Era de maggio

(1885)
Versi di Salvatore Di Giacomo — Musica di  Mario Costa

cantata da Roberto Murolo

Era de maggio e te cadeano ‘nzino
a schiocche a schiocche li ccerase rosse…
Fresca era ll’aria e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe.
Era de maggio — io, no, nun me scordo —
na canzona cantàvamo a ddoje voce:
cchiù tiempo passa e cchiù me n’allicordo,
fresca era ll’aria e la canzona doce.
E diceva. «Core, core!
core mio, luntano vaje;
tu me lasse e io conto ll’ore,
chi sa quanno turnarraje!»
Rispunnev’io: «Turnarraggio
quanno tornano li rrose,
si stu sciore torna a maggio
pure a maggio io stongo cca».
E so’ turnato, e mo’, comm’a na vota,
cantammo nzieme la canzone antica;
passa lu tiempo e lu munno s’avota,
ma ammore vero, no, nun vota vico.
De te, bellezza mia, m’annamuraje,
si t’arricuorde, nnanze a la funtana:
l’acqua llà dinto nun se secca maje.
e ferita d’ammore nun se sana.
Nun se sana; ca sanata
si se fosse, gioia mia,
mmiezo a st’aria mbarzamata
a guardare io nun starria!
E te dico — Core, core!
core mio, tornato io so’:
torna maggio e torna ammore,
fa de me chello che buo’!
Maro’…!
E questa è la versione di Battiato, che me piace assaje

La Coppetta mestruale

Facciamo un po’ di  pubblicità progresso,  è ora di far conoscere  uno strumento di emancipazione eccezionale, di diffondere il verbo della coppetta, di affrancare il genere femminile da ammennicoli medievali che con ali o senza, so’ scomodi, non sanno di lavanda. Esiste un’alternativa incredibile agli assorbenti interni ed esterni che li devi abbinare ai calzoni e alla gonna per renderli invisibili, che ti fanno camminare a gambe aperte, ti costringono a girare la testa ogni tre per due, e ti fanno uscire alla ricerca disperata di una farmacia aperta la domenica sera in agosto. Esiste e l’ho scoperta lo scorso anno su internet ( inventata negli anni trenta, pensate un po’…)

Si chiama coppetta mestruale, ed è un sistema alternativo agli assorbenti esterni ed interni. Un pezzetto di silicone colorato che fa miracoli.

Dopo una normale perplessità e un attento studio mi sono documentata poichè i vantaggi parevano moltissimi. Ho cominciato a leggere in giro per la rete e nei forum e tutto quello che leggevo aveva dei toni a dir poco entusiastici. E più leggevo e più mi entusiasmavo. Ci ho messo 1 minuto a collegarmi in rete e a comprarla.  Mi dicevo, che sarà mai, avrò buttato venti euro e pace…ma se anche una sola delle qualità di questo aggeggio corrisponde a verità, sarà valso la pena provare.

La coppetta è arrivata e quando mi ci sono trovata faccia a faccia, ho pensato che no mi ero sbagliata, ma questi che se l’erano inventata erano fuori di testa. No, no l’avrei usata come porta uovo sodo.
Sembrava enorme. Poi ho seguito libretto delle istruzioni. E’ piuttosto facile inserirla, un po’ meno toglierla. E qui devo confessare che sono stata presa dal panico, cazzo, questa benedetta coppetta s’era attaccata come una ventosa al mio corpo e nun me voleva mollà, come il mostro di Alien.  Ho sudato freddo.
Ma pure qui c’èra il trucco.  Poi non contenta ho voluto provarla di notte, che poteva tornar comodo, ma dopo due ore stavo con gli occhi spalancati,  perchè  temevo di morir soffocata. Ero convinta  che, non so come, sta benedetta coppetta viaggiasse e mi arrivasse su su fino in gola!  (che scema eh?).

Ma dopo il primo incontro scontro e una volta capito il meccanismo la coppetta mi ha cambiato la vita (in quei giorni ovvio)! Una rivoluzione, non esagero, è come non avere più niente, di una comodità imbarazzante. Mi dimentico di indossarla. Adesso ci dormo anche la notte e respiro benissimo :).
Questo pezzetto di silicone mi da una libertà che ti sogni con qualsiasi altra cosa. Eppoi ne compri una e dura dieci anni ( forse è per questo che in Italia, dove c’è un quasi monopolio,  non la conosce nessuno?), e poi è igienica perchè non trattata con nulla e non da problemi di allergie.

Io dopo averla scoperta  mi sembravo un’invasata, ho cominciato a fare un proselitismo che i testimoni di Geova so’ in confronto dei principianti. E la coppetta di qua e la coppetta di la, e provala che è pratica, igienica, economica, e pure ecologica, tiè.
 Ho cominciato con le persone che mi stavano intorno, le mie colleghe di ufficio.  Però che fatica convincere le persone a cambiare, a provare. Tutti a dirne male senza averla provata. Tutti a storcere il naso, tutti a parlare per pregiudizi. Ahò ma un po’ di curiosità no?
Allora mi è venuta in mente una vecchia pubblicità molto divertente. Questa.

