Aggretsuko e il Giappone visto dalla cabina di un karaoke.

Puรฒ un panda rosso raccontare il Giappone meglio di un saggio di sociologia?

C’รจ una cosa che il Giappone sa fare benissimo: prendere qualcosa di kawaii, apparentemente innocuo, e usarlo per raccontare l’inferno.

A prima vista Aggretsuko รจ una serie animata con animaletti antropomorfi. Retsuko, la protagonista,
รจ una femmina di panda rosso, ha 25 anni, รจ single, segno zodiacale scorpione, gruppo sanguigno A, lavora da cinque anni nel reparto contabilitร  di una societร  di Tokyo nel quartiere di Shinjuku. E’ una ragazza seria e affidabile, dedica tutta sรฉ stessa al proprio lavoro, fa spesso straordinari, ma รจ considerata dagli altri timida, insicura, remissiva ed eccessivamente desiderosa di compiacere gli altri.

Retsuko in ufficio veste la tipica uniforme femminile da impiegata in un paese che รจ il paradiso delle divise: gilet e gonna blu, camicia bianca e scarpe marroni. dice sempre di sรฌ, si scusa anche quando non dovrebbe e sopporta con stoicismo zen colleghi, superiori, straordinari, umiliazioni e piccole violenze quotidiane. Retsuko รจ tipica nelle sue marche di genere, piccola, aggraziata, composta e con un linguaggio appropriato e rispettoso delle gerarchie.

Vessata in ufficio dal capo ma anche dai colleghi, con una vita monotona e un lavoro noioso, Retsuko ha un segreto che le permette di sopravvivere. Come una Dr Jeckill e Mr. Hide nipponica sfoga tutta la rabbia repressa e le frustrazioni in un cabina del karaoke. Retsuko che รจ appassionata di death metal usa la musica come veicolo espressivo delle sue vere emozioni, per fuggire cosรฌ all’alienazione e allo stress della sua vita di schiava aziendale.

La panda rossa che sorride troppo

Retsuko รจ la classica Office Lady, o OL, una giovane impiegata diligente, carina, educata, possibilmente non troppo assertiva, possibilmente non troppo ambiziosa, possibilmente destinata prima o poi a lasciare il lavoro per sposarsi prima che di diventare una Christmas cake, come venivano chiamate con una certa crudeltร  le donne non sposate oltre i 25 anni. Una torta di Natale che, passato il 25 dicembre, nessuno vuole piรน comprare.

Nel caso di Retsuko, la cosa รจ resa ancora piรน evidente dal fatto che in ufficio le tocca anche servire il tรจ. Retsuko รจ parte di Ochakumi, la squadra del tรจ. Serve il tรจ al capo e lo fa tutte le mattine. Una di quelle pratiche non scritte che sembrano piccole, ma che raccontano benissimo una divisione dei ruoli ancora molto radicata.

Quando ho lavorato per un periodo in un negozio giapponese a Roma, sono stata anchโ€™io ochakumi. Preparavo e servivo il tรจ: un gesto piccolo, quasi invisibile, ma pieno di significati. Guardando Retsuko, quella scena non mi รจ sembrata affatto esotica. Mi รจ sembrata familiare.

Retsuko lavora, fa straordinari, patisce umiliazioni, viene trattata come unโ€™incapace dal capo Ton, viene vessata dalle colleghe senpai. Ma Retsuko fa gaman, sopporta perchรฉ, almeno nel suo mondo la facciata รจ tutto.

Honne e tatemae, ovvero: quello che sei e quello che devi essere

Per capire Aggretsuko, e la cultura giapponese, bisogna passare da due parole giapponesi che ne regolano la vita, honne e tatemae. Honne รจ quello che senti davvero. Il desiderio, la rabbia, la frustrazione, la paura, la voglia di cambiare vita, il tuo vero io e i tuoi veri sentimenti, la tentazione di mandare tutti al diavolo e aprire un tako rice stand a Okinawa.

Tatemae รจ quello che mostri fuori. Il sorriso educato, il โ€œva tutto beneโ€, il โ€œnon si preoccupiโ€, il โ€œcerto, faccio io.

