Vestirsi da Maiko o Geiko a Kyoto: la mia passeggiata in incognito a Sannenzaka
Come si fa ad andare in Giappone e non vestirsi da geisha?

Quando ho scritto questo post, nel 2008, vestirsi da maiko a Kyoto era un’esperienza ancora poco conosciuta tra i turisti occidentali. Oggi, nel 2026 è molto più diffusa, ma l’effetto sorpresa — almeno per me — resta intatto.

Buon Ferragosto!
Il finale del film di Beat Takeshi ZATOICHI. Grandissimo Kitano e grandissimi Stripes, tre minuti di energia pura.
Orecchiette zucchine, capperi e tofu
- Primo saporito e veloce pronto in appena venti minuti. Vegetariano, nonchè completo piatto unico. E’ la prima volta che sperimento il tofu in un piatto di pasta (a dir la verità è proprio una prima assoluta tra me e il tofu in cucina) ce l’avevo in frigo e ho pensato di unire questi ingredienti con questo pezzo di oriente. Il risultato è proprio niente male.
Ecco gli ingredienti per due :-orecchiette 180-200-300 gr fate voi!una zucchina romanesca
-una manciata abbondante di capperi sottosale di Pantelleria
-sale (se avete lasciato i capperi in ammollo)
-pepe macinato fresco
-prezzemolo
-olio extravergine di olivaIn una padella con un bel goccio d’olio caldo mettete una zucchina affettata e lasciate cuocere, poco. Aggiungete una manciata di capperi di Pantelleria e quando le zucchine si saranno un po’ appassite prendete un panetto di tofu tagliato a dadini e aggiungetelo ai capperi e alla zucchina. Lasciate qualche minuto, giusto il tempo di far insaporire il tofu. Pepate e spegnete il fuoco. Quando le orecchiette saranno al dente, scolatele e passatele nella padella, saltate e servite con un pugno di prezzemolo.
Bretagna in una settimana
![]() |
| foto di Neve* |
Appunti e Considerazioni di viaggio
-in Bretagna si mangiano ostriche e cozze dappertutto a prezzi popolari, sono freschissime, si trovano ovunque e sono sicure. Un peccato non approfittarne e io ne ho abusato.
-la Bretagna abbonda di rotonde anzichè di semafori, sono divertenti perchè una volta presi non vorresti mai uscirne e poi anche se sbagli rifai il giro!
-la Bretagna, come la Francia intera ha un’offerta alberghiera esagerata e per qualunque tasca. Dal motel sulle autostrade ai bb di campagna. A partire da 30euro a notte la doppia.
-in Bretagna anche se l’acqua è freddina tantissimi fanno il bagno, compresi i bambini ,ma io non ha avuto il coraggio.
-in Bretagna tutti hanno la barca (o quasi). In ogni ansa c’è un porto e in ogni spiaggia c’è una scuola nautica dove anche i più piccoli imparano la vela. Gli sport nautici sono popolari, proprio come da noi, questa è una battuta.
– i francesi sono fissati con le magliette a righe, che fanno tanto mare.
– in Bretagna le case tradizionali di granito sono veramemte favolose soprattutto se circondate da colorate ortensie.
– in Bretagna ho scoperto che le gallette sono di grano nero e sono in genere salate, mentre le crepes sono di farina bianca e sono dolci, ma non sempre.
– in Bretagna, al contrario del resto della Francia l’autostrada non si paga.
– la Bretagna è bella, anzi di più, ma molti posti, soprattutto d’estate sono impossibili da vivere e i souvenirs da comprare sono tutti ugualmente made in china
-in Bretagna tanti paesi iniziano per P…. Ploumanev, Ploumanc’h e finiscono per Off….Plogoff, Roscoff ecc….
– in Bretagna le cose migliori se magnano e si riportano a casa ostriche, conserve di sardine e maccarello in scatola, biscotti straburrosi e strabuoni (tipo shortbread inglesi), i famosi sablès in vendita nelle biscuteries, il sale grigio integrale di Guerande, il sidro e magari anche una bottiglia di chouchen, l’idromele degli antichi romani, rivisto e corretto.
-in Bretagna sono convinta si nasconda ancora Obelix, chi avrebbe potuto sennò scolpire e piantare qua e là tutti quei menhir?????
Sono proprio matti questi bretoni!
Le foto scattate le trovate qui www.flickr.com/photos/neve*sottile/sets/72157606436757192/
Itinerario, in dettaglio per chi fosse interessato
macchina e prima notte a Fougeres (360 km dalla capitale) in uno
Fougeres ha un castello molto suggestivo, noi lo abbiamo visto al tramonto e la sera che siamo arrivati abbiamo anche assistito (per poco veramente..) ad una rappresentazione in lingua bretone all’interno di quello che dicono essere il castello medievale più grande d’europa.