Ecco con la coppetta è uguale, se non la provi non ci credi. 
Ma se la provi……..
Non la provi? Beh,  .peccato! Io che la uso da tempo ormai ho un solo rimpianto; non averla scoperta prima.
Se vi è venuta curiosità e volete approfondire qui qualche indirizzo

Neve* nelle lingue del mondo

  Ho aggiunto il  traduttore in 52 lingue! :)
  
Neu fina catalano Borë e hollë albanese Նիհար ձյուն  armeno Nazik qar azero Ince karturco Mehe elurra basco Тонкі снег  bielorusso Тонкий снег russo Тонкий сніг ucraino Тънък сняг bulgaroТанки снег serbo Tenký sneh slovacco Tanek sneg sloveno Vékony hó ungherese    cinese semplificato หิมะบาง thai   Mng tuyết  vietnamita 얇은 coreano  薄雪 giapponese Õhuke lumi estone Ohut lumi  finlandese Neige fine francese Neve fina  gallego – portoghese  Þunnur snjór   islandese Subţire de zăpadă rumeno  Eira tenau  gallese  Tynd sne danese Tynne snø  norvegese

°Fatte du’ filetti°

In un angolo di Roma dal sapore partenopeo,  tra il Ghetto e Piazza Campo de’ Fiori, si apre dal budello buio di Via dei Giubbonari,  largo dei Librai con al fondo della piazzetta la facciata bianca e stretta della chiesa di Santa Barbara. Sulla destra un’ insegna, semplice e ingiallita anche di sera.
Fuori il locale capannelli in attesa, dentro un viavai continuo, in cucina un lavapiatti e due matrone romane a impastellare, friggere, incartare, imbustare e dare il resto a ciclo continuo. Per terra riccioli di segatura.
Gli ordini rimbalzano e volano sui tavolini stipati in una sala larga come il vagone di un tram. E nell’aria nuvole di fritto, litanie misteriose:

-Tre, una zucca, due punte!
-Una punta!
-Quattro, un fungo, tre punte!
Che sembra la risposta romana alla morra, e invece significa:
-Tre filetti di baccalà, un fiore di zucca, due piatti di puntarelle,
-Una puntarella,
-Quattro filetti di baccalà, un piatto di funghi trifolati e tre piatti di puntarelle.
Le puntarelle alla romana, quelle che vanno pulite e fatte arricciare per bene in acqua fredda,  condite con aglio pestato, olio, sale e filetti di acciuga  le mangiate dar Filettaro a Santa Barbara. Insieme a poche altre cose, tra cui burro e alici (in quale altro posto lo trovate?) e degli enormi, croccanti, dorati, mai salati FILETTI DI BACCALA’. Preparatevi a combattere.

DAR FILETTARO
a Santa Barbara
Largo dei Librai,
Roma
Foto di Neve*


Questione di tempo

Signorina, con chi ha visto il film?
In compagnia…
Si, ma in compagnia di chi?
In compagnia maschile…
Marito o fidanzato?
Fidanzato
A beh allora ho qualche speranza..
E mi dica fidanzato da meno o più di sei anni?
Più di sei anni
Benissimo, allora ho molto speranze!
Ah si? E perchè?
Dia retta signorina, se è fidanzata da più di sei anni lui non la sposerà mai
…si fidi sono un uomo e so come funzionano queste cose,
 ( ridendo) …non la sposerà mai.
Dice?
Dico.

Questione di misure

Bangkok  Sky Train, invenzione meravigliosa che taglia il traffico e i vapori della metropoli asiatica.
Viaggiamo a 10 metri da terra tra le stazioni di Chidlom e Ploenchit.
Accanto due giovani caucasici di imprecisata nazionalità. Uno dei due guarda con insistenza i piedi dell’altro e dice:

“Belle scarpe, dove le hai comprate?”
“In Spagna, le ho comprate in Spagna”
“Proprio belle…”   annuisce soddisfatto ma aggiunge
“Ma che piede piccolo!, eh si, sembra piuttosto piccolo, che numero di scarpe porti?”
e lo spagnolo ” 42…” 
poi ripensandoci aggiunge preoccupato
“Dici che ho il piede piccolo? Beh  in effetti per la mia altezza forse dovrei portare un 43….”
….silenzio…
 “Vabbè (lo rassicura il primo con aria falsamente consolatoria), quello che conta non è la misura dei piedi, ma la grandezza delle mani…”
“Ah si si, lo so”  replica lo spagnolo
..e poi come a dover precisare 
“Però guarda che il resto è di misura standard! “