Era de maggio

(1885)
Versi di Salvatore Di Giacomo — Musica di  Mario Costa

cantata da Roberto Murolo

Era de maggio e te cadeano ‘nzino
a schiocche a schiocche li ccerase rosse…
Fresca era ll’aria e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe.
Era de maggio — io, no, nun me scordo —
na canzona cantàvamo a ddoje voce:
cchiù tiempo passa e cchiù me n’allicordo,
fresca era ll’aria e la canzona doce.
E diceva. «Core, core!
core mio, luntano vaje;
tu me lasse e io conto ll’ore,
chi sa quanno turnarraje!»
Rispunnev’io: «Turnarraggio
quanno tornano li rrose,
si stu sciore torna a maggio
pure a maggio io stongo cca».
E so’ turnato, e mo’, comm’a na vota,
cantammo nzieme la canzone antica;
passa lu tiempo e lu munno s’avota,
ma ammore vero, no, nun vota vico.
De te, bellezza mia, m’annamuraje,
si t’arricuorde, nnanze a la funtana:
l’acqua llà dinto nun se secca maje.
e ferita d’ammore nun se sana.
Nun se sana; ca sanata
si se fosse, gioia mia,
mmiezo a st’aria mbarzamata
a guardare io nun starria!
E te dico — Core, core!
core mio, tornato io so’:
torna maggio e torna ammore,
fa de me chello che buo’!
Maro’…!
E questa è la versione di Battiato, che me piace assaje

Nello spazio tra le nuvole

Stanotte ho volato e la mia giornata comincia così

Migro anch’io con il cambio di stagione, apro le ali, scendo in picchiata meglio di aeroplani, cambio le prospettive al  mondo….voli imprevedibili ed ascese velocissime,  traiettorie impercettibili codici di geometrie esistenziali.

La savana sulla Subaugusta

Avete mai letto un articolo di Focus sulla sopravvivenza scritto da un tossico? Ci ha pensato Battista.
Vi renderete conto che serve eccome per uscire vivi da un un dirottamento, per evitare una valanga, le fughe di gas, le alluvioni, le sabbie mobili e gli alligatori, ma soprattutto per imparare ad affrontare un leone!
Non importa se vivete sulla subaugusta o nella savana, indispensabile è avere una giacca da aprire e un bambino da portare a cavalcioni.

E-s-i-l-a-r-a-n-t-e.

“….Ahooooo io abito sulla subaugusta… e che incontro i leoni?”

La Coppetta mestruale

Facciamo un po’ di  pubblicità progresso,  è ora di far conoscere  uno strumento di emancipazione eccezionale, di diffondere il verbo della coppetta, di affrancare il genere femminile da ammennicoli medievali che con ali o senza, so’ scomodi, non sanno di lavanda. Esiste un’alternativa incredibile agli assorbenti interni ed esterni che li devi abbinare ai calzoni e alla gonna per renderli invisibili, che ti fanno camminare a gambe aperte, ti costringono a girare la testa ogni tre per due, e ti fanno uscire alla ricerca disperata di una farmacia aperta la domenica sera in agosto. Esiste e l’ho scoperta lo scorso anno su internet ( inventata negli anni trenta, pensate un po’…)

Si chiama coppetta mestruale, ed è un sistema alternativo agli assorbenti esterni ed interni. Un pezzetto di silicone colorato che fa miracoli.

Dopo una normale perplessità e un attento studio mi sono documentata poichè i vantaggi parevano moltissimi. Ho cominciato a leggere in giro per la rete e nei forum e tutto quello che leggevo aveva dei toni a dir poco entusiastici. E più leggevo e più mi entusiasmavo. Ci ho messo 1 minuto a collegarmi in rete e a comprarla.  Mi dicevo, che sarà mai, avrò buttato venti euro e pace…ma se anche una sola delle qualità di questo aggeggio corrisponde a verità, sarà valso la pena provare.

La coppetta è arrivata e quando mi ci sono trovata faccia a faccia, ho pensato che no mi ero sbagliata, ma questi che se l’erano inventata erano fuori di testa. No, no l’avrei usata come porta uovo sodo.
Sembrava enorme. Poi ho seguito libretto delle istruzioni. E’ piuttosto facile inserirla, un po’ meno toglierla. E qui devo confessare che sono stata presa dal panico, cazzo, questa benedetta coppetta s’era attaccata come una ventosa al mio corpo e nun me voleva mollà, come il mostro di Alien.  Ho sudato freddo.
Ma pure qui c’èra il trucco.  Poi non contenta ho voluto provarla di notte, che poteva tornar comodo, ma dopo due ore stavo con gli occhi spalancati,  perchè  temevo di morir soffocata. Ero convinta  che, non so come, sta benedetta coppetta viaggiasse e mi arrivasse su su fino in gola!  (che scema eh?).

Ma dopo il primo incontro scontro e una volta capito il meccanismo la coppetta mi ha cambiato la vita (in quei giorni ovvio)! Una rivoluzione, non esagero, è come non avere più niente, di una comodità imbarazzante. Mi dimentico di indossarla. Adesso ci dormo anche la notte e respiro benissimo :).
Questo pezzetto di silicone mi da una libertà che ti sogni con qualsiasi altra cosa. Eppoi ne compri una e dura dieci anni ( forse è per questo che in Italia, dove c’è un quasi monopolio,  non la conosce nessuno?), e poi è igienica perchè non trattata con nulla e non da problemi di allergie.

Io dopo averla scoperta  mi sembravo un’invasata, ho cominciato a fare un proselitismo che i testimoni di Geova so’ in confronto dei principianti. E la coppetta di qua e la coppetta di la, e provala che è pratica, igienica, economica, e pure ecologica, tiè.
 Ho cominciato con le persone che mi stavano intorno, le mie colleghe di ufficio.  Però che fatica convincere le persone a cambiare, a provare. Tutti a dirne male senza averla provata. Tutti a storcere il naso, tutti a parlare per pregiudizi. Ahò ma un po’ di curiosità no?
Allora mi è venuta in mente una vecchia pubblicità molto divertente. Questa.

Ecco con la coppetta è uguale, se non la provi non ci credi. 
Ma se la provi……..
Non la provi? Beh,  .peccato! Io che la uso da tempo ormai ho un solo rimpianto; non averla scoperta prima.
Se vi è venuta curiosità e volete approfondire qui qualche indirizzo

Neve* nelle lingue del mondo

  Ho aggiunto il  traduttore in 52 lingue! :)
  
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