Il secondo giorno non abbiamo saputo resistere alla baia di Le mont saint michel con le sue guglie e maree. Prima però siamo passati a Dol de Bretagne alla ricerca di un enorme menhir, il menhir du champs dolents.
Terzo giorno prima un’occhiata alla famosa spiaggia dell’ecluse di Dinard e poi dritti verso Cap Frehel e Fort la Latte, due posti che rispondono perfettamente a ciò che ci si aspetta dalla bretagna. Mare, falesie a picco, gabbiani, brughiere, quasi quasi mi dispiaceva per il bel tempo. Avrei preferito un mare più agitato e nubi nere cariche di pioggia, invece il mare era solcato da placide vele, e il colore era verde smeraldo.
Quarto giorno dedicato interamente alla costa di granito.
Sembra che l’intera Bretagna possa essere percorsa sui sentieri dei doganieri, realizzati per contrastare lo sbarco dei contrabbandieri sulle coste bretoni. Concludiamo degnamente il pomeriggio in un paesino della costa d’anjoc davanti ad una gallette di grano nero e una boule di sidro.
Quinto giorno ci dirigiamo in Finisterra, ma prima di puntare verso la penisola di Crozon ci fermiamo a Guimiliau che custodisce uno dei più bei calvari bretoni, vera rappresentazione teatrale della vita di Gesù in pietra.
Proseguiamo per Morgat, dove ci godiamo l’alta marea dalla finestra del nostro albergo (htl de la baie) e ceniamo nel ristorante dell’hotel accanto hotel de la plage, chiaramente a base di altre succosissime ostriche.
Il sesto giorno andiamo al promontorio di finisterra per goderci la punta estrema della costa francese, ma invece di dirigerci verso l’affollatissima Point de raz scegliamo di andare a Cap du van: la metà delle persone e stesso panorama mozzafiato.
Pernottiamo a Caudan, vicino Lorient in un Novotel.
Il settimo giorno piove e noi siamo a Carnac dove ci aspetta uno dei siti megalitici più importanti al mondo. Vediamo tutti gli allineamenti e anche una tomba a dolmen, ma da fuori, poichè da maggio ad ottobre non si può entrare e passeggiare tra i menhir.
Nel pomeriggio una puntata a Vannes e terminiamo la giornata a Rennes dove scopriamo un centro storico ben conservato e pieno di vita. Cena con moules e galettes. Dormiano in un altro Novotel.
La vacanza è finita, domani mattina saremo in autostrada direzione Parigi.
Più di un mese ormai.
Ecco Valerio.
A Vale’ ma ‘ndo stai???
Ieri siamo saliti su in patologia neonatale e lo abbiamo visto da un vetro. Siccome che erano nati tutti maschi a lui lo hanno vestito di rosa, non avevano più lenzuolini azzurri.
Alla mamma glie lo hanno avvicinato al naso un nano secondo, il tempo di vedere che assomigliava ad un pollo senza penne. Tutti però hanno notato che ha i piedini lunghi. Sarà.
Io finchè ‘sto ragazzino non lo vedo da vicino, mica ce credo.
Le informazioni al San Camillo sono più preziose dei diamanti: una parola è poca e due sono troppe. Nessuno sa niente, e quel poco che sanno non lo dicono neanche sotto tortura.
Personale e organizzazione ospedaliera pessima, e meno male che siamo al reparto maternità.
Sensibilità zero, attenzione al “malato” una parola straniera.
Chissà che allegria negli altri reparti. Sono arrivata alla conclusione che in ospedale mai, neanche per partorire.
Nel frattempo Forza Valerio, mangia che mamma, papà, zia, tutti ti aspettano.
Benvenuto Valerio!
Giappone, impressioni d’estate sulla Nakasendo
La Nakasendo (“la strada che passa in mezzo”), attraversa paesaggi molto belli e tocca cittadine rimaste più o meno intatte dal periodo Edo. Due di queste Magome e Tsumago, nonostante il notevole afflusso turistico, conservano una certa atmosfera da Giappone perduto. Hanno l’urbanistica e l’architettura in legno dei vecchi villaggi giapponesi, quelli che ormai si vedono solo nelle antiche stampe.
Ne ho percorso il tratto che va da Magome a Tsumago, l’estate di due anni fa, accompagnata da un caldo umido insopportabile. Meno male che ho scelto di andare da Magome a Tsumago e non viceversa, perchè al contrario mi sarei fatta otto km in salita.
Otto kilometrI di sentiero che si inerpica tra colline e boschi, molto ben segnalato e tutto con l’antica pavimentazione. Un mini trekking suggestivo,
Qua e là sul ciglio della vecchia strada ho visto strani cumuli di pietra, massi scolpiti, statuette votive. In alcuni punti, ho rischiato veramente di veder compararire da dietro una curva un gruppo di samurai, o una palanchina di nobili…