Retsuko, la nostra panda, vive esattamente lรฌ, nello spazio strettissimo tra honne e tatemae. In ufficio รจ composta, remissiva, accomodante. Nei momenti di solitudine, nella cabina del karaoke ogni sera diventa Aggretsuko: occhi spiritati, voce growl, rabbia pura, microfono in mano che usa come un’arma, parolacce. E infatti il karaoke non รจ solo karaoke. รˆ santuario, rifugio, confessionale, camera di decompressione. รˆ il luogo in cui puรฒ finalmente dire la veritร , essere sรจ stessa, anche se la veritร  esce in death metal.

Perchรฉ si chiama Aggretsuko?

Il nome nasce dall’unione di aggressive e Retsuko. La protagonista, all’apparenza timida e accomodante, nasconde infatti una personalitร  esplosiva che emerge solo quando canta death metal. Giร  il suo nome racconta il conflitto tra quello che mostra al mondo e quello che prova davvero.

Perchรฉ sono tutti animali?

Nessun umano nella serie. Ogni personaggio รจ un animale e la specie non รจ casuale. Ton รจ un maiale, arrogante e ingombrante. Fenneko รจ una fennec, osservatrice e intuitiva. Washimi รจ un rapace elegante e autorevole. Gli animali funzionano come una scorciatoia narrativa: bastano pochi tratti per intuire il carattere di ciascuno dei personaggi che popolano la serie.

ll kawaii come linguaggio

In Aggretsuko il kawaii non serve solo a rendere i personaggi piรน simpatici. Serve ad abbassare le difese dello spettatore. Ci si rilassa davanti a un panda rosso dagli occhi grandi e dalla voce infantile, ma pochi minuti dopo ci si trova a riflettere su sessismo, precarietร  e alienazione. รˆ proprio questo contrasto a rendere la serie cosรฌ efficace. รˆ proprio qui che Aggretsuko smette di essere solo un anime e diventa una critica sociale.

Il kawaii, ma con la chitarra metal

Aggretsuko usa il linguaggio del kawaii per parlare di cose che kawaii non sono per niente. Qui attraverso il morbido si va sul duro, si parla di burnout, Sessismo, bullismo sul lavoro, gerarchie aziendali, solitudine, pressione sociale, desiderio di essere amate, riconosciute, libere. La fatica di diventare adulte senza perdersi.

Il kawaii viene prima usato e poi sabotato. Desemantizzato, direbbe la semiotica. E la serie rivela tutta la violenza del sistema.

Ton, il capo maiale

Il capo di Retsuko si chiama Ton. รˆ un maiale. Maschilista, autoritario, pigro, ignorante, pieno di sรจ, convinto che certe cose siano โ€œda donneโ€, tipo servire il tรจ, pulire, sopportare, lavorare e non lamentarsi. รˆ anche contro la tecnologia e usa lโ€™abaco, che giร  basterebbe come capo dโ€™accusa.

Ton non รจ solo un personaggio comico. รˆ lโ€™incarnazione di un certo potere aziendale vecchio, patriarcale, autoassolutorio. Quello che ti umilia e poi ti spiega pure che lo fa per il tuo bene. Quello che trasforma la gerarchia in abuso e lโ€™abuso in tradizione.

Accanto a lui ci sono altri personaggi meravigliosamente riconoscibili: la collega arrivista, la senpai dispotica, lโ€™amica cinica che capisce tutto, le donne di potere che sembrano vivere in un altro piano dellโ€™esistenza, piรน alto, piรน elegante, con scarpe migliori. Aggretsuko sembra una favola di animali, ma in realtร  รจ un piccolo manuale di sociologia aziendale e non solo

La musica come lingua segreta

Il death metal di Retsuko non รจ un semplice tormentone. รˆ il suo linguaggio privato. Di giorno Retsuko parla la lingua del tatemae: educazione, controllo, misura, cortesia. Quando le luci calano e si accendono i neon e si parla la lingua dellโ€™honne.

