Cupole bianche contrastano con muri rivestiti di lucida pietra nera vulcanica, l'ossidiana, e caratterizzano il paesaggio isolano, paesaggio che i panteschi, hanno nei secoli trasformato e dove i dammusi, gli appezzamenti di terreno con le coltivazioni di capperi e di uva zibibbo stanno li a raccontare un'intera economia.
Africa anche nei piatti, dove il cappero e il passito regnano sovrani, ma dove ha uno spazio tutto suo una variante isolana del cous cous, il cous cous di pesce. Pantelleria ha molto da offrire. Un mare scuro ma pulito, una costa rocciosa, difficile, a tratti impervia, dove l’accesso al mare non è mai semplice. Il mare qui non ha la trasparenza gaia dei fondali sabbiosi., il refrigerio si deve conquista a fatica. Che belle però Cala Cinque Denti, Cala Cottone, Punta Spadillo con il Laghetto delle Ondine, Cala Levante e Cala Tramontana, e Cala dell’Elefante, dove il tempo ha creato un maestoso arco di pietra che si getta in questo mare dai colori cupi e dai riflessi smeraldo.
L’interno isola e la natura di Pantelleria valgono da soli viaggio.
La Pantelleria più bella, non è quella del mare, ma quella della montagna, delle contrade disordinate che punteggiano come fiori di scisto la campagna chiusa dai muretti a secco.
Pantelleria si gusta meglio all'interno, a Monastero, per esempio dove lo scintillio del mare è solo un riverbero e l'ombra della valle asseconda i pensieri.
Mi verrebbe da dire che Pantelleria è come il suo prodotto più conosciuto, il passito, liquore caldo e mieloso. Pantelleria è come il suo distillato più famoso, è un'isola da meditazione. I colori della roccia contrastano con il verde cupo dei pini di Montagna grande, con il verde delle piante dei capperi e l’oro dei grappoli d’uva.
Si può andare a zonzo per le contrade dove il tempo sembra essersi fermato, si può camminare su di uno dei tanti sentieri che attraversano l’isola alla ricerca di testimonianze antiche e dammusi moderni.
Si può far visita ad un’azienda agricola e assaggiare il vino bianco che qui chiamano Catarrato, oppure puntare diritti verso la grotta del Bagnoasciutto, la grotta di Benikulà, dove si può fare una sauna gratuita e salutare in uno spacco di montagna.
Si può fare molto oppure niente a Pantelleria, perchè il tempo qui ha un altro respiro.
A Roma comincia a fare freddo solo ora. Mi riscaldo con qualche scatto di questa estate, lontanissima ormai.Entra nelle foto e lascia che ti arrivi il profumo di capperi e zibibbo. E godi degli scorci e di architetture di luce di un'isola straniamente bella, Pantelleria.
Pantelleria…Uno dei posti più affascinanti mai visti. Mi piacerebbe ritornarci, soprattutto fuori stagione…Belle foto.Qui ne avevo parlato: http://storieinutili.blogspot.com/2008/08/sicilia-pantelleria-2008.html
Si mi ricordo che ti era piaciuta particolarmente. Hai ragione. Isola difficile, ma intensa e pure vippona (ma non è per questo che io ci vado…:)Ciao