Sakana sushi, non ci siamo

Alla ricerca di nuovi giapponesi e nella speranza di poter andare oltre i soliti che considero i migliori per qualità del pesce (Sushi ko, Doozo, Hasekura, lo stesso seppur industriale Hamasei) ho provato una sera d’autunno Sakana sushi perchè incuriosita dai commenti entusiasti di Trip Advisor. 
Ne sono uscita delusa. Certo siamo un filo sopra la media dei cinesi travestiti ma lontano da ciò che considero la sufficienza. 


Il menu è ricco di piatti, non solo sushi e sashimi ma anche tonkatsu, chirashi, yakitori, ramen, e questo è un plus per tutti coloro che non amano il pesce crudo, anche se ad onor del vero in Giappone la ristorazione (a meno che non si parli di izakaya) è specializzata. 
Ma non basta una discreta selezione di piatti o il sushi man giapponese a fare di un giapponese un giapponese di qualità.

  •  Il sushi che ho preso non mi ha convinto ne’ per il taglio ne’ per il gusto,
  •  le alghe nori dei maki avevano perso croccantezza, 
  •  la frittura dello yasai tempura era troppo pesante,
  •  i roll li ho trovati esageratamente grandi, ripieni di tutto tranne che di pesce e il pesce che c’è ha lo spessore della carta velina.
  • Il riso è troppo asciutto. 
  • Last but not least il te verde mi è stato servito in teiera da english breakfast, e per di più in bustina. Oltraggio. Per per chi parla di cultura giapponese questo non è proprio un dettaglio.

Salvo solo il servizio, che è stato attento e gentile.   


Doozo – All’ombra di una magnolia

Più di un ristorante, una libreria, una sala da tè, un centro culturale, Doozo è uno spazio multimediale a due passi dal Viminale. All’ombra di una grande magnolia il Giappone si vede, si ascolta, si tocca, si assapora.
Menu non esteso ma di qualità: sushi, sashimi, maki, uramaki, tempura, ramen, udon, insomma i fondamentali della cucina giapponese.  Menu essenziale ma il pesce e il riso di Doozo sono tra i migliori mai assaggiati in città. Servizio attento e premuroso, oltre che giapponese.  
Diversi tipi di tè verde da sorseggiare. Nella bella stagione si mangia fuori nel cortile, cosa rara al centro di Roma.
Doozo fascino e cucina autentica, prezzo di conseguenza. A pranzo teishouku, menu  a prezzo fisso, il pomeriggio sala da tè giapponese. Doozo 

Un giorno per il Giappone, le foto

Queste sono le foto della manifestazione organizzata domenica 10 aprile. “Un giorno per il Giappone”, grazie all’impegno di molti, ha avuto un tremendo successo. Tutti quelli che hanno visitato il loft di San Lorenzo, e sono stati tanti, hanno potuto incontrare un pezzetto di autentico Giappone.

Foto e Collage di Neve*

E’ stato un bel pomeriggio. Ho bevuto té verde, mi sono fatta fare un massaggio shiatsu per riequilibrare i meridiani di terra e di fuoco (che sembra avessero degli ingorghi), ho ammirato le composizioni ikebana, ho chiacchierato e spettegolato a lungo seduta a terra con una cara amica mentre Shio in kimono, con inchiostro e pennello scriveva per me Neve* Sottile, ho curiosato tra i banchetti che oramai era stati ampiamente saccheggiati, ho riso con una persona che avevo perso di vista da dieci anni e che invece nel giro di un mese ho incontrato per ben due volte, e poi sono stata felice di riabbracciare e passare del tempo con un mio compagno delle elementari, per nulla cambiato e mai più rivisto da allora. Ma in questo caso le coincidenze non c’entrano, è stata tutta colpa o merito di Facebook.

A San Lorenzo c’è "Un giorno per il Giappone"

Domani un gruppo di volenterosi offrirà generosità, tempo e abilità in una giornata dedicata al Giappone per sostenere economicamente le vittime della recente sciagura che ha colpito il nord est del paese.
Anche Neve* ha offerto il suo aiuto. Lo ha fatto con la foto del post e regalando alcuni degli oggetti che troverete al mercatino domani.
Vengono tutti dalla sua collezione privata ;) so’ pezzi rari, pure belli, naturalmente giapponesi e costano poco.
Tra le diverse attività che si svolgeranno durante la giornata segnalo la dimostrazione e vendita di composizioni Ikebana, la cerimonia del te, il kimono e come indossarlo, la calligrafia, il laboratorio di origami, l’accademia di shiatsu con la possibilità di provare un massaggio, la ceramica,  il mercatino e la lotteria finale con  numerosi premi.
Vieni e guardati intorno, il ricavato di tutto, ma proprio tutto quello si venderà sarà devoluto interamente  alle vittime del terremoto e dello tsunami del Tohoku.
Questa è una bella e concreta iniziativa, organizzata da un gruppo di donne “gajarde”  alle quali auguro  che il “Un giorno per il Giappone” abbia il successo che merita.

