Usagi Novembrini

Biscottini novembrini all’uva passa

Da Tokyu Handsu (il mitico Tokyu, otto piani di meraviglia) ho comprato le formine per biscotti. Roma oggi ha visto grandine e tanta pioggia, una bella scusa per rilassarsi a impastare e infornare la colazione di domani. Biscotti di riso e mais con uvetta passa.
Ingredienti:

150 gr di farina di mais
150 gr di farina di riso
1 tuorlo
120 gr di burro a pezzetti
70 gr di zucchero di canna
mezzo bicchiere di latte
una manciata di uva passa
un pizzico di sale
una bustina di lievito

Impastate le farine con il burro, aggiungete lo zucchero, il tuorlo e il latte e alla fine il lievito e l’uva passa. Fate una palla e lasciate riposare un pochino. Stendete una sfoglia di qualche centimetro e cominciate a “stampare”. Adagiate su una placca da forno imburrata e fate cuocere 20 minuti a 180 gradi.

Tadaima!

Tadaima! Eccomi tornata. In realtà già da quasi una settimana, ma sono stata travolta dagli eventi. Devo fare una montagna di cose, tra cui scaricare qualche centinaia di foto, riordinare le idee e sopravvivere alla Cai. In questi giorni non ho avuto tempo di fare niente se non seguire da vicinissimo la vicenda di mamma Alitalia. Ma Minnasan sono proprio qui ora (tada ima) e non me ne andrò per un bel po’ di tempo, quindi
a prestissimo, Neve*.
Posted by Picasa

Fico assim sem voce

Più passa il tempo, più mi piace il portoghese, così vocalico, morbido e scuro. Così adatto a cantare e raccontare storie, così vibrante di suoni e denso di dolore, il portoghese lingua d’amore.

Avião sem asa, fogueira sem brasa, Sou eu, assim sem você (aereo senza ali, fuoco senza brace, così sono io senza te)

Futebol sem bola Piu-piu sem Frajola Sou eu, assim, sem você… (calcio senza palla, Titti senza Gattosilvestro così sono io senza te)

Porque é que tem que ser assim? (perchè dev’essere così?)

Se o meu desejo não tem fim Eu te quero a todo instante ( il mio desiderio non finisce, ti amo in ogni istante)

Nem mil auto-falantes Vão poder falar por mim… (nemmeno mille altoparlanti potranno parlare per me)

Amor sem beijinho Buchecha sem Claudinho Sou eu, assim, sem você (amore senza bacio, Buchecha senza Claudinho così sono io senza te)

Circo sem palhaço Namoro sem amasso Sou eu, assim, sem você… (un circo senza pagliaccio, un amore senza abbracci così sono io senza te)

Tô louco pra te ver chegar Tô louco pra te ter nas mãos (divento matta per vederti arrivare, divento matta per tenerti le mani)

Deitar no teu abraço Retomar o pedaço (per abbandonarmi nel tuo abbraccio e riprendermi il pezzo)

Que falta no meu coração… (di cuore che mi manca)

Eu não existo longe de você E a solidão, é o meu pior castigo (non esisto lontano da te e la solitudine è il mio peggior castigo)

Eu conto as horas pra poder te ver Mas o relógio tá de mal comigo… (conto le ore per vederti ma l’orologio ce l’ha con me)

Por que? Por que?

Neném sem chupeta Romeu sem Julieta Sou eu, assim, sem você (un bimbo senza ciuccio, romeo senza giulietta, così sono io senza di te)

Carro sem estrada Queijo sem goiabada Sou eu, assim, sem você… (una macchina senza strada, formaggio senza marmellata, così sono io senza te)

Porque é que tem que ser assim? (perchè deve essere così)

Se o meu desejo não tem fim Eu te quero a todo instante (il mio desiderio non finisce e ti desidero in ogni istante)

Nem mil auto-falantes Vão poder falar por mim… (nemmeno mille altoparlanti potranno parlare per me)

Eu não existo longe de você E a solidão, é o meu pior castigo (non esisto lontano da te e la solitudine è il mio peggior castigo)

Eu conto as horas pra poder te ver Mas o relógio tá de mal comigo (conto le ore per vederti ma l’orologio ce l’ha con me)

****

…. non esisto lontano da te e la solitudine è il mio peggior castigo….