La musica รจ una forma di sopravvivenza. Non risolve il problema, certo. Retsuko non abbatte il sistema a colpi di growl. Perรฒ trova uno spazio in cui non deve piรน fingere. E in un mondo in cui tutti le chiedono di essere accomodante, giร  questo รจ rivoluzionario.

Aggretsuko siamo noi?

Il motivo per cui Aggretsuko funziona cosรฌ bene รจ che parla del Giappone, sรฌ, ma non solo del Giappone. Certo, ci sono elementi molto specifici: la cultura aziendale giapponese, gli straordinari, il nomikai, le gerarchie, la pressione del gruppo, lโ€™idea che lโ€™armonia sociale venga prima dellโ€™espressione individuale. Non รจ una scelta casuale. Il death metal รจ l’opposto del mondo ordinato dell’ufficio. Dove il lavoro richiede controllo, misura e autocensura, la musica diventa rumore, rabbia e liberazione, disordine. รˆ il linguaggio dell’honne che rompe il silenzio imposto dal tatemae.

Perรฒ poi, sotto, cโ€™รจ qualcosa di molto piรน universale. Quante volte ci trasformiamo in una versione accettabile di noi stesse per sopravvivere al lavoro, alla famiglia, alle aspettative, allโ€™etร , ai ruoli che ci vengono appiccicati addosso?

Quante volte sorridiamo mentre vorremmo cantare death metal in bagno? Ecco. Aggretsuko funziona perchรฉ prende questa frattura e la rende visibile. Da una parte la brava ragazza. Dallโ€™altra la furia. Da una parte la divisa. Dallโ€™altra il microfono. Da una parte il โ€œva tutto beneโ€. Dallโ€™altra โ€œno, non va bene per nienteโ€.

Un anime non per bambini

Aggretsuko non รจ una serie per bambini. Aggretsuko parla agli adulti. Soprattutto a chi ha lavorato in un ufficio, ha avuto un capo insopportabile, ha subito frasi sessiste, ha fatto straordinari non richiesti, ha sorriso per educazione mentre avrebbe voluto fuggire via lontano. รˆ una serie buffa, sรฌ. Ma anche amarissima.

Aggretsuko desemantizza il kawaii e lo risemantizza: dalla gattina Hello Kitty senza bocca all’urlo cavernoso di Retsuko il passo รจ grande e il messaggio รจ chiaro: il Giappone non รจ un paese per O.L.

Questo articolo nasce da un progetto realizzato per il corso Lingua, linguaggio e genere della prof.ssa Bianca Terracciano, durante il mio percorso magistrale alla Sapienza Universitร  di Roma. Ho pensato che sarebbe stato un peccato lasciarlo in un cassetto: il bello della semiotica รจ proprio questo, insegnarci a guardare con occhi diversi anche un anime apparentemente leggero.

La serie รจ stata pubblicata da Netflix ed รจ arrivata alla quinta serie. Per saperne di piรน qui

L’inverno di Yuko – reloaded

Immagine generata con AI ispirata ai luoghi descritti.

Dallโ€™altra parte il cliente parlava, ma Yuko non ascoltava, non ascoltava piรน ormai. Sotto il neon, gli occhi neri di corvo apparivano stanchi e chiusi da palpebre gonfie. Sembrava avessero assorbito tutto il nero del monitor.

Le mani saltellavano sulla tastiera, sicure, agili, veloci, andavano da sole. Ogni tasto sfiorato un carattere, un tasto un carattere, cosรฌ allโ€™infinito o finchรฉ ce ne fosse stato bisogno.
Yuko si sentiva sicura nel suo lavoro, ed era brava. Lavorava da un poโ€™ nella ditta del signor Takeuchi, al quale era stata presentata dalla signora Yamamoto. E il signor Takeuchi, uomo dโ€™affari scaltro e diretto, non si era pentito della sua scelta.

