La tapisserie

di Bayeux. La storia illustrata della conquista normanna al trono inglese raccontata con fili di lana colorata e latino.
Cliccateci sopra e tornate nel Medioevo.













Arazzo ricamato secondo la tradizione dalla Regina Matilda e le sue dame di compagnia qualche anno dopo la battaglia di Hastings, secondo gli esperti invece fatto in una bottega artigiana di Canterbury. Registrata come Memoria del Mondo dall’Unesco.
Fotografato di nascosto.

La Malposte, vecchio mulino normanno

Un vecchio mulino e il suo giardino. Un indirizzo di charme a Reviers una manciata di case nel Calvados, Bassa Normandia.  Due notti alla MALPOSTE, nel cuore della Normandia, nel Calvados, famoso per le mele, il sidro, i pascoli e i formaggi cremosi. 
Un lungo fine settimana ci ha portato da Parigi in 300 km alle spiagge dorate del D day di 66 anni fa. 
Il paese di Reviers si è rivelato un’ottima base di partenza per la scoperta della regione: appena 3 km dal mare e dalle spiagge Juno, Gold, Sword, Omaha Beach. Pochi minuti di strade di campagna coltivate a lino per arrivare a Bayeux, centro storico risparmiato dai bombardamenti alleati e custode di una bella cattedrale e del noto arazzo. Pochi km da Caen, da Deauville, da Honfleur, dalla penisola del Cotentin e da tutta una serie di castelli, fattorie e paesi di pietra grigia intatta.
L’accoglienza gentile e premurosa di Patricia (che sembra uscita da un film di Eric Rohmer) , il giardino allietato dall’acqua del ruscello ci facevano uscire ogni mattina dalla Malposte un po’ a malincuore.
 
15 rue des Moulins, Reviers



Corso di Sushi a Roma?

questo l’ho fatto io
Foto di Neve*

No a Parigi. E perchè a Parigi? Perchè Roma è città troppo tradizionalista e di corsi seppur amatoriali non ne ho trovati.
Ad onor del vero devo dire che ogni tanto la scuola del Gambero Rosso organizza serate (in media due o tre volte l’anno) dove si insegna il sushi…ma come dicevo li organizzano con molta parsimonia e ogni volta è impossibile partecipare. Esauriscono i posti in un batter d’occhio. Quindi dopo aver fatto un giro nella rete ho deciso che Parigi poteva andar bene per ovviare la lacuna capitolina.
Inutile dire che in Europa di corsi di sushi c’è n’è quanti ne volete. Basta cercare. Londra e Parigi si contendono la maggiori opportunità. Se ne organizzano per tutti i gusti.
Senza entrare nel merito della qualità pe farvi capire la differenza tra noi e l’Europa pensate che nella sola Parigi ci sono circa 100 ristoranti giapponesi,veri, mentre a Roma ci fermiamo a SEI : Hamasei, Hasekura, Sushiko, Sushisen, Bishobu Kobo, Rokko. Ce ne sono altri? No.
Per il mio battesimo di pesce crudo ho scelto di andare alla scuola Wasabi. Qui si organizzano corsi di cucina giapponese. Non solo la famosa polpetta con il pesce crudo ma anche altri piatti della tradizione. Ci sono corsi amatoriali e non.

I corsi amatoriali sono strutturati in moduli di due ore ciascuno e così suddivisi: corso di chirashi (la ciotola di riso con sopra fettine di sashimi e verdure), corso di nigiri (la polpetta vera e propria) e corso di maki (i rotolini di pesce, riso e alga).

Si può scegliere di fare un solo corso, due o anche tutti e tre. A me interessavano gli ultimi due, anche se il primo non è male se si vuole imparare a cuocere il riso.
Chiaro è che questi corsi sono amatoriali. Sono introduttivi, piuttosto pratici. Si impara un po’ a manipolare il riso e un po’ a tagliare il pesce. Insomma ci si orienta e alla fine si mangia quello che si è preparato. Ognuno il suo.
Wasabi (che è anche una pubblicazione periodica sulla cucina e sul Giappone oltre che a un sito ) è diretta da Patrick Duval e si trova in una bella zona di Parigi. Diciannovesimo arrondissment nel quartiere di Menilmontant a due passi dal parco di Buttes Chaumont da dove si gode un bel panorama della città.
La scuola (in realtà un grande locale con annessa cucina) è ospitata in un villino come se ne trovano a Roma alla Garbatella o al Pigneto in una strada che una volta era campagna ma ormai è città. Per darvi un’idea zona nord est di Parigi.
I corsi si svolgono ogni domenica e sono diretti da cuochi giapponesi, il che mi pare una condizione indispensabile. L’insegnante del corso era il signor Sakiguchi, sushi chef del ristorante Hanawa aiutato dalla gentilissima signora Murata. La lingua usata è stata un chiarissimo franco giapponese.

