Buone Feste!!!!

Oggi 23 dicembre, mentre Roma corre impazzita da un posto all’altro, trovo il tempo, ma soprattutto la voglia di fare l’albero di Natale.
Mi è sempre piaciuto questo simbolo di abbondanza e properità, di ricchezza e naturale allegria.
L’albero, che secondo me può essere di qualunque materiale, non deve essere piccolo. Alla larga dai quei cosi rinseccoliti messi sui televisori, piccoli e storti.
Mi spiegate a cosa servono quei poco più che bonsai che così spesso si vedono in giro? Ti dicono che è il simbolo che conta. Palle. A parte che il micro albero è di una tristezza infinita, ma poi se simbolo beneaugurante deve essere, se ricchezza deve portare, allora esagerare no, ma almeno abbondare.
Bandite quei rametti secchi da sopra le scrivanie , prendete un bell’alberone e scatenate la fantasia.
L’albero di Natale augura ricchezza, frutti maturi, è la preghiera affinchè la primavera sia ricca di doni, che dopo il freddo inverno segua la gioia del calore. Quindi, un bell’albero, oltre che grande (il mio sogno sarebbe averne uno alto fino al soffitto), e stracarico di tutto quello che vi piace, deve brillare, anzi abbagliare.
Il massimo poi sarebbe quello di metterlo vicino alla finestra, così da mostrarlo a tutti così da permettere a tutti di goderne la vista e alleggerire lo spirito.
Il mio passatempo preferito in questo periodo è stare col naso in su a cercare dietro le finestre accese, tra le tende il luccicore degli alberi di Natale.
Ma ahivoglia a guardare. Sono poche le finestre che hanno un albero da offrire.
Ogni tanto però ci si imbatte nella generosità degli alberi sui balconi. Che belli che sono, ingioiellati da collane di palle colorate grosse e sfaccettate. Si accendono e spengono solitari e ganzi sui balconi di Roma.

A Roma il Tevere è carcerato


A Roma abbiamo il fiume. Lo sanno tutti, ma lo conoscono in pochi.
Si perchè a Roma il Tevere è carcerato. Imprigionato com’è tra i muraglioni costruiti alla fine dell’800 per difendere la città dalle piene invernali, il fiume di Roma è finito per essere dimenticato dai suoi stessi cittadini. Scorre dimenticato, incanalato tra due muri alti di pietra, solo i platani del lungotevere
sembrano tendergli qualche ramo.
Eppure Roma dal Tevere è tutta un’altra cosa. Lungo il fiume vive un’altra città, fatta di circoli sportivi, di pescatori solitari, di chiatte abbandonate e di senzatetto organizzati lungo gli argini o sotto i ponti. Roma dal fiume appare lontana e diversa, silenziosa, quasi campagnola.
Per godersi Roma dal fiume il modo migliore è percorrere gli argini in bici. Qua e la’ il fondo non è dei migliori ma si può fare. Si può partire da Saxa Rubra a nord di Roma dove si passa accanto ad ex insediamenti industriali e si costeggiano i centri sportivi della Roma bene.
Qui gli argini sono bassi, il fiume è vicino, si vede e quasi si tocca l’acqua. Il paesaggio è decisamente campestre. Dopo Ponte Milvio gli argini si alzano e la città si allontana. I ponti uno dopo l’altro ci portano a Castel Sant’Angelo, ponte Sisto annuncia Trastevere e dopo l’isola Tiberina si può continuare oltre ponte rotto fino a raggiungere Testaccio e la zona ex industriale di Ostiense. Andando avanti si arriva quasi fino al mare. Le foto che posto sono state scattate esattamente un anno fa, ma il fiume è lo stesso e lo scorrere del tempo non si vede.

Un angolo di Giappone a Trastevere: l’Orto Botanico di Roma


Nel cuore di Roma, proprio sotto le pendici del Gianicolo, l’Orto botanico , ospita tra un bosco romano, serre tropicali e palme nane, un angolo di estremo oriente.

