Cime tempestose Wuthering Heights

Il rito del post precedente non ha funzionato. Piove.
Il
paesaggio intorno casa assomiglia sempre più alla brughiera inglese, ieri sera ho apprezzato la fotografia e i paesaggi verde smeraldo del Pembrokshire del film Robin Hood, perciò beccatevi Kate Bush (a genius), inglese del Kent, e la sua Wuthering Heights, singolo del 78 che la catapultò in vetta alle classifiche inglesi. Buon ascolto.

Bandiere blu 2010

In Sardegna ci sarebbero solo due (????) spiagge che si meritano
la bandiera blu del FEE secondo la loro classifica del 2010.

Ma il FEE quali criteri usa?

Lazio, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto prima della Sardegna o della Puglia, o della Sicilia??? Ma per chi sono queste classifiche? Chi le fa? Perchè? A guardare ‘sta classifica io me so risposta da sola. Altro che bandiera blu, qui bisognerebbe alzare bandiera bianca.

Io al colore delle bandiere continuo a preferire quello del mare.

Video con foto scattate lo scorso anno nel Golfo di Orosei, Sardegna, quelli del FEE devono sapere che non ci sono bandiere a sventolare.

FEE ti meriti un bell’ ADIUS (sempre alla maniera di Ciampi)

Giappone Super Hotel


Super Hotel Tokyo
Originally uploaded by Thomas Birke

Su YENFORLIVING, il blog del The Japan Times ho trovato un articolo interessante che spero possa essere utile per chi è alla ricerca di indirizzi per dormire a Tokyo e altrove.


Tra le numerose catene dei business hotel in Giappone la catena dei SUPER HOTEL è risultata da un sondaggio tra le più gradite in assoluto. La catena ha 92 alberghi in tutto il Giappone e i prezzi sembrano alquanto convenienti: 4900 yen a notte per una singola colazione compresa ( giapponese o occidentale) . Nella maggior parte delle grandi città i prezzi sono più alti ma non così tanto.

Tokyo ad esempio ha dieci super hotel, il più caro dei quali si trova a Shimbashi mentre il più economico a Kameido .

Vale la pena? Se siete mai stati in un business hotel con le loro finestrelle, bagni di plastica e stanze minuscole sapete quello che vi aspetta, ma i Super Hotel, aperti per la prima volta ad Osaka nel 1989, offrono un po’di più.

Tutti i letti sono una piazza e mezza, 34 alberghi offrono bagni pubblici e molte stanze hanno wi fi gratuito.

Il superfluo di cui pensano si possa fare a meno consiste nell’aria condizionata negli ascensori e nella lobby, il personale (che è presente solo in alcune fasce orarie come 7-10 mattina e 15-24 pomeriggio) e i telefoni nelle stanze.

Particolarità dei Super Hotel

*Si paga solo in contanti, solo in yen e al momento del check-in (come in tutti i business htl).
* Dopo le 24 non è possibile fare il check-in.
* Niente animali
* Nessuno parla inglese
* Non si può rimanere in stanza tra le 10 e le 15
* No early check-in ne’ late check out



Qui il sito in inglese dei SUPER HOTEL

Corso di Sushi a Roma?

questo l’ho fatto io
Foto di Neve*

No a Parigi. E perchè a Parigi? Perchè Roma è città troppo tradizionalista e di corsi seppur amatoriali non ne ho trovati.
Ad onor del vero devo dire che ogni tanto la scuola del Gambero Rosso organizza serate (in media due o tre volte l’anno) dove si insegna il sushi…ma come dicevo li organizzano con molta parsimonia e ogni volta è impossibile partecipare. Esauriscono i posti in un batter d’occhio. Quindi dopo aver fatto un giro nella rete ho deciso che Parigi poteva andar bene per ovviare la lacuna capitolina.
Inutile dire che in Europa di corsi di sushi c’è n’è quanti ne volete. Basta cercare. Londra e Parigi si contendono la maggiori opportunità. Se ne organizzano per tutti i gusti.
Senza entrare nel merito della qualità pe farvi capire la differenza tra noi e l’Europa pensate che nella sola Parigi ci sono circa 100 ristoranti giapponesi,veri, mentre a Roma ci fermiamo a SEI : Hamasei, Hasekura, Sushiko, Sushisen, Bishobu Kobo, Rokko. Ce ne sono altri? No.
Per il mio battesimo di pesce crudo ho scelto di andare alla scuola Wasabi. Qui si organizzano corsi di cucina giapponese. Non solo la famosa polpetta con il pesce crudo ma anche altri piatti della tradizione. Ci sono corsi amatoriali e non.

I corsi amatoriali sono strutturati in moduli di due ore ciascuno e così suddivisi: corso di chirashi (la ciotola di riso con sopra fettine di sashimi e verdure), corso di nigiri (la polpetta vera e propria) e corso di maki (i rotolini di pesce, riso e alga).

Si può scegliere di fare un solo corso, due o anche tutti e tre. A me interessavano gli ultimi due, anche se il primo non è male se si vuole imparare a cuocere il riso.
Chiaro è che questi corsi sono amatoriali. Sono introduttivi, piuttosto pratici. Si impara un po’ a manipolare il riso e un po’ a tagliare il pesce. Insomma ci si orienta e alla fine si mangia quello che si è preparato. Ognuno il suo.
Wasabi (che è anche una pubblicazione periodica sulla cucina e sul Giappone oltre che a un sito ) è diretta da Patrick Duval e si trova in una bella zona di Parigi. Diciannovesimo arrondissment nel quartiere di Menilmontant a due passi dal parco di Buttes Chaumont da dove si gode un bel panorama della città.
La scuola (in realtà un grande locale con annessa cucina) è ospitata in un villino come se ne trovano a Roma alla Garbatella o al Pigneto in una strada che una volta era campagna ma ormai è città. Per darvi un’idea zona nord est di Parigi.
I corsi si svolgono ogni domenica e sono diretti da cuochi giapponesi, il che mi pare una condizione indispensabile. L’insegnante del corso era il signor Sakiguchi, sushi chef del ristorante Hanawa aiutato dalla gentilissima signora Murata. La lingua usata è stata un chiarissimo franco giapponese.

La cosa più difficile ? Considerando che il riso era già cotto e
il pesce era già sfilettato,e che quindi il più era fatto

fare le polpette senza ritrovarsi i chicchi di riso tra i capelli o nelle mutande è stata la cosa più difficile.
Io però mi sono divertita lo stesso.
Per chi volesse unire un fine settimana a Parigi con un tuffo in Giappone e per chi mastica un po’ di francese… 

 

qui il sito
Wasabi
40 Rue De Mouzaia
75019 Paris


Foto di Neve*