La cosa più difficile ? Considerando che il riso era già cotto e
il pesce era già sfilettato,e che quindi il più era fatto

fare le polpette senza ritrovarsi i chicchi di riso tra i capelli o nelle mutande è stata la cosa più difficile.
Io però mi sono divertita lo stesso.
Per chi volesse unire un fine settimana a Parigi con un tuffo in Giappone e per chi mastica un po’ di francese… 

 

qui il sito
Wasabi
40 Rue De Mouzaia
75019 Paris


Foto di Neve*


All Seasons Paris République

Catena Accor, albergo della All Seasons, più o meno stessa fascia di prezzo e livello degli Ibis. Wi fi gratuito in camera, colazione (con spremuta d’arancia) inclusa nel prezzo, internet a gratis nella lobby. Arredo essenziale stile ikea.
1 min a piedi da Place de la Republique con accesso alle Metro 3-5-8-9-11. Venti minuti a piedi dal Marais e Place des Vosges. Cinque minuti di metro da Gare du Nord e Gare de l’Est, meno di un’ora dall’aeroporto Charles De Gaulle. Discreta vista sui tetti.
Prezzo della singola 53 euro a notte. Pas mal.
Inconvenienti: la dimensione e struttura delle camere singole. Se non volete sentirvi un topo in trappola, se siete paranoici o claustrofobici evitate la stanza 309 (ma anche la 209 o 409).
Primo perchè è impossibile da trovare visto che non ha la porta che da sul corridoio come tutte le stanze normali. Da una parte è addossata alla tromba delle scale e dall’altra c’è una porta che non da sulla stanza, ma apre su un disimpegno grande quanto uno sgabuzzino di una mattonella quadrata che si affaccia,per modo di dire, anzi intruppa su due porte messe a novanta gradi. Sono le camera 309 e 310 in realtà una camera sola divisa a metà.
Da far rabbrividire anche gli speleologi abituati ad infilarsi nei buchi, pensate me. Meglio la mansarda date retta.
 
9, rue Leon Jouhaux
75010 PARIS

Maison de Culture du Japon a Paris

Foto e Collage di Neve*
Ovvero tanto del Giappone che trovate a Parigi andate a cercarlo alla Maison de la Culture du Japon a Paris . L’istituto ha un’offerta ricchissima è piuttosto diversa da quella dal nostro istituto di Cultura Giapponese di Roma.
Sebbene i duei istituti dipendano entrambi dalla Japan Foundation a prima vista non si direbbe proprio. La Japan Foundation è un organo finanziato in gran parte dal governo giapponese ed ha il compito di far conoscere l’arte, la cultura e la lingua giapponese nel mondo. Ha più di 20 uffici nel mondo, 7 in Europa ( Parigi, Madrid, Colonia, Londra, Roma, Budapest e Mosca) e si occupa attraverso questi di promuovere il Giappone e la sua cultura.
Senza andare troppo lontano (sito brasiliano o americano )il primo confronto che mi viene da fare tra l’ Istituto di Cultura giapponese di Roma e gli altri della vecchia Europa è sul sito. Se tutti i siti europei sono uguali per impostazione e struttura, sono colorati, ricchi di link e veloci, la pagina dell’istituto italiano giapponese è lento, pesante e poco appetibile. Completamente diversa dalle altre.
Ma è il contenuto a fare la differenza. Non capisco il tedesco ma se confrontate il sito parigino e quello londinese con quello italiano vi renderete conto della differenza. Molti più corsi di lingua, speech contest che in Italia non si fanno più, conferenze sugli argomenti più disparati, concerti, spettacoli teatrali, retrospettive cinematografiche.
Non che l’istituto di Cultura giapponese di Roma non proponga. Il problema forse è lo spazio, forse i finanziamenti, forse la mancanza di personale.
Certamente non la mancanza di interesse verso il Giappone e il mondo giapponese che in Italia c’è ed è in costante crescita.
L’istituto giapponese di Roma propone ottimi corsi di lingua, molte mostre, film, spettacoli teatrale e concerti. Sempre poco però confrontato con l’offerta parigina. Nell’istituto giapponese di cultura resiste un approccio teorico, accademico, museale, insomma un po’ ingessato.

Date un’occhiata all’agenda della Maison de Culture du Japon a Paris un giorno qualsiasi di questo mese per notare la differenza.
Ad esempio il programma di sabato 17 aprile

Offerta ricchissima che non si può ahimè paragonare con quella dell’istituto giapponese di cultura di Roma.
Senza considerare che oltre ai canonici corsi di giapponese e a tutto il resto, la Maison organizza anche corsi di :
Chanoyu – dimostrazione e degustazione del te
Chado – corso introduttivo alla cerimonia del te
Shodo – corso introduttivo di Calligrafia
Kodo – corso introduttivo all’arte dell’incenso
Ikebana -l’arte giapponese dei fiori
Origami – l’arte di piegare la carta
Corsi introduttivi di manga
Corsi di Haiku

Perchè qui no?

A Parigi, un indirizzo da non mancare