Un’ossessione tutta giapponese: le stagioni


Dalle Note del guanciale di Sei Shonagon, dama del decimo secolo alla corte dei Fujiwara, posto il capitolo sulle stagioni. Già più di mille anni fa l’animo giapponese era sensibile al ciclo della natura.

Caratteristiche piacevoli delle stagioni, secondo Sei Shonagon

L’aurora a primavera: si rischiara il cielo sulle cime delle montagne; sempre più luminoso, e nuvole rosa si accavallono snelle e leggere.
D’estate, la notte: naturalmente col chiaro di luna; ma anche quando le tenebre sono profonde. E’ piacevole allora vedere le lucciole in gran numero rischiarare l’oscurità, oppure distinguere solo le luci di alcune di loro. Anche quando piove la notte ha un suo fascino.
Il tramonto in autunno: malinconico quando i raggi del sole calano obliqui dalla vetta (….) e i corvi a gruppi di due, di tre, di quattro si affrettano disordinatamente al nido; (…) L’armonia del vento e il ronzare degli insetti, quando il sole è calato, infondono una dolce tristezza.
D’inverno, il primo mattino: bellissimo inutile dirlo, quando cade la neve. Bello è anche il candore della brina; oppure riattizzare il fuoco rapidamente, quando il freddo è più intenso e attraversare le sale portando il carbone (…..) “

Edizioni Oscar Mondadori
a cura di Lydia Origlia

Per addolcirmi la giornata

In questo preciso istante sgranocchierei untuosissime patatine, salate, magari pure un po’ bruciacchiate, invece sgranocchio mele essiccate! Qualche anno fa in austria le ho assaggiate in un mercatino di prodotti biologici e purtroppo non le ho più trovate. Poi una sera mi sono messa a smanettare sulla rete e sono incappata in lebe-gesund che tra le altre cose vende Apfelchips, mele affettate e disidratate, senza zucchero aggiunto. Una vera ghiottoneria da addentare senza starci troppo a pensare. Il sito è completamente in tedesco, ma non è un problema individuare le mele ed ordinare online. La spedizione è ultra veloce e a prezzi onestissimi.

Ristoranti giapponesi a Roma: Autunno e Lunch Set da Hamasei



Foto e Collage di Neve*



Oggi è sabato, Roma regala ancora giornate calde, cieli alti di nuvole barocche, l’affaire Alitalia è agli sgoccioli e io mi concedo una pausa giapponese in questa città molto poco cosmopolita.
Pranzo da Hamasei. Nel panorama piuttosto affollato di ristoranti giappo, pseudo giappo, approssimativamente giappo, Hamasei è un punto fermo.
Sta là in via della Mercede, tra piazza San Silvestro, piazza di Spagna e via del Tritone dai lontani anni 70, pioniere della cucina orientale in una città tradizionalista e caciarona come Roma.
Hamasei resiste e si rinnova. Tra i giapponesi romani è il più tradizionale e il più grande ristorante di Roma. Ora è ancora più grande, ed offre oltre ad una sala tatami, un nuovo sushi bar (che stanno ultimando), diversi ambienti e nella parte nuova c’è un lungo tavolo per avventori singoli con una grande zona di tavolini per due. L’arredamento seppur minimalista è caldo. Come tutti i giapponesi non è particolarmente economico, ma se ci andate all’ora di pranzo con 15 euro si può scegliere tra quattro tipi di Lunch Set : sushi-sashimi-salmone alla griglia- tonkatsu, la cotoletta di maiale.
Il sushi e il sashimi set sono i più richiesti e si capisce il motivo, una qualunque vaschetta di sushi anche take away (nei supermercati o da Daruma) non costa mai meno di 10 euro. Qui nel vassoio trovate anche un antipasto, sottoaceti, una ciotola di misoshiru e un po’ di frutta. Potete mangiare in pace, seduti in un bell’ambiente e serviti da personale efficiente e discreto. Che volete de più? Le bevande sono a parte, ma una teiera di te verde costa 3 euro.
Hamasei, via della Mercede, 35 Roma tel. 06 6792134

Foto di Neve*

Nuvole barocche sull’isola Tiberina

Muji a Roma, il no brand superbrand.


