Faramarz Aslani – Age ye rooz ( Se un giorno)

 Successo del 1977 dell’iraniano Faramarz Aslani, pescata su Youtube,
Di molto bella e di molto triste.
Posto anche il testo in farsi. Si intuiscono abbandono, freddo, vento, mare, gabbiani solitari, cuori spezzati etc…
Un classico

Enjoy
Age ye rooz beri safar
beri ze pisham bikhabar
asir rooia ha misham
do bare baz tanha misham
be shab migam pisham bemoone
be bad migam ta sobh bekhoone
be khooone az diare yari
ke toosh mano tanha nazari
age faramoosham koni
tarke aghoosh koni
parande ie darya misham
too change moj raha misham
be shab migam pisham be moone
miram ke har kasi bedoone
miram be sooie oon diari
chera miri tanham mizari
age ye roozi noome to
too gooshe man seda kone
do bare baz ghamet baid
ke mano mobtala kone
be del migam karish nabashe
be zare darde to dava she
bere tooie tamoom joonam
ke baz barat avaz bekhoo
nammmmmm

Ageh bazam delet mikhad,
Yare yekdigar bashim
Mesale ayoome ghadim
Beshinim o sahar pashim
Bayad delet rangi begire,
Dobareh ahangi begire
Beh gire rang-e oon diyari,
Keh toosh mano tanha nazari

Ageh mikhay pisham bemooni
Biya ta baghiyeh javooni
Biya ta poost beh ostokhooneh
Nazar delam tanha bemoone
Bezar shabam rangi begire
Dobareh ahangi begire
Begireh rang-e oon diyari
Keh toosh mano tanha nazari

Che mi ci portate a fare dagli Hare Krishna se mi volete bene?

Tutto quello che so di Induismo lo devo ad un paio di esami di Buddismo (!)  fatti con il prof. Pensa all’università.

Che a Roma ci fosse un tempio Hare Krisna che alla bisogna si trasforma in ristorante non lo sapevo.
Ma è qui che mi hanno portato e allora
  • Mi sono tolta le scarpe
  • Ho conversato abilmente in una stanza in presenza di un’inquietante statua a grandezza umana adagiata su una delle più brutte poltone mai viste
  • Me so’ bevuta una tisana al ribes che con la zuppa di lenticchie dal e il chapati non si sposa per niente
  • Ho fatto la disinvolta quando mi hanno salutato con Hare Krisna, Hare Hare, Rama Hare (significa?)
  • Ho lasciato ob torto collo una più che generosa offerta per un pasto che sarà stato pure spirituale ma che io ho trovato alquanto blando
  • Mi sono intrattenuta a discorrere con un devoto dall’eloquio tranquillo e quasi ipnotico, e da costui ho pure accettato un libretto divulgativo  pieno di saggezza che avrei pure sfogliato se

..quando ho chiesto, forse sfacciatamente, quanti erano nel tempio, che vita facevano, come e di che campavano,  non fossero cominciate le favole ( tipo viviamo della vendita dei libri, seee e con i libri ti ci paghi il palazzetto al ghetto di Roma) ,  gli aneddoti sulle statue degli elefanti nella antica India,  il proselitismo duro e puro seppur infarcito da ammiccamenti e battute,  le affermazioni categoriche sull’anima, la verità, i libri sacri, Dio, la fede, la morte, il senso della vita, il libero arbitrio, insomma tutte cosucce sui cui è inutile arrovellarsi perchè secondo i credenti in generale “le cose sono semplici, le risposte sono scritte,  basta leggere, pregare, seguire, obbedire, basta avere fede, basta credere nel nostro Dio”

Ho pensato perciò che poteva bastare così, e che palle, oltre la tisana al ribes pe’ cena devo sorbirmi  pure il catechismo?
Mo’ basta, non sono qui per dissetarmi alla fonte della tua saggezza spiritoso devoto,  non credo in assoluto ai libri sacri,  alle parola di Dio scritta dagli uomini , alla verità rivelata, ai riti, ai mantra, ai divieti, ai dogmi,  ai precetti, considero religioni e clero strumento di oppressione, ignoro i santi,  non so nulla della vita oltre la vita,  mi faccio delle domande ma l’idea di Dio non è al centro dei miei pensieri.
So’ agnostica, forse atea e qui c’ero venuta solo pe’  magnà.

Dedicata a Manu

Che mi piacerebbe rivedere, un giorno, magari proprio a Glasgow 

la città dei  God Help The Girl 

che cantano God Help The Girl in una chiesa, la scorsa estate.
Qui ho postato un altro splendido pezzo cantato dalla Ireton, Musician please take heed. Buon ascolto.


…so vintage and stylish!!!!! Enjoy.

