Japan the strange country

Il Giappone il paese del sumo, dell’origami, dei kimono? Il Giappone seconda economia del mondo? I giappponesi sono bassi, timidi e lavorano fino a tardi? Le ragazze fanno carte false per una Vuitton e il massimo dello status simbol è passeggiare con un borsa monogrammata appesa al braccio? I giapponesi mangiano bene e hanno un’aspettativa di vita tra le più alte al mondo? Vero, ma vero pure che ad esempio Tokyo è la città più affollata al mondo, che il tonno sta diventando una specie protetta al pari del panda, che il Giappone importa la maggioranza del suo fabbisogno alimentare e che ha il triste primato dei 35 000 suicidi l’anno …
Cose vere, luoghi comuni, domande e considerazioni in questa bella videocreazione. Il Giappone non è più o almeno non è solamente quello che pensiamo e che forse i giapponesi stessi amano pensare del loro paese.
Il video è in lingua originale, ma ben fatto e perfettamente comprensibile grazie alla grafica didascalica e all’animazione più che originale.
Per andare oltre i soliti schemi. JAPAN – the strange country – di Kenichi
E n j o y !

Shunga

Disegni e Foto di Neve*

Mi sono sempre piaciuti gli shunga. Arte erotica bidimensionale. Origami in pittura.
Questo l’ho fatto io qualche tempo fa.
Avevo un libro “Il libro sul cuscino” edito Frassinelli e da lì ho preso la stampa. Purtroppo non so chi sia l’autore, forse si tratta di Shigenobu Yanagawa.

Di seguito canzoni di geisha (prese qui e tradotte)

               Ho sognato che eravamo tornati insieme,
                  la mia risata mi ha svegliato.
               Allora ti ho cercato freneticamente
                   gli occhi pieni di lacrime

Lo so che è frivola e infedele,
ma è tornata da me molto pallida, triste e anche pentita
Una farfalla ha bisogno di un luogo per riposare

quando scende la sera.

My beloved Japan

Con gli slideshow ultimamente mi sono fissata.
Ho preso perciò un po’ di foto scattate nell’ultimo viaggio in Giappone e le ho montate sulle note di Forbidden Colours di David Sylvian e Ruichi Sakamoto.
Questo è il risultato.
Sono solo alcuni colori dell’arcobaleno Giappone, i miei. E visto che quest’anno le mie vacanze non saranno in Giappone mi consolo così. 

Hanami @ Nakameguro

Per festeggiare il mio duecentesimo post inauguro il “J Inspiration” tag.
Foto, disegni, atmosfere trovate in rete evocative del Giappone, ispirate ad esso o che a questo mi fanno pensare. Qui sotto una mia foto scattata in giro per Nakameguro, quartiere residenziale, dall’atmosfera vagamente europea dove amano passeggiare i giapponesi bene tra boutique alla moda, negozi bric-brac e piccoli ristoranti. Dove c’è un po’ d’acqua e qualche albero la zona è automaticamente chic, specialmente a Tokyo, dove gli unici alberi per le strade sono quelli delle linee telefoniche. Questa è una foto di Nakameguro a novembre, le foglie sono cadute e i rami pencolano nudi e freddi.

Questa è Nakameguro adesso. E io che non mi sono accorta che erano ciliegi….

Sakura by eerkmans taken on Flickr

Haiku d’autunno

E’ inverno lo so, ma in omaggio ai colori dell’autunno giapponese, e anche ad una certa malinconia che in questi giorni si è impossessata di me, posto alcuni haiku di Kobayashi Issa, poeta del diciottesimo secolo.
La traduzione in italiano è mia, mi sono aiutata  guardando la traduzione inglese un po’ l’originale giapponese.
見る度に秋風吹や江戸の空
*miru tabi ni aki kaze fuku ya edo no sora*

Tutte le volte che guardo,

Soffia il vento d’autunno,
Cielo di Tokyo

人顔も同じ夕や秋の山
*hito-gao mo onaji yûbe ya aki no yama*

Sulle facce degli uomini,
lo stesso colore della sera,
Montagna d’autunno.
どの星の下が我家ぞ秋の風
*dono hoshi no shita ga wagaya zo aki no kaze*
Sotto quale stella
Sarà la mia casa,
Vento d’autunno.

古壁の穴や名所の秋の月
*furu kabe no ana ya meisho no aki no tsuki*
Nel buco del vecchio muro,
Una famosa vista,
Luna d’autunno.

Tutti gli hakai di Kobayashi Issa qui

Okukinu Onsen: una valle nascosta tra le montagne del Tochigi

Woman soaking in a steaming outdoor hot spring with snowy mountains and pine trees in the background.
Arrivare fino a qui non è stato facilissimo. Volevamo provare un’ onsen di quelle nascoste tra le montagne che si trovasse a non troppa distanza da Tokyo ma che non fosse popolarissima.
Eravamo già stati ad Hakone lo scorso anno, ed era stata la prima esperienza di onsen. Questa volta volevavamo qualcosa di più isolato, poco turistico e molto giapponese.

Sebbene la località scelta, la zona di Okukinu, nella prefettura di Tochigi si trovi ad appena 180 km da Tokyo, non è stato semplice arrivarci. In un giorno da Tokyo, è quasi impossibile considerata la scarsità di trasporti diretti qui.
Abbiamo così deciso di abbinare il soggiorno ad Okukinu con la visita di Nikko.