Lei amava quel posto: la scrivania, le cose che ogni giorno disponeva con cura prima di accendere il computer, prima di connettersi in rete con la cuffia sistemata in testa.
A casa tutti avevano cercato di dissuaderla dallโ€™accettare quel lavoro, ma le loro parole lโ€™avevano attraversata leggere come polline in aria. In fondoย quell’ufficio era diventato il suo rifugio.
Sapeva di essere fragile come una foglia secca e che bastava un soffio a sbriciolarla, una scintilla a bruciarla.
Perciรฒ era grata al signor Takeuchi. Le aveva trovato un posto comodo e una finestra da dove poter guardare il cielo.

E poi la ditta era a soli venti minuti dal condominio dove abitava con il papร  e la sorella, alla periferia di Sendai. Un brutto palazzo grigio topo, di quelli venuti su negli anni della bolla, dal ridicolo nome di Beverly Mansion costruito in una strada senza alberi, nellโ€™unica cittร  giapponese che invece di alberi ne aveva tanti.
Ma Yuko non ci faceva caso, impegnata comโ€™era a difendersi da tutto, anche dal bello. Lei camminava svelta tra casa e ufficio non si soffermava mai sulle cose o sulle persone che le si muovevano intorno. Il suo sguardo si posava sempre e solo sullo stesso paesaggio: la scrivania, il monitor nero pulsante e il ritaglio di cielo. La sua giornata era un rosario di formule di cortesia che al sig. Takeuchi piacevano tanto. Si riempiva la testa e le orecchie della sua voce e del ticchettio dei tasti. Un mantra che conosceva a memoria.

A Yuko andava bene cosรฌ. La scatola che si era costruita le permetteva di muoversi con sufficiente disinvoltura. Ogni tanto guardava fuori. Ogni tanto per respirare faceva dei buchi , stando ben attentaย a non romperla.
Si inventava quindi colori e suoni nuovi, che cambiava e mischiava a suo piacimento per tutto il tempo che voleva e poteva.
Colori che a forza di stendere e spalmare avevano ricoperto tutto, ogni pensiero o sussulto del cuore, che giaceva secco e screpolato da tanto colore.

Prima pubblicazione: 2010. Ripubblicato su Nevesottile nel 2026.

ยฉ Nevesottile

WWOOF in Giappone: istruzioni per l’uso

Torii gate in the sea at sunset

Andare in Giappone con il WWOOF: quello che avrei voluto sapere prima di partire

Andare in Giappone con il WWOOF? Direi che รจ un’ottima idea. Che siate spinti dalla voglia di vedere il mondo, di imparare cose nuove, di conoscere gente, di approfittare per imparare il giapponese o semplicemente di rinfrescare quello che giร  sapete, sappiate che state per fare una scelta saggia.

Io l’ho fatto per due volte: la prima nel lontano 2005 e l’ultima nell’estate del 2015. Per leggere il primo post sul WWOOF in Giappone qui

Le informazioni sul WWOOF oggi non mancano. Si trovano sui siti ufficiali dei vari paesi, nei forum di viaggio e, piรน recentemente, nei gruppi Facebook dedicati. Sono perรฒ ancora poche le testimonianze in italiano sul WWOOF in Giappone.

Per questo motivo, a qualche anno dal mio primo articolo sull’argomento, ho deciso di raccogliere qui le informazioni che considero piรน utili per chi vuole lanciarsi in questa esperienza, basandomi esclusivamente su ciรฒ che ho vissuto personalmente come WWOOFer.

Nel complesso ho trascorso circa tre mesi in Giappone attraverso il WWOOF, soggiornando presso cinque diversi host.


Prima di partire – hai le idee chiare?

Prima ancora di iscriverti, c’รจ una domanda fondamentale da porti: perchรฉ vuoi fare WWOOF in Giappone? Vuoi migliorare il giapponese? Passare un’estate diversa? Imparare a fare il tofu? Vivere nella campagna giapponese? Conoscere persone provenienti da tutto il mondo? Qualunque sia la tua motivazione, รจ importante averla ben chiara fin dall’inizio. La scelta dell’host dipenderร  infatti in gran parte da ciรฒ che stai cercando.

Quanto sono diversi gli host?