There is no way I’m looking for a boyfriend
There is no way I’m looking for a scene
I need to save some dough
I’m a working girl, you know
I’ll fend attention off I keep to myself

I love my room, I’m getting used to sleeping
Some nights I really like to lie awake
I hear the midnight birds
The message in their words
The dawn will touch me in a way a boy could never touch
Their promise never meant so much to me

You have been warned, I’m warned to be contrary
Backward at school, I wrote from right to left
Teacher never cared for me
Preacher said a prayer for me
God help the girl, she needs all the help she can get

I sit for hours just waiting for his phone call
I’ll leave the chocolate hidden in the fridge
I’ll play his messages
Analyze his intonation
Please stop me there, I’m even boring myself

I think of him when I’m doing the dishes
I think of him while looking in the sink
This ain’t no play on words
My love for him is absurd
If he gave me a sign I’d think about it for a week
I’d build it up and then I’d turn him down

You have been warned, I’m warned to be contrary
Backward at school, I wrote from right to left
Teacher never cared for me
Preacher said a prayer for me
God help the girl, she needs all the help she can get


Ipse dixit

Ieri il Ministro Maroni ha fatto questa dichiarazione in occasione della polemica sulla scuola di Adro intitolata all’ideologo della lega Gianfranco Miglio e trasformata nella prima scuola pubblica italiana di partito.
“Miglio vuol dire tutto, è stato l’inventore delle tre macroregioni e quindi anche della padania”
Parole sante ministro, le tre macroregioni e la padania sono proprio delle invenzioni.

Il mercatino giapponese di Roma

foto di neve*
Stamattina incursione al mercatino giapponese allestito al Black Out di via Casilina.
Impressioni: preferivo la versione “Circolo degli Artisti”.
Il posto era forse più piccolo ma sicuramente più facilmente raggiungibile e con più carattere.
Il mercatino giapponese, dal 2007 ad aggi è cresciuto molto, io ho partecipato a ben quattro edizioni, l’ultima lo scorso anno e devo dire che  gli oggetti giapponesi o ispirati alla cultura nipponica continuano ad essere ancora pochi. 
Il pubblico che lo frequenta è vario, ma ho notato una deriva decisamente troppo teen e kawaii.
Mi piacerebbe un mercatino più autenticamente giapponese, con film, libri, artigianato, un luogo dallo spirito più adulto e dal gusto maggiormente raffinato.

La parte migliore, oltre quella dedicata al cibo, si trova all’ingresso e all’aperto dove sulla destra ci sono 4 o 5 banchetti con vintage giapponese, oggettistica varia, ceramica, artigianato giapponese e variamente ispirato. Proprio da uno di questi banchetti, ho acquistato un bell’anello di Mio Otsubo e uno Jinbei da bimbo che ho abbinato ai geta presi la scorsa primavera al mercatino Menilmontant di Parigi.
foto di neve*

Settembre giapponese

Vi segnalo (grazie Giampy!) due eventi “Japan related” che si svolgeranno la prossima settimana a Roma:
–domenica 19 settembre ci sarà il Mercatino Giapponese al Black Out a via Casilina 713, Roma.
Ingresso gratuito. Stessa formula, ma posto diverso (e rispetto al Circolo degli Artisti, è anche un po’ più sfigato)
– martedì 21 settembre invece il Circolo degli Artisti ospita per la seconda volta i Melt Banana, gruppo giapponese di “Noise Jap Rock”, più famosi all’estero che in patria ( e non fatico a capire perchè).
Ingresso 10 euro
Ecco un assaggio della loro musica con una cover di un pezzo anni sessanta, tintarella di luna ………..;)

^^^^^^enjoyed?^^^^^^
Melt Banana, Official Site

Un otaku a Palazzo, Murakami a Versailles

 Murakami Takashi “Surfing” , foto di Rick Scully

Non un palazzo qualunque ne’ un artista qualunque.
Parliamo di Murakami Takashi (il cognome più inflazionato tra gli artisti giapponesi) icona e ambasciatore di fama ormai mondiale della cultura o delle subculture nipponiche (come ama chiamarle lui).
Dopo le mostre nei maggiori musei del mondo, dopo la fortunata collaborazione con il colosso Vuitton per il quale ha creato una serie limitata e carissima di borse (quelle con la ciliegia per capirci), da domani 14 settembre, Parigi ancora una volta ospita una personale dell’artista nei palazzi e nei giardini della Reggia di Versailles.
Esposizione certamente eccezionale che a più di qualcuno farà storcere il naso, ma il cui spirito è espresso bene dalle parole del curatore dell’esposizione Laurent Le Bon, :
“Murakami a Versailles è una passeggiata, un percorso, un itinerario nel paesaggio-territorio di Versailles.
Per la sua prima grande retrospettiva in Francia, l’artista presenta in quindici sale e nei giardini molte delle sue maggiori opere (....)
quello che ci ha guidato in questa esperienza unica di tre mesi è stato evitare di riproporre l’arte contemporanea integrata al monumento storico; ri-scoprire un luogo; unirsi ad un artista vivente e alle sue emozioni, provocare piacere.
Affidarsi a uno dei migliori artisti contemporanei per svelare un’altra Versailles, la Versailles monumento vivente di oggi,  questo è l’intento della mostra. La finalità è far riscoprire ai visitatori il piacere di passeggiare nei nuovi labirinti di Versailles e divertirli nel vero senso della parola,  al di là dei luoghi comuni”
(-traduzione dal francese di neve*sottile–)
Murakami a Versailles  dal 14 settembre al 12 dicembre 2010, 
Grandi appartamenti e Galleria degli Specchi inclusi nel percorso di visita
euro 15 Tutti i giorni tranne il lunedì 
Per vedere un po’ dell’opera di Murakami Takashi qui
foto di BFLV