Menu delle Feste

Quest’anno ho avuto una splendida idea : invitare gente a cena la sera del 24! Non sono granchè abituata a cucinare per molte persone, quindi ho pensato che sarebbe stata una buona idea avvantaggiarmi mettendomi in cucina alle quattro del pomeriggio, per poi avere un po’ di tempo a ridosso della cena per rilassarmi. So’ stata 4 ore in cucina. Però che risultato. Avrei voluto fotografare le mie succulente pietanze, ma al momento del bisogno la macchinetta è sparita, quindi le foto che ho postato sono solo quelle della tavola imbandita per la festa e dove fa bella mostra di se un buonissimo bianco sardo, il Cala Luna, della cantina sociale di Dorgali, che abbiamo bevuto in allegria.
Il menu che ho pensato e cucinato non è particolarmente tradizionale, ho però rispettato la regola che obbliga per la vigilia di mangiare MAGRO.
Prima di tutto : Polpettine di cavolfiore
Come primo piatto: Orecchiette con cime di rapa, cozze e telline
Come secondo piatto: Orate al forno con patate
Dolce: Crema di Yogurth bianco con frutti di bosco e scaglie di cioccolato fondente.
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Buone Feste!!!!

Oggi 23 dicembre, mentre Roma corre impazzita da un posto all’altro, trovo il tempo, ma soprattutto la voglia di fare l’albero di Natale.
Mi è sempre piaciuto questo simbolo di abbondanza e properità, di ricchezza e naturale allegria.
L’albero, che secondo me può essere di qualunque materiale, non deve essere piccolo. Alla larga dai quei cosi rinseccoliti messi sui televisori, piccoli e storti.
Mi spiegate a cosa servono quei poco più che bonsai che così spesso si vedono in giro? Ti dicono che è il simbolo che conta. Palle. A parte che il micro albero è di una tristezza infinita, ma poi se simbolo beneaugurante deve essere, se ricchezza deve portare, allora esagerare no, ma almeno abbondare.
Bandite quei rametti secchi da sopra le scrivanie , prendete un bell’alberone e scatenate la fantasia.
L’albero di Natale augura ricchezza, frutti maturi, è la preghiera affinchè la primavera sia ricca di doni, che dopo il freddo inverno segua la gioia del calore. Quindi, un bell’albero, oltre che grande (il mio sogno sarebbe averne uno alto fino al soffitto), e stracarico di tutto quello che vi piace, deve brillare, anzi abbagliare.
Il massimo poi sarebbe quello di metterlo vicino alla finestra, così da mostrarlo a tutti così da permettere a tutti di goderne la vista e alleggerire lo spirito.
Il mio passatempo preferito in questo periodo è stare col naso in su a cercare dietro le finestre accese, tra le tende il luccicore degli alberi di Natale.
Ma ahivoglia a guardare. Sono poche le finestre che hanno un albero da offrire.
Ogni tanto però ci si imbatte nella generosità degli alberi sui balconi. Che belli che sono, ingioiellati da collane di palle colorate grosse e sfaccettate. Si accendono e spengono solitari e ganzi sui balconi di Roma.

Si parte

Domani si parte………… Come al solito mi pentirò subito dopo essere salita a bordo e mi strameledirò ogni volta che l’aereo scricchiolerà e dondolerà per una perturbazione. Eh si, perchè adoro viaggiare ma a 10000 metri da terra (ma a 10 sarebbe uguale) proprio tranquilla non sono. Già so che passerò buona parte del tempo con un occhio chiuso e uno aperto ad ascoltare ogni rumore e a scrutare le reazioni del personale di bordo ad ogni sobbalzo, e a imprecare ogni volta che si accenderà la luce delle cinture. Dopo un’infinità di tempo, mi rilasserò ovviamente a un’ora dall’arrivo, ma allora sarà troppo tardi per dormire. Pazienza, sarò felice di essere arrivata.