In Giappone esistono situazioni molto diverse tra loro. Ci sono host che ospitano un solo WWOOFer alla volta e altri che ne ospitano molti contemporaneamente. Ci sono luoghi dove รจ indispensabile conoscere almeno un po’ di giapponese e altri dove non serve affatto. Ci sono posti dove si lavora il minimo richiesto e altri dove si superano tranquillamente le cinque ore quotidiane. Ci sono host sinceramente interessati allo scambio culturale e altri che lo sono molto meno. Ci sono sistemazioni con stanza privata e altre con camere condivise tra piรน volontari.

Ci sono luoghi dove avrai grandi opportunitร  di praticare il giapponese e altri dove parlerai prevalentemente inglese. Come avrai capito, le variabili sono praticamente infinite. Per questo รจ importante capire fin dall’inizio che cosa stai cercando e che tipo di esperienza desideri vivere.


Iscrizione e costi – Quanto costa iscriversi?

Il costo dell’iscrizione annuale a WWOOF Japan รจ di 5.500 yen, circa 40 euro.

L’iscrizione dร  diritto ad accedere al database completo degli host, leggere le recensioni e contattare direttamente le strutture che ti interessano.

Come funziona l’iscrizione

L’iscrizione si effettua online. รˆ possibile pagare con carta di credito oppure tramite PayPal. L’attivazione dell’account รจ immediata e la validitร  รจ di un anno. Una caratteristica interessante รจ che si puรฒ decidere quando far partire l’anno di iscrizione. Con un piccolo sovrapprezzo รจ infatti possibile posticiparne l’attivazione fino a sei mesi.


Come scegliere l’host – Prima le recensioni

Se c’รจ un consiglio che mi sento di dare รจ questo: leggete attentamente le recensioni. Molte sono scritte in inglese, altre in giapponese o in cinese, ma tutte possono fornire indicazioni preziose sul tipo di esperienza che vi aspetta. Le recensioni permettono di farsi un’idea generale dell’host e dell’ambiente che si troverร  una volta arrivati. Se notate molte recensioni negative, probabilmente un motivo c’รจ.

Quando le recensioni non bastano

Detto questo, le recensioni non sono la veritร  assoluta. Non tutti coloro che hanno avuto un’esperienza negativa decidono di scrivere una recensione. Allo stesso modo, non tutte le recensioni positive sono necessariamente rappresentative della realtร . Per esperienza personale consiglio sempre di leggerle con spirito critico e di considerarle come uno strumento utile, ma non definitivo.

E gli host senza recensioni?

La presenza di poche recensioni o addirittura l’assenza totale di recensioni non deve essere interpretata automaticamente come un segnale negativo. Puรฒ semplicemente significare che l’host รจ nuovo sulla piattaforma e non ha ancora accolto molti WWOOFer.

Scegliete in base alle vostre esigenze

La cosa piรน importante รจ scegliere pensando alle vostre esigenze e non semplicemente seguendo il numero di recensioni o la popolaritร  di un host.


Dove si puรฒ fare WWOOF in Giappone?

Non solo fattorie

Uno degli aspetti piรน interessanti del WWOOF in Giappone รจ la varietร  delle realtร  che si possono incontrare.

Non esistono soltanto aziende agricole.

Si puรฒ fare WWOOF in:

  • fattorie
  • negozi
  • ristoranti
  • piccoli alberghi
  • associazioni locali
  • scuole di lingua
  • comunitร  rurali

Mare, montagna, isole e campagna

Le possibilitร  sono praticamente infinite. Si puรฒ scegliere tra mare, montagna, collina, isole remote, estremo nord, estremo sud e vaste aree rurali.

Le grandi cittร  rappresentano piรน l’eccezione che la regola, anche se alcuni host si trovano relativamente vicino ai principali centri urbani.

Quanto sono isolati gli host?

Nella maggior parte dei casi gli host si trovano fuori cittร . Alcuni sono davvero molto isolati. Quando scegliete una struttura tenete conto anche di questo aspetto, soprattutto se desiderate visitare frequentemente i dintorni durante il soggiorno.


