Continuiamo con le versioni giapponesi dei pezzi più famosi di musica pop occidentale. Questa è la cover giapponese incisa dal gruppo Le 3 (le tre) nel 2008 della famosa canzone cantata da Francoise Hardy nel 1968.
Soooo sixties ! E N J O Y
Testo
Namida wa kareru made nagarereba ii dake hontou no kimochi wo kikitai dake
moeagaru omoi mo anata no tsurenasa mo subete yurushitai no sayonara to
hakanai koi wa tsuzukanai mono to shinagara nukeda sezuni
kanashimi wa hito toki yorokobi wa eihen kokoro kara iitai sayonara to
futari no yoru ga shiroku akete yuku mabayui asa wo tsurete
kanashimi wa hito toki yorokobi wa eien kokoro kara iitai sayonara to
hakanai koi wa tsuzukanai mono to shinagara nukeda sezuni
kanashimi wa hito toki yorokobi wa eihen kokoro kara iitai sayonara to
*
Qui la versione portata al successo da Francoise Hardy con il testo tradotto e adattato in francese da Serge Gainsbourg dall’originale “It hurts to say goodbye” scritta nel 1966 da Jack Gold, Arnold Golandcon la musica di Gabriel Yared
L’adattamento di Gainsbourg gioca con il tema della canzone riproponendo il suono EX . Non saprei dire se giocare con le parole è tipico delle canzoni francesi o di quelle dei Gainsbourg, come If cantata dalla figlia Charlotte. Segue testo.
Enjoy
Sous aucun prétexte, je ne veux avoir de réflexes, malheureux il faut que tu m’expliques, un peu mieux comment te dire adieu
mon cœur de silex vite prend feu ton cœur de pyrex résiste au feu je suis bien perplexe, je ne veux me résoudre aux adieux
je sais bien qu’un ex amour n’a pas de chance, ou si peu mais pour moi un explication voudrait mieux
sous aucun prétexte je ne veux devant toi surexposer mes yeux derrière un kleenex je saurais mieux comment te dire adieu comment te dire adieu
tu as mis a l’index nos nuits blanches, nos matins gris-bleu mais pour moi une explication voudrait mieux
sous aucun prétexte, je ne veux devant toi surexposer mes yeux derrière un kleenex je saurais mieux comment te dire adieu comment te dire adieu comment te dire adieu
* E infine la versione che preferisco, quella del 1989, splendida cover di Jimmy Sommerville. Enjoy.
Per chi avesse voglia di ascoltare un po’ di Jimmy Sommerville
Avete presente i tombini? In Giappone sono diventati un elemento di arredo urbano. Ce ne sono di bellissimi, ogni prefettura e città ne ha di propri e unici. Sono fatti in ghisa e sono decorati spesso in colori vivaci pescando dal folclore, dalla cultura locale, dall’economia, dall’arte, dalla letteratura. I risultati sono spesso notevoli esempi di artigianato prestato alla pop art. Ce ne sono così tanti in giro per l’arcipelago che Remo Camerota, fotografo e artista inglese, giapponofilo folgorato dai tombini ha pensato bene di fotografarli e pubblicarli sul libro “Drainspotting, Japanese mainhol covers” pubblicato da Mark Batty e in vendita su Amazon.com.
Per apprezzarne la bellezza vi suggerisco di andare su Flickr nel set dedicato ai tombini di Remo oppure qui .
Attenzione perciò a dove mettete i piedi la prossima volta in Giappone, perchè l’arte laggiù cammina rasoterra.
Quando il ritmo caraibico “bacia” il Giappone. Bachata en Fukuoka, singolo dell’ultimo album A SON DE GUERRA di Juan Luis Guerra, autore dominicano di fama internacional. Pasiòn latina e dolci acrobazie salsero-ninja nel video di onde e sabbia, anzì di arena y olas.
Più estiva e bella di così non si può. Buon Ascolto.