Me ne sono accorta tardi. E’ più di un mese che ha aperto il primo negozio Muji della capitale! Ci sono stata ieri. A via del Tritone 199, dove prima c’era le pain quotidien oggi c’è MUJI. Non grandissimo, e secondo me anche in posizione poco felice.
Da che mi ricordi quel pezzo di via del Tritone è sempre stato abbastanza sfigato dal punto di vista commerciale. Zona di passaggio (soprattutto di autobus e taxi), ad alta concentrazione turistica (a due passi c’è fontana di trevi) ma marciapiede angusto e tratto di strada che non invita a passeggiare.
Ma Muji non ha bisogno di presentazioni e sarà un successo anche dove lo hanno aperto.
Colori del negozio rosso scuro, grigio, acciaio. Oggettistica personale e per la casa bella, funzionale, elegante, dal design minimalista, mooooolto giappo.
Rispetto ai negozi nella madrepatria, l’assortimento di Roma è piuttosto sacrificato, ma tant’è e ci accontentiamo. Sono sicura che apriranno un altro punto vendita, perchè sarà un successone. Magari non in zona ZTL e con la superficie che merita.
Nota dolente i prezzi. Rispetto a Muji Giappone mediamente il doppio, qualche volta di più, ma fa niente c’è tale fame di cose belle e dal design pulito che i romani non ci faranno caso.
Questo il sito http://www.muji.net/ con la possibilità di acquistare anche on-line.

Un pezzetto di Giappone a Porta Latina

Red brick medieval city walls with gated towers and cityscape beyond
V

Ultima domenica agostana. Rientri. Romani al mare. Approfitto dell’atmosfera sonnacchiosa per andare in un angolo di Roma nascosto e poco conosciuto. Lungo le mura Aureliane, tra Porta San Sebastiano e Porta Metronia, si apre un’altra porta. Attraversandola si raggiunge in pochi passi via San Giovanni a Porta Latina, una strada chiusa che custodisce una delle più belle chiese paleocristiane di Roma. Chi arriva dalle mura rimane sorpreso da tanta pace e tanta bellezza. Siamo a due passi da San Giovanni e dal quartiere Appio ma sembra di essere in un’altra città. Lo slargo che ospita la chiesetta, rappresenta un unicum come pochi altri luoghi nella capitale, complice sicuramente la situazione appartata. Chiesa antichissima del settimo secolo, ha l’impianto paleocristiano ma il campanile è più tardo, di epoca romanica. L’interno conserva l’impianto architettonico originale, ma è stato rimaneggiato e non ha lo stesso fascino della facciata. Completano sul fronte della chiesa un pozzo medievale e un enorme cedro del libano, sicuramente centenario. Un angolo di Roma suggestivo, soprattutto la sera, soprattutto se non c’è nessuno.
Accanto alla chiesa, sulla sinistra si trova un cancello (sempre chiuso) che ospita l’ex villa Attolico con la residenza dell’ambasciata Giapponese, come recita la targa semi nascosta dall’esuberante vegetazione. Bel posto per vivere signora ambasciatrice


la targa accanto all’ingresso

Tofu marinato, sesamo e limone

Eh si oggi sono di cucina.

Si dice canta che ti passa e io invece adotto il mangia che ti passa. Sperimento …
Del tofu comprato l’altro giorno da Xin Li a piazza Vittorio e che comincia a guardarmi con una certa insistenza faccio una marinata e speriamo che sia commestibile. In credenza ho semi di sesamo, olio di sesamo ( troppo buono), tamari ( comprata solo per il nome giapponese…) che ho poi letto essere una specie di salsa di soia fermentata per 18 mesi e poi il solito profumato origano pantesco. Affetto il panetto di tofu a mo’ di mozzarella e l’adagio bene su di un piatto. Spolvero generosamente con semi di sesamo e origano.
A parte,in una ciotolina spremo un limone intero, aggiungo due cucchiai di salsa tamari, un cucchiaio e mezzo di olio di sesamo. “Ammischio” bene e assaggio. A questo punto si può aggiustare come si preferisce (più limone, più tamari ecc…).
Distribuisco la salsa sul tofu e metto a riposare. Quanto? Più tempo passa più buono sarà. Almeno spero. Da mangiare freddo, come una caprese, un po’giapponese!


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P.s è venuto ‘na vera schifezza, troppo limone, troppo tofu, boh??

Insalata pantesca

Dal profondo blu mediterraneo un’insalata (senza insalata) che vi riporterà in un battibaleno a respirare il mare anche se gli ingredienti sono tutti di terra. Fondamentali sono i magnifici e carnosissimi capperi di pantelleria e il profumato origano di quest’isola nera.

Servono:
  • Patate lesse
  • Pomodori rossi perini
  • Una manciata di capperi sottosale di pantelleria
  • Una cipolla (o meno a seconda del gusto)
  • Sale marino , olio, pepe, origano in quantità.
  • Qualche oliva nera ( ma se non c’è va bene lo stesso)
Esecuzione:

dopo aver bollito le patate lasciatele freddare e affettatele e unitele ai pomodori e alla cipolla. Aggiungete i capperi che avrete sciacquato un’attimo sotto acqua corrente, condite con olio sale pepe e finite con generoso origano. Lasciate che gli ingredienti si amalghino bene e servite. L’insalata pantesca prima la preparate più buona la mangiate.