Domande frequenti

1. Una volta pagata l’iscrizione troverรฒ sicuramente un host?

Una volta completata l’iscrizione รจ molto probabile trovare un host disposto ad accogliervi. Naturalmente non esiste una garanzia assoluta. Nel mio caso mi sono organizzata appena un mese prima della partenza e sono riuscita comunque a trovare una sistemazione.

Il consiglio รจ quello di selezionare diversi host interessanti e contattarli contemporaneamente. Quando arriveranno le risposte potrete valutare quale proposta accettare. Se viaggiate durante il periodo estivo conviene perรฒ muoversi con largo anticipo, perchรฉ luglio, agosto e settembre sono i mesi piรน richiesti.

2. Quanto tempo si puรฒ rimanere presso un host?

Dipende completamente dall’host. Alcuni accettano soggiorni molto brevi, altri preferiscono permanenze di alcune settimane o addirittura di un mese.

Queste informazioni sono normalmente indicate nella scheda dell’host. La durata piรน comune รจ compresa tra due e tre settimane. Naturalmente, se entrambe le parti sono d’accordo, nulla vieta di prolungare il soggiorno.

Allo stesso modo, se l’esperienza non dovesse rivelarsi soddisfacente, siete liberi di interromperla e andare altrove.

3. รˆ possibile visitare il Giappone durante il soggiorno?

Sรฌ. Generalmente gli host concedono almeno un giorno libero alla settimana. Potrete utilizzare quel tempo per visitare i dintorni o fare escursioni.

Tenete perรฒ presente che alcuni host si trovano in zone molto isolate e gli spostamenti potrebbero non essere semplici.

4. Quanto costa davvero un viaggio WWOOF in Giappone?

Molto meno di quanto si possa pensare.

Se avete giร  pagato il volo e l’iscrizione, il vitto e l’alloggio sono normalmente inclusi.

Le principali spese saranno quindi:

  • trasporti
  • pasti durante i giorni liberi
  • eventuali souvenir
  • spese personali

Per fare un esempio concreto, un budget di 1.500 euro per un mese รจ piรน che sufficiente.


La mia esperienza in breve

Per dare un riferimento concreto:

  • due esperienze di WWOOF in Giappone
  • cinque host visitati
  • circa tre mesi complessivi di permanenza

Ogni host รจ stato diverso dagli altri e proprio questa varietร  rappresenta uno degli aspetti piรน interessanti dell’esperienza.


Conclusioni

Il WWOOF non รจ una vacanza gratuita e non รจ nemmeno un semplice modo per risparmiare.

รˆ soprattutto un’esperienza di scambio.

Richiede adattabilitร , curiositร  e una certa capacitร  di uscire dalla propria zona di comfort. Se perรฒ siete disposti a mettervi in gioco, puรฒ diventare uno dei modi piรน autentici e interessanti per conoscere il Giappone da vicino.

Per il WWOOF nel resto del mondo vai qui.
ย ย 

foto di Neve*
 
 

Nagoya dove dormire, il Chisun Inn

Japanese castle with stone foundation, moat, cherry blossom trees, and people walking on bridge

Al ritorno dalla mia seconda esperienza WWOOF nell’estate del 2015, ho trascorso meno di ventiquattro ore a Nagoya, una cittร  che fino ad allora conoscevo soltanto come tappa intermedia tra Tokyo e Osaka. Ci ho trascorso un pomeriggio e una notte. Nel pomeriggio ho raggiunto il tempio Kannon e ho scoperto una cittร  culturalmente piรน vicina a Osaka che a Tokyo, una cittร  caciarona, un po’ coatta, multietnica e non proprio elegante.ย  E’ la prima cittร  giapponese che in metropolitana oltre ai soliti annunci in inglese, cinese, coreano, utilizza anche il portoghese, segno evidente della presenza di una numerosa comunitร  brasiliana o nippo-brasiliana (a proposito di nippo brasiliani, ne ho parlato qui in occasione della recensione del libro “Le quattro casalinghe di Tokyo”)

