all’Inokashira Park. E’ un parco pubblico donato dall’imperatore Taisho alla città nel lontano 1918 e che si trova nel quartiere di Kichijoji a Musashino ad ovest della capitale, una ventina di minuti da Shinjuku.Ci sono stata una domenica mattina, e trovo sia un buon posto per osservare i tokyoiti nei loro momenti di relax. Nel parco trovate:
- Moltissimi alberi che in una città come Tokyo non sono proprio una cosa scontata.
- Sentieri amenissimi, un tempio dedicato alla dea dell’amore e panchine dove sedere e godersi il panorama.
- Un lago pittoresco solcato da barche-cigno very kitch che le coppiette di innamorati giapponesi invece adorano.
- Un’atmosfera rilassata e un ‘alternativa meno affollata per fare Hanami dello Shinjuku Gyoen o dell’Ueno Park.
- Un interessante mercatino nei fine settimana dove comprare souvenirs fatti da amanti del “hando meido”.
- Artisti di strada, musici e cantanti che si esibiscono nel parco sempre il sabato e la domenica.
- Un mucchio di ristorantini che offrono snack succulenti soprattutto sulla strada che dalla stazione della metro di Kichioji porta all’ingresso del parco.
- Un quartiere, quello di Kichioji, alternativo e pieno di atmosfera dove gironzolare per un po’.
- Un’occasione per scoprire un’altra Tokyo, meno scintillante ma molto, molto piacevole.
Linea Metro Keio Inokashira (stazione Inokashira Koen, 1 minuto a piedi) o JR Chuo Line (stazione di Kichijoji, 5 minuti)
In italiano, Onegai
- Gran Bretagna con 191.000 arrivi
- Germania con 119.000
- Francia con 138.000 e
-
Russia con 61.000
Orto Monastico di Santa Croce in Gerusalemme

Ecco un altro posto che non ti aspetti. Roma è così, piena di luoghi nascosti che si svelano solo a chi li cerca. Luoghi dal tempo sospeso. Uno di questi è Santa Croce in Gerusalemme splendida basilica un po’ fuori mano, sicuramente fuori dai soliti circuiti turistici. Appena dentro le mura Aureliane, di cui con il suo bell’orto segna i confini, si trova a metà strada tra San Giovanni in Laterano e Porta Maggiore. Te la trovi bianca, e con una facciata barocca mentre sfrecci su via di Santa Croce al centro di un bel piazzale pedonale. Alla sua sinistra il museo degli strumenti musicali, alla sua destra l’ingresso della Domus Sessoriona (un bed and breakfast tutto speciale) e il bel cancello che chiude l’Orto Monastico. E’ proprio qui che volevo entrare. L’orto è stato recuperato e riportato al suo antico splendore solo qualche anno fa. Si sviluppa in cerchi concentrici intorno ad un pozzo ed occupa la sede dell’antico anfiteatro Castrense, l’unico costruito a Roma insieme al Colosseo. L’anello esterno segue il percorso dell’anfiteatro dove si riconoscono ancora le antiche arcate, dove si aggrappano qua e la piante di cappero. Fuori scorre il traffico di San Giovanni, dentro è quasi un paradiso. In questo momento l’orto è a riposo. Pochi fiori, niente frutti, i bellissimi pergolati che accompagnano il visitatore sono ancora nudi. Ma d’estate si ricoprono di uva pizzutello. Ieri nella mia passeggiata ho visto tra ciuffi di piante odorose come il timo, il basilico e il rosmarino, coltivazioni di carciofi, cavoli, fave, broccoletti, indivia riccia, molte piante di limoni e qualche pompelmo. Il resto dell’orto dorme in attesa della primavera.
L’orto viene coltivato dalla comunità di monaci cistercensi che abita Santa Croce e serve alla loro mensa, il resto della produzione viene venduta nella piccolissima bottega accanto all’orto. Qui trovate oltre la minuscola produzione del monastero anche tutto il resto che viene direttamente da un altro monastero che si trova a Fondi. L’ingresso all’orto è libero solo il mercoledì. Si può entrare e passeggiare liberamente la mattina o il pomeriggio. Gli altri giorni solo dietro prenotazione e con visita guidata. Il prezzo è lo stesso, 5 euro. Qui il sito della basilica.






