Please don’t let me be misunderstood

L’hanno scritta per Nina Simone ma il successo  è arrivato un anno dopo con gli Animals.
Please don’t let me be misunderstood la canzone, correva il 1964. 
Le posto tutte e due,  la versione degli Animals per la voce super-secsi  e il ritmo blues-psichedelico di Eric Burdon ((ne fanno ancora di cantanti così?) e la versione Nina Simone perchè affonda le dita nel cuore. Enjoy.

Le dedico a tutti quelli che con o senza casco domani manifesteranno il loro dis-senso per le strade di Roma. E finalmente qualcosa si muove.

Il falco e la quaglia

E’ una settimana che ci scassano con lo scellerato di Scilipoti.
Scilipoti di qui, e Scilipoti di la, e basta con questo teatrino. Lo abbiamo capito chi è, basta ascoltarlo.
E che è tutto sto accanimento? Ci fosse stato solo lui a fare il salto della quaglia.
Perchè non partono gli inviati speciali e i report d’assalto ad intervistare che so, per esempio un  Massimo Calearo e magari anche colui che al tempo, non molto tempo fa, in verità,  lo scelse come capogruppo PD per il Veneto, e cioè sua santità Walter Veltroni?
Perchè, qualcuno potrebbe rispondere, il Calearo non è una quaglia, ma il falco della Confindustria.

Got my Smile !

Nina Simone – Aint got no / I got life – 1968
 Nina Simone e l’energia di questa canzone. Enjoy.
Ain’t got no home, ain’t got no shoes
Ain’t got no money, ain’t got no class
Ain’t got no friends, ain’t got no schooling
Ain’t got no work, ain’t got no job
Ain’t got no man

What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away

I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex

Ain’t got no father, Ain’t got no mother
Ain’t got no children, Ain’t got no faith
Ain’t got no hearth, Ain’t got no water
Ain’t got no ticket, Ain’t got no token
Ain’t got no man

What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away

I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex

I got my arms, I got my hands
I got my fingers, Got my legs
I got my feet, I got my toes
I got my liver, got my blood

I’ve got life , I’ve got my freedom
I’ve got the life

La donna secondo Shiseido. L’evoluzione dell’immagine femminile dal periodo Meiji ad oggi

Pubblicità Shiseido alla mostra internazionale del Cinema di Roma, novembre 2010.

Solo qualche pannello per illustrare i modelli femminili che hanno cavalcato i centocinquantanni più veloci della storia giapponese

Seconda metà ottocento. Gli albori. La donna è ancora Ukiyoe, un’ immagine del mondo fluttuante
 
Fine ottocento. Transizione.  La nuova Tokyo con palazzi e treni e la nuova donna, ancora bidimensionale ma a la mode del tempo.
Anni venti. Art Deco e l’internazionalizzazione, la donna  moderna è raffinatezza.
Anni sessanta, eleganza discreta e glamour hollywodiano
Anni settanta,  la donna è protagonista e  non ha paura di nulla, neanche del sole
La donna oggi.  E’ quel che vuole essere.

Questione di tempo

Signorina, con chi ha visto il film?
In compagnia…
Si, ma in compagnia di chi?
In compagnia maschile…
Marito o fidanzato?
Fidanzato
A beh allora ho qualche speranza..
E mi dica fidanzato da meno o più di sei anni?
Più di sei anni
Benissimo, allora ho molto speranze!
Ah si? E perchè?
Dia retta signorina, se è fidanzata da più di sei anni lui non la sposerà mai
…si fidi sono un uomo e so come funzionano queste cose,
 ( ridendo) …non la sposerà mai.
Dice?
Dico.

Scambio libri

More about Oishinbo: Ramen and Gyoza

More about Oishinbo: Fish, Sushi and Sashimi

Se vi interessano la cucina giapponese e il fumetto vi consiglio la serie Oishinbo di Tetsu Kariya.  Saprete tutto sulla mania dei giapponesi per il cibo in ogni sua forma, dalle creature marine alle foglie degli alberi.
Della serie pubblicata in inglese ho 3 volumi : Japanese Cuisine, Ramen and Gyoza, Fish, Sushi and Sashimi. Domani li trovate al mercatino.

Li vendo come usati ma li posso scambiare con altra letteratura giapponese o sul Giappone in generale.

A cena in giro per Asia e isole (aggiornamento con foto)

Stasera ho amici a cena. Stasera si viaggia.
Non capisco quelli che per un invito te rifilano una bella lasagna, o gli spaghetti  funghi e salsiccia.Così si va troppo sul sicuro. Un po’ di fantasia ci vuole.
Io, che ieri sono stata tutto il pomeriggio a far la spesa a piazza Vittorio proporrò questo itinerario.

– Prima tappa all’isola di Pantelleria con crostini caldi al Pesto isolano (pomodoro, capperi e origano)
– Un assaggio di India con caldi e croccanti Pappadams indiani.
– Un puntata in Giappone con la zuppa di Miso di alghe wakame, tofu e erba cipollina.
– Un tuffo in Tailandia con Panang di gamberi e verdure accompagnato da riso bianco profumato.
– Una divagazione in Cina con verdure miste saltate piccanti (funghi, insalata, germogli di soia, cavolo verza)
– Un probabile rientro in Italia con il dolce, che porteranno i miei ospiti e che divoreranno con insolito appetito :)

Il tutto accompagnato da vino bianco di Sardegna e Passito di Pantelleria.
La zuppa di Miso non l’ho mai preparata in vita mia, ma ho letto la ricetta. Per il resto che qualcuno mi assista perchè credo che dopo questa cena  non dovrò più preoccuparmi di inviti  per un po’.
A bientot avec les photos!

Questo è la zuppa di miso, traslucente di tofu e alga wakame. La star della serata per me, riuscita bene, fatta con dashi, pasta di miso, porro al posto dell’erba cipollina e un’aggiunta di zenzero.

Questo il panang di gamberi che doveva uscire leggermente più cremoso accompagnato da fragante riso bianco thai.