Siamo partiti da Tokyo, stazione di Asakusa e con la Tobu line e siamo arrivati a Nikko. Il giorno successivo eravamo diretti al ryokan Hachinoyu nella zona di Okukinu.

La nostra destinazione intermedia, dove ci sarebbero venuti a prendere era Meotobuchi onsen. Per arrivarci dopo aver preso il treno da Nikko fino a Kinugawa onsen (mezzora), siamo saltati su di un autobus che in circa un’ora e mezza di tornanti e scimmie giapponesi (che non ce l’ho fatta a fotografare) ci ha portato fino a questa minuscola stazione termale.

Meotobuchi ospita insieme alla stazione degli autobus un paio di ryokan, un negozio di souvenir e un ristorante. Pochi km da Tokyo ma profonda provincia. Alla stazione di Meotobuchi onsen ci aspettava la navetta del ryokan, che ci ha finalmente portato dopo un’altra mezz’ora in salita su una strada malmessa a destinazione. Sulla strada abbiamo incontrato un altro ryokan, il Kaniyu, piuttosto famoso per i rotemburo dall’acqua color latte.
Siamo arrivati dopo quasi quattro ore. Ne valeva la pena? Siiiiiii.
Il ryokan si trova a 1400 metri, è piuttosto grande ed ha la particolarità di avere oltre le stanze tradizionali giapponesi (senza bagno) anche dei log canadesi, costuiti con alberi importati direttamente dal Canada. (Pare)
Questi log, che non sono altro che casette indipendenti sono costruite come dei piccoli cottage di tronchi d’albero ma dentro sono arredate (quindi non sono arredate) alla giapponese.
Sono le uniche che hanno il bagno ( wc e lavandino ma senza acqua calda). Il posto è bello, forse un filo spartano. Bellissimo in autunno ma ancora più bello in inverno, se ci fosse però l’acqua calda…:).

Che si fa nei ryokan? Il bagno nell’acqua calda. A differenza della maggioranza dei ryokan, Hachinoyu ha i rotemburo all’aperto ( ben quattro) che non sono divisi per sesso.
In tre delle quattro vasche uomini e donne possono fare il bagno insieme (konyoku), rigorosamente senza costume né asciugamano.

Le vasche hanno temperature diverse e sono aperte giorno e notte cosìcchè potete fare il bagno alla luce delle stelle, magari guardando la luna e sorseggiando un sake.
Le vasche molto belle sono scavate nella roccia. Una addirittura, la più piccola è in posizione elevata accanto ad una una cascatella. Se siete fortunati come lo siamo stati noi, non la dividerete con nessuno.
Hachionoyu qui il sito e qui il blog del ryokan che adesso è sotto la neve.
Check- in ore 15, check-out ore 10. Lingua: solo giapponese.
Prezzo del pernotto con cena tradizionale e prima colazione (pure questa tradizionale, pesce secco per intenderci) 22000 yen la coppia.
(Prezzo riferito al soggiorno effettuato nel 2009.)
Non proprio regalato, ma bello.
Per saperne di più sulla zona e Hachinoyu cliccate qui , qui , qui e anche qui
Alla stazione di Kinugawa onsen Snack durante il viaggio per Meotobuchi Boschi del Tochigi ken La cascata del Drago Sole sulla strada per Meotobuchi Hachinoyu rotemburo Hachinoyu rotemburo donne Dalla log house Acero e acqua calda
Rotemburo
Il ryokan visto dalla vasca superiore
La vasca superiore
Hachinoyu Japan style
Due vasche e la cascatella
Panorama di sera dalla vasca superiore
A cena nella sala comune
Hachinoyu, ingresso

Tutte le foto sono di Neve*, cliccateci sopra per essere sentire l’autunno e i vapori caldi.

Hachionoyu a novembre

Dal Viaggio "Giappone Tokyo e Onsen segrete" Foto Sparse

Dal mio ultimo viaggio in Giappone posto alcune foto. Soggetto Tokyo


L’autobus del famoso cagnolino Hachiko di Shibuya. Anche da noi autobus così!


Il paradiso dello shopping “cazzata”. Kiddyland a Omotesando, imperdibile anche per chi odia Hello Kitty

Il tempio Shinto Meiji Jingu all’imbrunire

L’albergo preferito : Nishi Shinjuku Hotel
L’ultima scoperta del Combini: il biscotto gelato al te verde
Ristorante italiano (?) a Nakameguro, quartiere euro-chic di Tokyo

Ho scoperto il Kimcthi!

La solita Kabuki -cho a Shinjuku Est


Enorme nuovo negozio Muji a Shinjuku Est

Una domenica all’Inokashira Park
Tutte le foto sono di Neve*

Tokyo Nighthawks

Una scena, un sushi bar di Shinjuku fotografato una sera di ritorno in albergo
che sembra un quadro di Edward Hopper. Ma si tratta solo di una somiglianza compositiva e spaziale. Qui le linee e le geometrie sono riscaldate dalla luce del locale e si intuisce un’intimità che manca nei nottambuli avvolti nel neon di Edward Hopper.


Anche Tokyo ha i suoi gufi notturni.