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Quando il riso si fa dolce: il kheer
Devo ringraziare Opal, per avermi dato prima il nome e poi la ricetta di questo che lei chiama confort food.
Io che non amo il latte, ho divorato questo dolce tipico indiano, che io chiamerei volgarmente riso-latte o crema di riso, che in Inghilterra chiamano rice pudding, ma il cui nome originale è KHEER, dalla parola sanscrita che significa latte e di cui nel subcontinente indiano esistono infinite varianti.
Della ricetta di Opal, ho scelto la versione base. Niente pistacchi, niente uva passa. Solo latte, riso basmati, bacche di cardamono (ben cinque) zucchero di canna, un pizzico di sale e una spolverata di cannella a velo sopra.
Felicissima di aver passato una domenica pomeriggio a rimestare latte e riso, mentre un odore soave per la casa si spandea.
La ricetta, come tante altre, potete trovarla tre le pieghe di seta del suo bel blog.
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| Foto di Neve* |
La donna secondo Shiseido. L’evoluzione dell’immagine femminile dal periodo Meiji ad oggi
Pubblicità Shiseido alla mostra internazionale del Cinema di Roma, novembre 2010.
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| Seconda metà ottocento. Gli albori. La donna è ancora Ukiyoe, un’ immagine del mondo fluttuante |
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| Fine ottocento. Transizione. La nuova Tokyo con palazzi e treni e la nuova donna, ancora bidimensionale ma a la mode del tempo. |
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| Anni venti. Art Deco e l’internazionalizzazione, la donna moderna è raffinatezza. |
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| Anni sessanta, eleganza discreta e glamour hollywodiano |
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| Anni settanta, la donna è protagonista e non ha paura di nulla, neanche del sole |
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| La donna oggi. E’ quel che vuole essere. |
Giappone mania anni ottanta
singolo tratto dall’album Kamikaze rock’n’roll suicide
Un passo indietro. Splendida Splendente 1979, ci sono sempre lamette ma qui per essere belli veramente. Una canzone sul bisturi. Nel 1979.
Rettore dal look colorato, esagerato, vibrante, divertente Rettore cantautrice trasgressiva e sottovalutata ma dalla pelle trasparente come uova di serpente e perciò per sempre Donatella Splendida Splendente.
Un otaku a Palazzo, Murakami a Versailles

Comment te dire adieu – Le 3 version レ・トレ – "さよならを教えて a confronto
Non saprei dire se giocare con le parole è tipico delle canzoni francesi o di quelle dei Gainsbourg, come If cantata dalla figlia Charlotte. Segue testo.
je ne veux
avoir de réflexes,
malheureux
il faut que tu m’expliques,
un peu mieux
comment te dire adieu
mon cœur de silex
vite prend feu
ton cœur de pyrex
résiste au feu
je suis bien perplexe,
je ne veux
me résoudre aux adieux
je sais bien qu’un ex amour n’a pas de chance, ou si peu
mais pour moi un explication voudrait mieux
sous aucun prétexte
je ne veux
devant toi surexposer mes yeux
derrière un kleenex
je saurais mieux
comment te dire adieu
comment te dire adieu
tu as mis a l’index nos nuits blanches, nos matins gris-bleu
mais pour moi une explication voudrait mieux
sous aucun prétexte,
je ne veux
devant toi surexposer mes yeux
derrière un kleenex
je saurais mieux
comment te dire adieu
comment te dire adieu
comment te dire adieu
*
E infine la versione che preferisco, quella del 1989, splendida cover di Jimmy Sommerville. Enjoy.
Mas que nada – con sorpresa
in giapponese
E^^^^^ n^^^^^ j ^^^^^ o^^^^^ y
Bachata en Fukuoka
Quando il ritmo caraibico “bacia” il Giappone.
Bachata en Fukuoka, singolo dell’ultimo album A SON DE GUERRA di Juan Luis Guerra, autore dominicano di fama internacional. Pasiòn latina e dolci acrobazie salsero-ninja nel video di onde e sabbia, anzì di arena y olas.
que lo que se espera con paciencia se logra
nueve horas a París viajé sin saberlo
y crucé por Rusia con escala en tu boca
Yo canté tu bachata aquí en Fukuoka
(tu bachata en Fukuoka)
Y un atardecer pintó de canvas el cielo
caminé la playa de Momochi, mi anhelo
y se me escapó una sonrisa del alma
aquí me enseñó arigato gozaimasu
Yo canté tu bachata aquí en Fukuoka
Pa’bailar contigo, (pa’bailar)
se me alegra la nota
Quiero cantar contigo, (quiero)
una bachata en Fukuoka
Una bachata en Fukuoka, (pa’ soñar contigo)
Con tu piel de abrigo (quiero)
vivir bachata en Fukuoka
Y llegó la hora de partir y decir sayonara (con pocas ganas)
y una palomita se posó en mi ventana
Kon’nichi wa!, ohayoo gozaimasu
se me alegra la nota
Quiero cantar contigo (quiero)
una bachata en Fukuoka
Una bachata en Fukuoka
Sueños, de arena en las olas
Besos, me daba tu boca
Tengo, estrellas y rosas
Niña, cantando en Fukuoka
Pa’bailar contigo, (para bailar)
se me alegra la nota
Quiero cantar contigo (quiero)
una bachata en Fukuoka
Una bachata en Fukuoka, (pa’ soñar contigo)
en el mar las gaviotas
Con tu piel de abrigo
vivir bachata en Fukuoka
La spiaggia di Momochi a Fukuoka, foto di muminpapalexej
Ievan Polka
Si tratta di una canzone tradizionale finlandese in dialetto della Karelia (la regione confinante con la Russia) scritta negli anni 30 e portata al successo dai Loituma nel 1995 e strano a sentirsi conosciuta nel mondo grazie all’anime giapponese BLEACH, nella versione Ievan Polka, ed in innumerevoli altre. Uno scioglilingua che incanta e non ti lascia più. Nella versione dei Loituma dal 1 minuto fino al 1.55 il testo non è in finlandese bensì in gibberish,un gramelot , parole e suoni senza senso ma che sembra ne abbiano uno.
Lisa Ono e la Bossa Carioca a Roma
Sospesa tra due continenti, Lisa Ono ha sangue giapponese ma anima carioca. E’ una raffinatissima cantante dalla voce calda e una delle più sensibili interpreti di musica brasiliana. Da noi poco o nulla conosciuta è invece molto popolare in Giappone, dove adorano il samba, il jazz, la bossa nova e in Brasile, dove è nata e cresciuta.