Ho dormito al Chisun Inn Nagoya, della catena Solare Hotels,  solito business hotel, ma che ha almeno  il pregio di avere un’architettura riconoscibile e di trovarsi a 3 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria. Stanze singole da 12 mq ma dotate di tutto quello che serve oltre il letto, quindi bagno unit con confort di serie, tv, ciabatte, yukata, condizionatore.
Spazio ridotto al minimo ma almeno stanza con finestra (e non รจ scontato). Check in ore 15, check out ore 10.
Prezzo pagato 5600 yen, senza colazione.

foto di Neve*

Ishigaki, Ryokan Le lotus bleu

Un paio di anni fa ho trascorso qualche giorno nelle isole Ryukyu. Ho trascorso qualche giorno a Okinawa per poi spingermi fino a Ishigaki e Taketomi.

Ho alloggiato in un bel ryokan tradizionale, Le Lotus Bleu a Shiraho.

Il Lotus Bleu รจ gestito da una simpatica e disponibile coppia franco-giapponese che ha deciso di trasferirsi nei mari del sud con la propria famiglia.
La particolaritร  del Lotus Bleu รจ che si tratta di una casa tradizionale giapponese (quindi interamente in legno) non tipica delle isole di Yaeyama, bensรฌ del centro del Giappone. Infatti la casa, in realtร  un vecchio atelier di kimono, รจ stata trasportata diversi anni fa dal precedente proprietario dalla terra ferma (si fa per dire) e ricostruita in questa parte di Ishigaki. Il solo soggiorno รจ un’esperienza che consiglio: i passi sulle assi di legno, il profumo del tatami, la veranda dove rilassarsi a leggere un libro, la tranquillitร  delle strade vicine. Tutto molto bello.
La sera potrete anche cenare se lo desiderate, la cucina proposta รจ una fusione nippo-francese.
Il Lotus Bleu si trova in localitร  Shiraho a metร  strada tra l’aeroporto e la cittร  principale di Ishigaki. Vicino c’รจ anche una spiaggia, ma non รจ tra le piรน belle dell’isola anche se ha la barriera corallina molto vicina
Per poter godere pienamente dell’isola รจ indispensabile avere un mezzo proprio, una macchina o uno scooter con il quale andare all”esplorazione di Ishigaki, che offre spiagge fantastiche e paesaggi tropicali. Senza un mezzo proprio sareste piuttosto limitati negli spostamenti.

Il sito del Lotus Bleu, che negli anni รจ raddoppiato.

Scopri Guesthouse Ouka: esperienza locale a Takayama

Traditional wooden houses along a river with a red pedestrian bridge and people walking, surrounded by green trees and mountains under a blue sky.

A Takayama il mio consiglio va sicuramente a questa struttura, la guesthouse Ouka, a metร  tra un ryokan familiare e un ostello. Ho pagato 71 euro per tre notti e, per fortuna, la prima notte ho avuto la stanza tutta per me.

Tutti i pro:
– ben posizionata, dalla stazione di Takayama ci arrivate a piedi in meno di dieci minuti, subito dopo il municipio sulla destra;
– wi-fi gratuito sia nelle zone comuni che nelle stanze;
– diverse soluzioni , dormitorio con cinque letti e servizi in comune, dormitorio con cinque letti con bagno e doccia privati, stanza familiare privata, stanza singola;
– prezzi a partire da 2900 yen a notte per il dormitorio comune, 3200 yen per il dormitorio con i servizi in camera;
– stanze ampie, nessun senso di claustrofobia, tutti i letti sono dotati di luce personale e presa elettrica individuale
– docce complete di sapone, shampoo, balsamo e asciugacapelli;
– cucina attrezzata per la colazione e altri pasti (frigo, microonde, stoviglie, ecc…)
– sala comune al piano terra con tv, divanetti, pc con connessione internet;
– distributori automatici di bibite ai piani;
– lavatrice e asciugatrice ai piani per pochi yen;
– noleggio asciugami se non ne avete;
– noleggio bici, raccomandate per gironzalare con comoditร  Takayama;
– reception giovane, disponibile e che parla inglese (sempre senza esagerare eh)
– ambiente internazionale.