Non ho fatto freddare le patate e l’insalata è uscita rossa 

My Tokyo shopping Guide (post aggiornato apr 2012)

Map of Shinjuku and Asakusa taken from here
Qui di seguito una selezione dei miei negozi preferiti a Tokyo. Quelli che non manco mai , ma proprio mai di visitare. A costo da farmi venire le vesciche ai piedi.  Eccovi le tappe del mio pellegrinaggio.
Shinjuku Sud (uscita dalla stazione Minami Shinjuku)

TOKYU HANDS, un must, un posto da non mancare come il tempio di Asakusa, ci trovate tutto,  dai sali da bagno al legno per il gazebo.
Diverse sedi in città,  le filiali più grandi  sono quella Ikebukuro e quella di Shinjuku, nella Shinjuku Southern Terrace, vicino al magazzino Takashimaya e alla libreria Kunikuniya. Otto piani di stupore. Un’ora a piano, vi ho avvisato.
KUNOKUNIYA, la più grande libreria di Tokyo, tanti punti vendita.  Non ricordo quanti piani , ma uno intero è dedicato ai libri in inglese. Bellissima. Sempre Shinjuku Southern Terrace.
LUMINE e MYLORD, sono due super negozi dentro la stazione più grande e incasinata al mondo, tanti  micro spazi che vendono abbigliamento  ed accessori di tendenza.
MOSAIC STREET una strada pedonale in salita, o in discesa, che corre tra i magazzini Keio e Odakyu e collega la parte ovest di Shinjuku a quella sud. Qui trovate negozi che vendono articoli anche tradizionali, uno su tutti il negozio di furoshiki e tenugui KAMAWANU
TAKASHIMAYA, ISETAN, ODAKYU grossi magazzini multipiano,  generalisti,  abbastanza tradizionali..
Tutti hanno un basement dedicato al cibo dove rifoccillarsi con gli assaggi.
I piani superiori, due o tre sono riservati ai ristoranti che non sono mai meno di dieci.

Sempre a Shinjuku Southern Terrace, attraversate il ponte di Takashimaya con a sx la torre DOCOMO, sulla destra i magazzini My Lord e Odakyu e sotto la stazione JR, e arrivate in un altro di quei negozi che non manco mai,  FRANC FRANC, specializzato in articoli di design e arredamento. Una volta usciti,  per gli amanti del genere c’è, oltre la fila,  KRISPY KREAM e un po’ più avanti uno STARBUCK’S dove se trovate posto appollaiatevi in vetrina a godervi lo struscio. Subito dopo trovate la trattoria “italiana” PESCE D’ORO. Continuando in direzione della stazione Shinjuku e di My Lord  (con alle spalle la torre Docomo) avrete sulla sinistra KONNE, negozio della prefettura di Miyazaki e il nuovo MOGU MOGU (che non mancherò di visitare  la prossima volta) negozio che vende specialità dell’Hokkaido.

Shinjuku Est

Tappa irrinunciabile è il nuovo, grande, minimalista Muji di Shinjuku est, stazione metro Shinjuku Sanchome, vicino al tempio di Hanazono. Dentro ci trovate anche un ristorante.

Per chi ama il kitch, meta obbligata è Don Quijote, dove faticherete a girare, ma vi divertirete tanto. Lo trovate all’ingresso di Kabuki cho.


Aoyama e Harajuku
 LAFORET all’incrocio tra Aoyama e Meiji dori, un mondo di gadgets, accessori, e outfit ultima moda.
KIDDILAND. E’ una tappa per chiunque arrivi a Tokyo e faccia tappa ad Harajuku e Aoyama. Il paradiso del kawaii e delle cazzate. Aoyama Dori, fermata di Harajuku, Yamanote line.
TAKESHITA DORI,  l’usato e abbigliamento indie, di fronte la fermata di Harajuku, sulla Yamanote line.
Ginza e Asakusa
Qui si trova il paradiso della carta ITOYA , un  negozio storico specializzato in carta tradizionale Washi, e articoli di cartoleria, andateci e Vertecchi  di Roma, vi sembrerà una merceria di paese.
Se siete alla ricerca del tradizionale e avete voglia di assaggiare i famosi crackers di riso della vecchia Edo dirigetevi a NAKAMISE DORI, la strada di Asakusa che porta al tempio di Sensoji, dove continuate a sgranocchiare ma birciate anche tra i negozietti che vendono bambole kokeshi e irresistibili manekineko.