- Mi sono tolta le scarpe
- Ho conversato abilmente in una stanza in presenza di un’inquietante statua a grandezza umana adagiata su una delle più brutte poltone mai viste
- Me so’ bevuta una tisana al ribes che con la zuppa di lenticchie dal e il chapati non si sposa per niente
- Ho fatto la disinvolta quando mi hanno salutato con Hare Krisna, Hare Hare, Rama Hare (significa?)
- Ho lasciato ob torto collo una più che generosa offerta per un pasto che sarà stato pure spirituale ma che io ho trovato alquanto blando
- Mi sono intrattenuta a discorrere con un devoto dall’eloquio tranquillo e quasi ipnotico, e da costui ho pure accettato un libretto divulgativo pieno di saggezza che avrei pure sfogliato se
Tag: Roma sentieri metropolitani
Come le ciliegie
foto presa qui
Domenica ora di pranzo, due caffè di fronte al Circo Massimo, nella succursale del monteverdino Cristalli di Zucchero, locale piccolo tutto fucsia e gentilezza.
I caffè li accompagnamo con tre mignon tre, e scegliamo dalla vetrinetta gioielleria un cubo di guanajata, una cassatina sicula e un earl grey.
Un bel sorriso ci apostrofa “Solo tre ne prendete? Ma questi sono come le ciliege, uno tira l’altro”
Allora un altro sorriso risponde ” Si, però questi non costano come le ciliege…”
Voracità e Veracità romane
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| Roma dal Gianicolo, foto di Neve* |
“Ah Le’, ma che te sei preso?… Un caffè americano? Embè pe’ un caffè americano te piji 25 bustine de zucchero?
Aho’ so’ 25 bustine de zucchero! 25! E pe’ un caffè americano tu me usi tutto ‘sto zucchero?… A’ Le’ e a prossima vorta me le paghi ste venticinquebustinedezucchero.
Se mo’ qui tutti fanno come te e me useno tutto ‘sto zucchero io vado a rubba’, vado….“
Si è trattato più di un monologo che di conversazione.
Negozi orientali nella capitale : Korean Market
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| foto @nevesottile |
Il Korean Market è a due passi dalla stazione Termini, a Via Cavour 84, scendendo dalla stazione sulla sinistra subito dopo la basilica di Santa Maria Maggiore accanto ad una agenzia di viaggi ed un negozio di birra artigianale.
Verde Romano, Villa Doria Pamphili
***io vengo a guardare i pini,a toccare l’erba***
e a godermi l’atmosfera del Vivi BistrotVivi Bistrot
***Parco di Villa Doria Pamphili***
Roma
Acqua Pubblica: Pubblicità Progresso

E’ iniziata la raccolta di firme per indire il referendum per l’abolizione della legge che ha privatizzato l’acqua.
Partecipa, firma anche tu. Riprenditi ciò che è tuo, la libertà di partecipare e decidere. La democrazia.
Un progetto quello di speculare sull’acqua che viene da lontano.
Le leggi approvate nei mesi scorsi dal governo Berlusconi accellerano bruscamente la privatizzazione dell’acqua processo iniziato nel 2006 con il famoso Disegno di 772 detto Legge Lanzillotta (da l’allora ministro per le autonomie locali) che riordinava i servizi pubblici locali. Un disegno di legge che di fatto apriva al privato la gestione delle cosidette aziende municipalizzate (trasporti, acqua, gas, smaltimento rifiuti).
Quello che non era riuscito al governo Berlusconi nel 2002 è riuscito al governo di centro sinistra con buona pace di tutti. Un’abitudine ormai far fare al centro sinistra cose che al centro destra non riuscirebbero mai.
Qui il testo del disegno di legge che ha dato inizio a tutto presentato nel 2006 dal governo Prodi.
Il Disegno di legge 772 è stato presentato dal’allora Presidente del Consiglio PRODI, dal Ministro per le Autonomie locali LANZILLOTTA, dal Ministro dello sviluppo economico BERSANI di concerto col Ministro dell’interno AMATO col Ministro delle infrastrutture DI PIETRO e col Ministro per le politiche europee BONINO
Gli affari sono affari. Ma questi signori che ora fanno gli indignati dovrebbero spiegarci perchè hanno cambiato idea e perchè ORA gridano allo scandalo e perchè nulla dicono sulla legge di iniziativa popolare sull’acqua presentata nel 2007 e dimenticata.
Non c’è che dire, Un bell’esempio di coerenza e di politica.
Qui gli le date e la mappa dei banchetti.
Memorandum: Qui trovate il decreto del governo Berlusconi legge dell’agosto 2008 n. 122 (articolo 23bis) convertito poi nella legge 6 agosto 2008 n.133 modificato poi con il decreto legge del 25 settembre 2009 n.135 (articolo 15) che obbliga gli enti di gestione dell’acqua a privatizzarsi entro il 2013.
F-I-R-M-A-T-E
Oltre il canale, volare
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Dopotutto il mare è a due passi. Se ne sente l’odore. E quando sei su un aereo, decolli e guardi giù, ecco che vedi subito la città di Fiumicino, il Tevere, la sua foce, la spiaggia e poi a perdita d’occhio il lattiginoso blu del mare.
Oggi c’era vento da sud ovest, libeccio, e perciò il posto migliore per guardare gli aerei prima lampeggiare lontani, abbassarsi, barcollare un po’ e poi atterrare era a nord della pista di Fiumicino.
Per me è puro divertimento. Un gioco che ho imparato da piccola. Al quale papà mi ha introdotto nei lunghi pomeriggi d’estate e che mi ha insegnato l’attesa, la pazienza, l’immaginazione.
Gli occhi a frugare l’orizzonte con impazienza, a sbuffare fino a vedere comparire lontano un luccichio, guardare con ansia e stupore il puntino avvicinarsi ed ingrandirsi, spalancare occhi e bocca finchè una mano provava a toccare il cielo e l’aereo ti investiva con luce e fragore.
Cercare gli aerei all’orizzonte mi faceva pensare a rotte e paesi lontani.
Giovedì ho giocato di nuovo, ed era tanto che non giocavo così. Sono stata più di due ore a frugare tra le foglie degli alberi alla ricerca di fari in avvicinamento.
Acqua? Pubblica Grazie.
Fine poco onorevole di una molto onorevole compagna
La mia vecchia ma molto onorevole macchinetta fotografica è morta affogata nella toilette del baretto di via Appia di ritorno da una allegra pedalata. Quando ho sentito il plof non ci volevo credere. Mi sono girata incredula a fissare il bianco nitore del water e la sua acqua cristallina e ho scoperto che le Olympus non rimbalzano ne’ galleggiano.
Per un attimo ho pensato fosse meglio tirare l’acqua, poi mossa a pietà ho ripescato la poveretta con la mano, perchè non c’era niente di meglio in giro.
L-o s-o.
Troppo tardi la poverina era morta annegata. A casa ho provato a rianimarla anche con il phon. Niente.
Era meglio per tutte e due tirare l’acqua.
Adius (alla maniera di Piero Ciampi)
La spesa multietnica di Piazza Vittorio
Fino a qualche anno c’era solo Castroni. Le delicatessen a Roma si compravano solo li. Oggi non più. Il panorama in questa città che non cambia mai è cambiato e l’arrivo degli stranieri negli anni ha fatto si che oggi gli alimenti etnici si possano comprare in tante parti ma soprattutto in una zona ben nota di Roma: piazza Vittorio e vie limitrofe.