Ci sarà anche neve* domani. E’ tempo di lasciarsi trasportare e sciogliersi al vento di questa primavera.

Foto di Neve*

Ristoranti Giapponesi a Roma: Take Sushi

Premessa. Il ristorante Take Sushi (da leggersi ta-kè, bambu in giapponese) non è un ristorante giapponese, ma un ristorante gestito da cinesi con un bancone sushi e due sushiman giapponesi. Si trova a Viale Trastevere, proprio a ridosso di Piazza Sydney Sonnino.

Da fuori è un ristorante smaccatamente cinese travestito da giapponese: lanterne rosse di carta, noren dozzinale. L’interno è altrettanto posticcio. Ambiente piuttosto angusto con finti shoji, brutte lampade e riproduzioni economiche di stampe giapponesi.
Fino a ieri la mia diffidenza e un giudizio basato sulle apparenze mi aveva sempre tenuto alla larga da Take Sushi. Ma l’averne sentito parlar bene in più di un’occasione e averne letto su Youkosoitalia mi ha spinto a provare.

Il servizio è molto veloce la varietà dei piatti buona. Piuttosto che la cucina, però consiglio di prendere il sushi che declinato nei vari  nigiri, temaki, uramaki, makimono è BUONO.  Il taglio è spesso, il sapore del pesce morbido, pieno, e il riso anche è ottimo.
Una sorpresa, Take Sushi ad un prezzo assolutamente nella media.

Viale Trastevere, 4
Roma
06 5810075

Ristoranti giapponesi a Roma: Rokko

Foto di Neve*

Dalla storica via Rasella , il ristorante che porta il nome del monte della città di Kobe, si è spostato sul lungotevere Ripetta, a due passi da Piazza del Popolo e via del Corso.
La sede nuova è molto grande e ben arredata. L’insegna fuori è piuttosto discreta.

Foto di Neve*
Siamo andati a pranzo e abbiamo scelto tra i  teishoku (set menu) , un menu di sushi e uno di  chirashi sushi a 15 euro. Una formula che usano ormai molti ristoranti giapponesi di Roma.
Rispetto ad  Hamasei, per esempio, qui il set è un po’ più piccolo, niente zuppa di miso o tsukemono (sottaceti), ma il sushi set che è preceduto da un’insalata e seguito da un frutto di stagione,  ha insieme agli onigiri  un bel temaki di tonno.
Foto di Neve*

 Da una veloce occhiata al menu, Rokko propone oltre il sushi, diversi piatti di cucina tradizionale.
 Il proprietario è disponibile e gentile, il servizio di sala invece ci è sembrato un po’ freddo.
Quello che ci è piaciuto molto, ma ci riserviamo di tornare per un pasto vero, è stato il giardino giapponese allestito nella sala principale, oltre una grande porta finestra. E’ nello stile classico del karesensui,
giardino secco zen, dove nulla è simmetria e tutto è simbolo.

Le pietre-montagne, il bambu-foresta, i ciottoli-mare, le aiuole-continenti sono disposti in un ordine senza ordine, come filosofia zen impone.
Un bel vedere davvero questo angolo di Giappone tradizionale in un cortile romano.

Foto di Neve*
Foto di Neve*
Foto di Neve*

Passeggiata di Ripetta, 15
00186-  Roma  06 3223414

Sul muretto

Foto di Neve*
D’estate passavo pomeriggi  interi tra mucchi di terra-farina, sassi-uova e erba-insalata ad incartare con fogli di giornale.  E allestivo e vendevo e consigliavo con perizia la mia merce che stava in bella mostra sul muretto sotto casa.  Giocavo al mercato e tra i giochi era uno dei preferiti.
Oggi,  quando mi capita di fare il mercatino giapponese provo di nuovo la gioia e la frenesia del muretto. 
Torno a giocare bambina.  E mi diverto come allora, anzi di più. 
Signora che dice le do una bustina? Si, meglio, che si rompe.
Sopra il mio banchetto giapponese al Black Out,  domenica 12 di dicembre.