Un pezzetto di Giappone a Porta Latina

Red brick medieval city walls with gated towers and cityscape beyond
V

Ultima domenica agostana. Rientri. Romani al mare. Approfitto dell’atmosfera sonnacchiosa per andare in un angolo di Roma nascosto e poco conosciuto. Lungo le mura Aureliane, tra Porta San Sebastiano e Porta Metronia, si apre un’altra porta. Attraversandola si raggiunge in pochi passi via San Giovanni a Porta Latina, una strada chiusa che custodisce una delle più belle chiese paleocristiane di Roma. Chi arriva dalle mura rimane sorpreso da tanta pace e tanta bellezza. Siamo a due passi da San Giovanni e dal quartiere Appio ma sembra di essere in un’altra città. Lo slargo che ospita la chiesetta, rappresenta un unicum come pochi altri luoghi nella capitale, complice sicuramente la situazione appartata. Chiesa antichissima del settimo secolo, ha l’impianto paleocristiano ma il campanile è più tardo, di epoca romanica. L’interno conserva l’impianto architettonico originale, ma è stato rimaneggiato e non ha lo stesso fascino della facciata. Completano sul fronte della chiesa un pozzo medievale e un enorme cedro del libano, sicuramente centenario. Un angolo di Roma suggestivo, soprattutto la sera, soprattutto se non c’è nessuno.
Accanto alla chiesa, sulla sinistra si trova un cancello (sempre chiuso) che ospita l’ex villa Attolico con la residenza dell’ambasciata Giapponese, come recita la targa semi nascosta dall’esuberante vegetazione. Bel posto per vivere signora ambasciatrice


la targa accanto all’ingresso

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