adriana calcanhotto

I miei primi biscotti

Ci sono cose che non fai perchè pensi di non saper fare e cose che non sai fare, e quindi non fai. I biscotti rientrando nel primo caso pensavo di non saperli fare. In realtà non che me ne fregasse in particolar modo. E invece…..eccheli qui! Belli tondi e speriamo pure buoni.
Golosa soprattutto di salato e fondamentalmente pigra, l’idea di intrugliare per più di mezzora tra nuvole di farina, uova e burro mi ha sempre frenato ma sarà la voglia di dolce, o una certa smania di manualità che mi ha preso insieme alla voglia di provare cose nuove, mi sono decisa un pomeriggio (oggi) a cimentarmi in quest’opera titanica: biscotti frollini alla farina di riso con granella di nocciole. Sembra una cosa complicata e invece no. Io sono contenta e il mio medagliere di dolci adesso oltre al solitario ciambellone (che ho ricevuto in dote da mamma, con la variante ciambellone alle mele) annovera anche i MIEI PRIMI BISCOTTI :)

Questi gli ingredienti. La ricetta trovata su internet è stata rivista e corretta, primo perchè sono molto poco precisa secondo perchè mi piace cambiare le cose in corsa.

-150 gr di farina bianca
-200 gr di farina di riso
-130 gr di zucchero di canna integrale
-140 gr di burro
-1 uovo intero
– mezza bustina di lievito sciolta in un po’ di latte
– granella di nocciole per decorare
– un pizzico di sale (non so se serve a qualcosa, ma mi piace pensare di si)

Modus operandi: (molto a modo mio e in ordine sparso)

Mettere le due farine a fontanella e aggiungere il pizzico di sale. In una terrina mettere lo zucchero e aggiungere l’uovo. Amalgamare. Aggiungere il composto alla farina insieme al burro fuso ma non bollente. Impastare in modo da ottenere abbastanza velocemente la pasta frolla. Per ultimo inserire nell’impasto un bicchierino di latte con dentro mezza bustina di lievito, continuare ad impastare finchè non avrete ottenuto un impasto bello unto ma compatto. A quel punto stendere e ottenere una sfoglia di un cm circa (molto circa) e cominciare a fare i biscotti. Io ho usato un bicchiere piccolo. Adagiare su una placca rivestita di carta da forno, spolverare i biscotti con la granella di nocciole ed infornare a 180° per 15 minuti (mi raccomando forno già caldo).
Fatto. L’odore che gira per casa è wunderbar (come direbbero i tedeschi), dopocena sentiremo il sapore. Ciao

Nostalgia d’estate: boulgour con formaggio e ceci

Questo l’ho ho fatto un po’ di tempo fa, non molto in realtà, forse meno di un mese, ma la differenza di temperatura di questi giorni a Roma fa sembrare l’estate un ricordo sbiadito ormai.

E’ un piatto unico, veloce e piuttosto completo. Ingrediente base il Boulgour, il grano cotto e spezzato tanto utilizzato nella cucina mediorientale. Lo preferisco al cous-cous, perchè mi sembra più leggero e digeribile.

Questa insalata di boulgour si può mangiare calda oppure fredda.
Si mette il boulgour che trovate nei negozi di alimenti biologici, nei negozi intorno piazza Vittorio oppure da Castroni a bagno in acqua tiepida e lo si lascia rinvenire per circa 20 minuti. Poi si mette a cuocere un altro quarto d’ora in acqua salata. A questo punto lo si lascia riposare qualche altro minuto in modo che si gonfi ben bene, si scola e si passa al condimento. Io per questa insalata estiva ho utilizzato :

Ceci, formaggio pecorino sardo tipo fiore, olio extravergine di oliva, pepe e basilico.

Un’ossessione tutta giapponese: le stagioni


Dalle Note del guanciale di Sei Shonagon, dama del decimo secolo alla corte dei Fujiwara, posto il capitolo sulle stagioni. Già più di mille anni fa l’animo giapponese era sensibile al ciclo della natura.

Caratteristiche piacevoli delle stagioni, secondo Sei Shonagon

L’aurora a primavera: si rischiara il cielo sulle cime delle montagne; sempre più luminoso, e nuvole rosa si accavallono snelle e leggere.
D’estate, la notte: naturalmente col chiaro di luna; ma anche quando le tenebre sono profonde. E’ piacevole allora vedere le lucciole in gran numero rischiarare l’oscurità, oppure distinguere solo le luci di alcune di loro. Anche quando piove la notte ha un suo fascino.
Il tramonto in autunno: malinconico quando i raggi del sole calano obliqui dalla vetta (….) e i corvi a gruppi di due, di tre, di quattro si affrettano disordinatamente al nido; (…) L’armonia del vento e il ronzare degli insetti, quando il sole è calato, infondono una dolce tristezza.
D’inverno, il primo mattino: bellissimo inutile dirlo, quando cade la neve. Bello è anche il candore della brina; oppure riattizzare il fuoco rapidamente, quando il freddo è più intenso e attraversare le sale portando il carbone (…..) “

