I bilancioni di Fiumicino

Foto di Neve*

“Il mare d’inverno è una foto in bianco e nero vista alla tivvù, è un’idea che la mente non considera” cantava Loredana Bertè in una vecchia canzone. Il mare d’inverno è un panorama in grigio e nero con sfumature verdi e blu. O almeno lo è oggi qui a Fiumicino.
Un bel mare in burrasca che si spacca in nuvole di schiuma bianca su bitumici frangiflutti neri.
Andando verso il vecchio faro, solitario e abbandonato si incontrano delle strane creature, immobili, alte e magre, degli enormi insetti con antenne e zampe conficcate nella roccia e braccia lunghe protese verso il mare. Sono i bilancioni, piattaforme sull’acqua, una versione semplificata dei trabucchi.


Vicino al vecchio faro di fiumicino ce ne sono in funzione ancora cinque o sei, mentre altri sono abbandonati, mangiati dall’incuria e dalla salsedine marina. Un peccato, perchè queste creature strane e affascinanti incantano con la loro danza marina. La loro rete si alza e si abbassa alla ricerca di banchi di pesci da intrappolare o intrabbuccare. Ed è un gesto antico, che si ripete infinite volte e che ipnotizza. Ti viene voglia di salire e partecipare, passeggiare sulla piattaforma di legno, entrare nella casetta a curiosare, arrivare fino in punta ed affacciarsi giù sul mare con un retino in mano ad aspettare che la rete risalga. Proprio con questo tempo e con questo mare.

Per capire cosa sono e a cosa servono i trabucchi

Foto e Collage di Neve*


La pesca dai Bilancioni di Fiumicino

Cliccate per vedere la danza dei trabucchi

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