In cima alla collina di Villa Corsini, da dove si scorge Roma con i suoi palazzi e il fontanone dell’Acqua Marcia vi sorprenderete di trovare un piccolo ma ben curato giardino di concezione giapponese.

Ci sono pitosfori ben tagliati, uno stagno con due ponticelli in pietra, la lanterna e qualche masso ben piazzato. Tanti aceri e anche un padiglione in legno da dove godersi la città da una prospettiva inusuale.

Ci sono anche i ciliegi, la fioritura è già passata, ma per gli aceri che si incendiano in autunno c’è ancora tempo.


Si entra dalla parte di Trastevere, largo di villa Corsini. Domenica e festivi chiuso. Ingresso 4 euro. Uno dei posti più tranquilli e meno conosciuti della città.

Roma, via Garibaldi

Una delle strade più belle di Roma, via Garibaldi. Parte da Trastevere, all’altezza dell’arco di Settimiano, da dove partono anche via di Santa Dorotea e via della Scala e sale su su fino al Gianicolo. E’ pavimentata a Sanpietrino, e guai chi lo tocca, una delle strade che preferisco, con quell’aria un po’dimessa, da campagna, da fuoriporta che gli è rimasta addosso. Fotografata, oggi 25 aprile, 62° anniversario della Liberazione. La strada è stata anche immortalata nell’episodio finale, quella della bottiglia d’olio nel film di Carlo Verdone, Bianco, rosso e Verdone.
One of more beautiful street in the heart of Rome, Via Garibaldi, in the old Trastevere quarter. This is one of my favourite spot in the eternal city. As it lies down the Gianicolo Hill, it looks like a countryside old street. Must see

L’acqua di Roma

Una delle cose che più mi piace di Roma, è farmi una bella passeggiata in bicicletta nel centro storico.
La bici mi da una sensazione di libertà che non ho con la macchina e nemmeno con il motorino. Mi sento un pedone dotato di superpoteri….posso camminare sulla strada e sui marciapiedi, supero con una leggiadra scampanellata chi suda sette camicie correndo, pedalo, mi fermo, pedalo, pedalo, pedalo finchè non incontro una salita, allora mi fermo.
Sono una turista della bicicletta, una profana, non uso calzoncini ne’ caschetto anti urto, però mi diverto un sacco. Cambio itinerario a seconda dell’umore, alcuni posti mi ispirano più di altri, insomma in bici mi sento sempre in vacanza.
Oggi 25 aprile poi è la giornata ideale per andare in bici. Così ideale che ho rischiato di rimanere a piedi, perchè al parco di Capoprati, vicino Ponte Milvio tutti sembrano aver avuto la mia stessa idea. Anche se tanti romani sono andati fuoriporta a sforchettare, o a stendere un asciugamano al mare, la città è comunque affollata. La temperatura è oramai estiva, e i ristoranti del Rione Parione  sono pieni all’inverosimile. A zonzo senza metà mi è venuta sete. Roma per l’acqua è una città veramente democratica, basta guardarsi intorno e all’angolo di una strada si vedrà ben presto un “Nasone” , una fontanella in ghisa con una caratteristica cannella (il nasone appunto) dotato di un foro per bere. 
I nasoni, sono la versione popolare delle fontane monumentali di cui Roma è piena.  Quindi non perdete tempo nei bar a farvi dare una bicchiere d’acqua, che poi cercano sempre di darvi quella minerale, e voi dovete precisare, che no, volete quella di rubinetto… Bevete la migliore acqua del mondo direttamente dal Nasone.


Tramonto al Gianicolo

Roma dal Gianicolo, il verde in primo piano è il giardino botanico di Villa Corsini, un posto molto piacevole dove fare una passeggiata, soprattutto in primavera. L’orto botanico, che si trova alle pendici del Gianicolo, raccoglie tra le tante varietà un giardino secco, palme di ogni tipo, serre con piante tropicali, un giardino dei semplici, platani centenari (un vero spettacolo) e anche un giardino giapponese! L’ingresso (a pagamento) si trova a valle, dalla parte di trastevere, tra il lungotevere e l’arco di settimiano, largo cristina di svezia, 24.