Sabato 17 novembre, all’Auditorium di Roma cantava Gal Costa. Sono stata avvolta dalla calda e suadente voce di Gal, mentre quasi tutto il pubblico intonava a memoria la bossa nova di questa splendida interprete brasiliana. Avrei voluto parlare il portoghese per poter cantare con loro. E’ stata una serata dolcemente tropicalista. Da Youtube ecco “Wave” di Tom Jobin, da cantare insieme
Vou te contar, os olhos já não podem ver Coisas que só o coração pode entender Fundamental é mesmo o amor É impossível ser feliz sozinho
O resto é mar, e tudo que eu não sei contar São coisas lindas que eu tenho pra te dar Vem de mansinho a brisa e me diz É impossível ser feliz sozinho
Da primeira vez era a cidade Da segunda o cais(?), a eternidade Agora eu já sei, da onda que se ergueu no mar E das estrelas que esquecemos de contar O amor se deixa surpreender Enquanto a noite vem nos envolver
Winters cityside Crystal bits of snowflakes all around my head and in the wind I had no illusions That Id ever find a glimps of summers heatwaves in your eyes You did what you did to me, now its history I see Heres my comeback on the road again Things will happen while they can I will wait here for my man tonight, its easy when your big in japan
When your big in japan, tonight Big in japan, be tight, big in japan where the eastern seas so blue Big in japan, alright, pay, then Ill sleep by your side Things are easy when youre big in japan, when youre big in japan
Neon on my naked skin Passing silhouettes of strange illuminated mannequins Shall I stay here at the zoo Or shall I go and change my point of view for other ugly scenes You did what you did to me, now its history I see… Things will happen while they can I will wait here for my man tonight, its easy when youre big in japan
In una giornata grigia come questa, la fantasia e le atmosfere di questo film sono proprio quello che ci vuole. Per chi non lo conoscesse, consiglio vivamente questo film d’animazione Ghibli diretto da Hayao Miyazaki, uscito nel 2001. Musiche come sempre perfette di Joe Hisaishi.
La città incantantata rapirà tutti con il suo palazzo magico e i suoi abitanti buffi e indaffarati Architettura tradizionale e folletti saltati fuori dal mondo mitologico giapponese animano il film, mentre l’ eroina, la petulante e capricciosa Chihiro dovrà guadagnarsi la stima della strega YuBaba (nonna dell’acqua calda) se vuole sperare di tornare a casa con il papà e la mamma trasformati ormai in maiali. Ma Chihiro, non sarà sola, tra i personaggi incantati del ryokan con terme , ci sarà qualcuno che saprà aiutarla e forse amarla….
ima no watashi wa adesso totemo kanashikute sono molto triste namida ga lemie lacrime namida ga le mie lacrime NAMIDA GA le mie lacrime tomaranai no non riesco a fermarle anata to wakarete da quando mi hai lasciato watashi mo davanti a me me no mae ga davanti ai miei occhi ME NO MAE GA makkura na no non vedo che nero yappari anata wa dovevo immaginarlo che tu utsurigi na eri il tipo di uomo otoko no hito na no ne incostante anna ni watashi no koto dake wo ho creduto solo
suki da to shinjiteta di piacerti ano natsu no hi anata to quel giorno d’estate atsui hizashi no naka de quando abbracciati sotto il sole cocente kuchizuke shite sono ato mi hai baciato dakareta no wa e invece per te era solo tada no asobi na mon amour un gioco, amore mio hitoribotchi de atemonaku tutta sola vago per la città machi wo samayou no senza un posto dove andare namida afurete me no mae ga con gli occhi colmi dilacrime nannimo mienai non riesco a vedere niente wasurerarenai hito dakara sei indimenticabile totemo setsunai no è così dolorosa la koi no owari ga kuru koto wa fine di questo amore wakatte ita kedo lo so, ma ano natsu no hi anata wa ma non riesco a dimenticare hoshi furu sora no shita de le dolci parole d’amore
amai ai no kotoba wo che mi hai sussurrato watashi ni sasayaita quell’estate sotto
wasurenai mon amour un cielo di stelle cadenti hitoribotchi de atemonaku tutta sola vago per la città machi wo samayou no senza un posto dove andare namida afurete me no mae ga con gli occhi pienidi lacrime nannimo mienai non riesco a vedere niente yappari anata wa naturalemente dovevo sapere utsurigi na otoko no hito na no ne che tu eri un uomo volubile anna ni suteki na omoide ga e che tutti quei dolci tada kiete yuku noricordi sarebbe scomparsi ano natsu no hi anata no come quando quel giorno d’estate
ude no naka de watashi wa tra le tue braccia fremente amai yume wo minagara furuete sognavo
nemutta no languidamente sayonara mon amour addio amore mio hitoribotchi de atemonaku tutta sola vago per la città machi wo samayou no senza un posto dove andare namida afurete me no mae gacon gli occhi pieni di lacrime nannimo mienai non riesco a vedere niente mon amour amore mio mon amour amore mio mon amour tokyoamore mio, tokyo
Oggi è una giornata calda, troppo calda per essere una giornata d’aprile. La luce è già satura di colori e allora mi è venuta in mente la musica del film di Takeshi Kitano, l’estate di Kikujiro, un film tra i più commoventi che abbia mai visto. La colonna sonora, di Joe Hisaishi è perfetta, a tal punto da non saper dire chi, tra il film e la musica, abbia ispirato cosa. Il brano che posto è il più famoso della colonna sonora. Godetevelo perchè è rinfrescante come un Furin, il campanellino che i giapponesi d’estate appendono alle porte e finestre affinchè con la loro melodia rinfreschino e alleggeriscano un po’ dalla calura estiva.
Trovo la tv giapponese molto divertente, soprattutto la pubblicità. Gli spot sono molto originali e i jingle un vero spasso. Non mi stancherei mai di guardarli. Questo lo trovo particolarmente riuscito anche se un po’ inquietante. E’ stato girato ad Hong Kong ma è stato prodotto per il mercato giapponese. In realtà è un vero e proprio corto con una vera e propria sceneggiatura. Il verso del corvo, che riconoscerete, se siete stati mai a Tokyo, aggiunge una nota da brivido al finale.