Contro:
Ci sto ancora pensando.

Ochazuke: quando il riso incontra il tรจ verde

Bowl of rice topped with salmon, seaweed, and green onions with tea being poured over

Oggi a pranzo OCHAZUKE, ossia riso bianco e te’ verde, due dei pilastri della cucina giapponese.
Sostanzialmente si tratta di un piatto nato per non sprecare il riso rimasto, uno dei tanti esempi della cucina giapponese del recupero, ma anche di un piatto riservato a chi deve rimettersi dopo gli stravizi alimentari.
Oggi esistono pratici preparati pronti, ma l’ochazuke si puรฒ preparare facilmente anche in casa.
Prendete del riso bianco bollito e conditelo con:

  • alghe nori a listarelle
  • craker di riso sbriciolatiย 
  • semi di sesamoย 
  • fiocchi di tonno essiccato (katsuobushi) ย 
  • sottoaceti giapponesi (ma se non ce li avete va bene lo stesso)
  • salsa di soiaย 
  • wasabiย (facoltativo)

Completate versando abbondante tรจ verde caldo sulla ciotola di riso. Io ho usato del genmaicha, il tรจ verde giapponese con riso tostato.

L’ochazuke รจ uno di quei piatti semplici che in Giappone si mangiano quando si ha bisogno di qualcosa di leggero e confortante.

La mia zuppa di miso per le sere di pioggia

Steaming bowl of miso soup with tofu and green onions on wooden counter in a busy izakaya

Versione autunnale e personale di un classico della cucina giapponese: la zuppa di miso potenziata dall’aggiunta di peperoncino per un sapore piรน intenso ed un effetto tonificante per queste sere di pioggia. Non รจ la zuppa di miso piรน ortodossa del Giappone, ma รจ quella che preparo volentieri quando fuori piove.

– Tempo di preparazione 15 minuti –

Ingredienti per 4 persone:
1 litro d’acqua
Una bustina di “dashi”
Alghe “wakame”
Una decina di funghi tipo champignon
Due cucchiai di Miso rosso (Aka miso)
Peperoncino a scaglie

Preparazione:
Sciogli nell’acqua che hai messo su fuoco vivace una busta di dashi (dado composto da una miscela di tonno secco, detto katsuobushi e alghe kombu).
Aggiungi subito dopo i funghi affettati e un po’ di alghe wakame spezzettate. Ti consiglio di non esagerare con le alghe perchรจ essendo secche poi si reidratano nell’acqua fino a tornare alla loro forma originaria.
Lascia cuocere fino a bollore. Solo allora abbassa il fuoco al minimo e aggiungi i due cucchiai di miso . Lascia ancora sobollire per altri 2, 3 minuti, giusto il tempo che la ย pasta di miso si sciolga. Tradizionalmente il miso non andrebbe fatto bollire a lungo per preservarne aroma e proprietร .
Spegni e aggiungi a piacimento il peperoncino a scaglie. PRONTA.

Tutti gli ingredienti necessari per la preparazione della zuppa (miso, alghe wakame, dashi, ) si comprano nei negozi di alimenti etnici o anche in alcuni biologici.
A Roma per esempio alย Korean Market,ย  nei negozi etnici intorno a piazza Vittorio, da Castroni, ormai in molti supermercati

 

Un paesaggio appena velato da una neve sottile

Japanese Snow Monkey Drinking Hot Tea by Patrick-McQuade

ย 

– Un paesaggio appena velato da una neve sottile รจ davvero stupendo. E’ anche bello, in una sera in cui intorno alla casa sia steso ovunque un folto manto di neve, raccogliersi vicino al braciere presso la terrazza con alcune amiche molto affiatate, e rimanere a discorrere a lungo su vari argomenti. Si รจ fatto ormai buio, ma invece di accendere le lampade rimestiamo i carboni del braciere al riverbero luminoso e bianchissimo della neve, e ci raccontiamo a vicenda storie tristi e divertenti. 

Sei Shonagon – Makura no soshi