Edizioni Oscar Mondadori
a cura di Lydia Origlia

Per addolcirmi la giornata

In questo preciso istante sgranocchierei untuosissime patatine, salate, magari pure un po’ bruciacchiate, invece sgranocchio mele essiccate! Qualche anno fa in austria le ho assaggiate in un mercatino di prodotti biologici e purtroppo non le ho più trovate. Poi una sera mi sono messa a smanettare sulla rete e sono incappata in lebe-gesund che tra le altre cose vende Apfelchips, mele affettate e disidratate, senza zucchero aggiunto. Una vera ghiottoneria da addentare senza starci troppo a pensare. Il sito è completamente in tedesco, ma non è un problema individuare le mele ed ordinare online. La spedizione è ultra veloce e a prezzi onestissimi.

Ristoranti giapponesi a Roma: Autunno e Lunch Set da Hamasei



Foto e Collage di Neve*



Oggi è sabato, Roma regala ancora giornate calde, cieli alti di nuvole barocche, l’affaire Alitalia è agli sgoccioli e io mi concedo una pausa giapponese in questa città molto poco cosmopolita.
Pranzo da Hamasei. Nel panorama piuttosto affollato di ristoranti giappo, pseudo giappo, approssimativamente giappo, Hamasei è un punto fermo.
Sta là in via della Mercede, tra piazza San Silvestro, piazza di Spagna e via del Tritone dai lontani anni 70, pioniere della cucina orientale in una città tradizionalista e caciarona come Roma.
Hamasei resiste e si rinnova. Tra i giapponesi romani è il più tradizionale e il più grande ristorante di Roma. Ora è ancora più grande, ed offre oltre ad una sala tatami, un nuovo sushi bar (che stanno ultimando), diversi ambienti e nella parte nuova c’è un lungo tavolo per avventori singoli con una grande zona di tavolini per due. L’arredamento seppur minimalista è caldo. Come tutti i giapponesi non è particolarmente economico, ma se ci andate all’ora di pranzo con 15 euro si può scegliere tra quattro tipi di Lunch Set : sushi-sashimi-salmone alla griglia- tonkatsu, la cotoletta di maiale.
Il sushi e il sashimi set sono i più richiesti e si capisce il motivo, una qualunque vaschetta di sushi anche take away (nei supermercati o da Daruma) non costa mai meno di 10 euro. Qui nel vassoio trovate anche un antipasto, sottoaceti, una ciotola di misoshiru e un po’ di frutta. Potete mangiare in pace, seduti in un bell’ambiente e serviti da personale efficiente e discreto. Che volete de più? Le bevande sono a parte, ma una teiera di te verde costa 3 euro.
Hamasei, via della Mercede, 35 Roma tel. 06 6792134

Foto di Neve*

Nuvole barocche sull’isola Tiberina

Muji a Roma, il no brand superbrand.


Me ne sono accorta tardi. E’ più di un mese che ha aperto il primo negozio Muji della capitale! Ci sono stata ieri. A via del Tritone 199, dove prima c’era le pain quotidien oggi c’è MUJI. Non grandissimo, e secondo me anche in posizione poco felice.
Da che mi ricordi quel pezzo di via del Tritone è sempre stato abbastanza sfigato dal punto di vista commerciale. Zona di passaggio (soprattutto di autobus e taxi), ad alta concentrazione turistica (a due passi c’è fontana di trevi) ma marciapiede angusto e tratto di strada che non invita a passeggiare.
Ma Muji non ha bisogno di presentazioni e sarà un successo anche dove lo hanno aperto.
Colori del negozio rosso scuro, grigio, acciaio. Oggettistica personale e per la casa bella, funzionale, elegante, dal design minimalista, mooooolto giappo.
Rispetto ai negozi nella madrepatria, l’assortimento di Roma è piuttosto sacrificato, ma tant’è e ci accontentiamo. Sono sicura che apriranno un altro punto vendita, perchè sarà un successone. Magari non in zona ZTL e con la superficie che merita.
Nota dolente i prezzi. Rispetto a Muji Giappone mediamente il doppio, qualche volta di più, ma fa niente c’è tale fame di cose belle e dal design pulito che i romani non ci faranno caso.
Questo il sito http://www.muji.net/ con la possibilità di acquistare anche on-line.