Dile a la mañana que se acerca mi sueño que lo que se espera con paciencia se logra nueve horas a París viajé sin saberlo y crucé por Rusia con escala en tu boca
Yo canté tu bachata aquí en Fukuoka (tu bachata en Fukuoka)
Y un atardecer pintó de canvas el cielo caminé la playa de Momochi, mi anhelo y se me escapó una sonrisa del alma aquí me enseñó arigato gozaimasu
Yo canté tu bachata aquí en Fukuoka
Pa’bailar contigo, (pa’bailar) se me alegra la nota Quiero cantar contigo, (quiero) una bachata en Fukuoka
Una bachata en Fukuoka, (pa’ soñar contigo)
en el mar las gaviotas
Con tu piel de abrigo (quiero) vivir bachata en Fukuoka
Y llegó la hora de partir y decir sayonara (con pocas ganas) y una palomita se posó en mi ventana Kon’nichi wa!, ohayoo gozaimasu
Pa’bailar contigo, (pa’bailar) se me alegra la nota Quiero cantar contigo (quiero) una bachata en Fukuoka
Una bachata en Fukuoka
Sueños, de arena en las olas Besos, me daba tu boca Tengo, estrellas y rosas Niña, cantando en Fukuoka
Pa’bailar contigo, (para bailar) se me alegra la nota Quiero cantar contigo (quiero) una bachata en Fukuoka
Una bachata en Fukuoka, (pa’ soñar contigo) en el mar las gaviotas
Con tu piel de abrigo vivir bachata en Fukuoka
La spiaggia di Momochi a Fukuoka, foto di muminpapalexej
Il Giappone il paese del sumo, dell’origami, dei kimono? Il Giappone seconda economia del mondo? I giappponesi sono bassi, timidi e lavorano fino a tardi? Le ragazze fanno carte false per una Vuitton e il massimo dello status simbol è passeggiare con un borsa monogrammata appesa al braccio? I giapponesi mangiano bene e hanno un’aspettativa di vita tra le più alte al mondo? Vero, ma vero pure che ad esempio Tokyo è la città più affollata al mondo, che il tonno sta diventando una specie protetta al pari del panda, che il Giappone importa la maggioranza del suo fabbisogno alimentare e che ha il triste primato dei 35 000 suicidi l’anno …
Cose vere, luoghi comuni, domande e considerazioni in questa bella videocreazione. Il Giappone non è più o almeno non è solamente quello che pensiamo e che forse i giapponesi stessi amano pensare del loro paese.
Il video è in lingua originale, ma ben fatto e perfettamente comprensibile grazie alla grafica didascalica e all’animazione più che originale.
Per andare oltre i soliti schemi. JAPAN – the strange country – di Kenichi
Vi piacerebbe dormire in Prima classe con soli cinquemila yen? Ora si può, non certo su un volo intercontinentale bensì in un nuovo tipo di capsule hotel, albergo-loculo per uomini e donne che hanno perso l’ultimo treno della sera. Ma anche per viaggiatori solitari.
Il Giappone dopo aver inventato il capsule hotel, ha inventato il primo capsule hotel di lusso, ispirato alla prima classe dei voli intercontinentali. Due tipi di camere, anzi di cabine: First Cabin, 4,2 metri quadrati è lo spazio sufficiente per non sentirsi tumulati, un letto, uno schermo lcd 32 pollici da guardare solo con auricolari, internet senza fili, yukata e spazzolino. Business Cabin, stesse facilities in appena 2,6 metri quadri. Camere divise in zona uomini e donne. Bagni e doccia in comune ma divisi per sesso. Possibilità di utilizzo a ore. Spa, lounge e zone relax disponibili con un extra. Per il momento solo due indirizzi, Osaka e Kyoto.
Altri due ukiyo-e del periodo Edo che illustrano come andare per lucciole fosse un passatempo comune nelle serate estive giapponesi. Esistevano i venditori di lucciole, i festival che le celebravano e le gabbiette che le imprigionavano.
Chikanobu- 1897- Beauty with fireflies
Quanto di tutto questo sopravvive ancora oggi? Ben poco purtroppo. Per chi volesse rivivere la nostalgia della propria infanzia la Sunnoda propone la Denshi Hotaru, la lucciola elettrica. Vera gabbietta di bambu, tre lucciole adagiate su un letto di verdure e un’autonomia luminosa di 200 ore. Spegnete la luce, inizia lo spettacolo…made in Japan :)
In Giappone, come da noi ;) è stagione delle piogge, e il tasso di umidità supera l’ottanta per cento. Per combattere la pioggia e l’afa potete provare con l’ombrello del Samurai. Impugnatura a Katana e ombrello per soli 29 dollari. La trovate qui