Amibuz, il suono della foresta a Trastevere

Domenica scorsa al mercato di Porta Portese intenta nel mio solito giro ho sentito un cinguettar e un batter d’ali che a Trastevere, anche se vicino al fiume Tevere è molto difficile incontrare. Era l’uomo uccello Amibuz che cantava, suonava, danzava, recitava in diretta e per il piacere del variopinto popolo del Mercato.
Se una domenica mattina vi capita di udire da lontano il suono della fisarmonica, e il ritmo dei sonagli avvicinatevi state per incontrare One Tribal Bird Man, un artista di strada, un vero fenomeno.
Il pezzo è in francese e il titolo è les oiseaux.

Chiedo venia per la qualità del video colpa della mia vecchia olympus

Lisa Ono e la Bossa Carioca a Roma

Scoperta una notte a Tokyo facendo zapping in tv LISA ONO è una delle più famose interpreti di BOSSA NOVA giapponese.
Sospesa tra due continenti, Lisa Ono ha sangue giapponese ma anima carioca. E’ una raffinatissima cantante dalla voce calda e una delle più sensibili interpreti di musica brasiliana. Da noi poco o nulla conosciuta è invece molto popolare in Giappone, dove adorano il samba, il jazz, la bossa nova e in Brasile, dove è nata e cresciuta.
In occasione del suo tour europeo (in realtà solo Parigi) il 25 gennaio suonerà a Roma, all’ Istituto Giapponese di Cultura, ore 20.
Un’occasione unica, da non divulgare troppo :), per conoscere Lisa Ono e godersi un po’ di suadente Bossa Nova.
Il pezzo è una cover di un famoso brano mambo degli anni 50, QUIEN SERA’. Versione Lisa.
Enjoy.

Treggio anch’io

Ecco come promesso e ispirata dal bel post del Colonnello in storieinutili.blogspot.com/
questo è quello che sono riuscita a trovare tra i miei scatti.

Non è un granchè e ammetto la mia totale ignoranza in materia. Le macchine le considero solo se camminano, non guardo il colore figuriamoci il modello. Però, quando incontro modelli in lamiera, e mi capitano parafanghi lucenti, quando vedo targhe a 5 o 6 cifre, quando ci son di mezzo sedili in plastica similpelle nera allora mi accendo e guardo. A dir la verità non mi fermo alla macchina, mi interessa forse di più chi la guida.
Le macchine vecchie di divertono e mi emozionano.
Le tregge, come le chiama Venturik, esperto in materia e autore di un gran bel blog, le tregge alle quali sono più affezionata sono i modelli della mia infanzia, i modelli italici che mi riportano indietro, tanto indietro quando insieme a mia sorella usavamo ronfare alla grande soprattutto di ritorno da gite a bordo della Fiat 127 gialla canarino targata ROMA H69 di papà decorata con la bambola e i cuscini lavorati a uncinetto.
Pagherei per rivedere una 127 con il lunotto posteriore con i cuscini di uncinetto.
Le foto che ho postato, tranne la 600 scattata al Celio e dietro la quale mi sono messa a correre per poterla immortalare, sono state tutte scattate fuori Roma.
Cliccate per ingrandire.

Bianco Natale

Hiroshige Tsuya Beauties in the Fashions of the Four Seasons Trittico 1830 ca

Neve sul lago Shinobazu di Ueno

Hiroshige da ‘Dodici scene della capitale orientale’
Due donne nella neve
Neve in tutta Italia, aerei cancellati, porte dei treni bloccate (non per il troppo freddo, sono i treni che sono arrivati), ondata eccezionale di gelo, temperature polari, tempesta di neve. Come mai ogni anno mi sembra di sentire sempre le stesse cose? Ci fosse una stagione che va come dovrebbe. E invece viviamo di eventi straordinari, caldo, freddo, acqua, neve.
L’Italia paese in emergenza.
Hiroshige, ‘Le cinquantre stazioni della strada Tokaido’
Ediz. Hoeido 1831 ca
Kambara

Mercatino Giapponese Natale 2009 Circolo degli Artisti

Quest’anno è il mio primo mercatino, ma sarà come al solito imperdibile. Ho cose bellissime.
Il mercatino giapponese organizzato da Sakurashu ad ogni appuntamento si arricchisce di nuovi banchi, e penso sia diventato il migliore nel suo genere a Roma. Certo è privilegiato l’aspetto commerciale, però l’atmosfera che si vive è molto carina e si possono passare un paio d’ore in maniera diversa e divertente se amate il genere Kawaii, zakka o semplicemte vi piace gironzolare per mercatini. Questo è sicuramente differente dai soliti, spesso tristi che si vedono per Roma. Qui e qui le foto delle mie edizioni passate.
Vi aspetto domenica 20 dicembre al Circolo degli Artisti di Roma dalle ore 10. Ingresso 1 euro (e non mi chiedete perchè).

A due giorni dall’esame, un desiderio in bottiglia

Emiliana Torrini, Sunny Road dall’album Fisherman’s woman, rough trade 2005

Wrote you this I hope you got it safe
It’s been so long I don’t know what to say
I’ve travelled ‘round Through deserts on my horse
But jokes aside I wanna come back home
You know that night I said i had to go
You said you’d meet me On the sunny road
It’s time, meet me on the sunny road it’s time, meet me on the sunny road
I never married Never had those kids
I loved too many Now heaven’s closed its gates.
I know I’m bad To jump on you like this
Some things don’t change
My middle name’s still ‘Risk’
I know that night So long long time ago
Will you still meet me On the sunny road It’s time, meet me on the sunny road
It’s time, meet me on the sunny road
Well, this is it I’m running out of space
Here is my address And number just in case.
This time as one We’ll find which way to go
Now come and meet me On the sunny road

A tre giorni dall’esame

Foto e Collage di Neve*
A tre giorni dall’esame per il Noryoku Shiken 2 kkyu.
Il corso di preparazione dell’istituto di cultura di Roma è finito venerdì scorso. Otto lezioni per capire il pasticcio in cui mi sono infilata, da sola.
Basta il 60% di risposte esatte per passare l’esame. Semplice???
Dell’esame ho il terrore del famigerato DOKKAIBUN, una pagina intera scritta fitta fitta che ogni volta che la vedo mi prende lo sconforto, ossia la comprensione del testo e poi ça va sens dire i Kanji. Chiaramente le due cose sono strettamente legate. Chi ha i 1000 kanji in testa capisce il testo e risponde alle domande. Chi i mille ideogrammi in testa con relativi composti non ce li ha ne’ oggi ne’ domenica si affiderà al fattore culo e all’ OMAMORI blu per superare esami comprato apposta al Meiji Jingu di Tokyo.
Da una previsione cautamente ottimista ho il 50% dell’esame in tasca. Non temo la grammatica e l’ ascolto, anzi punto su questi. Devo lavorare sul dieci per cento che mi serve a svangare l’esame.
Sarà un esame giocato sul filo di lana, lo so. Un esame che se passerò come dicono loro, sarà GIRI GIRI.
Fatemi in bocca al lupo!

Foto e Collage di Neve*
Mi devo ricordare della matita HB.

Le zampe d’orso a Shinjuku

Le stradine intorno al tempio di Hanazono agli inizi di novembre sono stipate di bancarelle cariche di migliaia di zampe d’orso, care, colorate, forse un po’ barocche, ma il KUMADE, talismano magico, più carico è meglio è,  visto che con la fortuna è meglio non lesinare. La fiera che si svolge nei giorni del gallo ha radice nel periodo Edo quando in alcuni templi si svolgeva una festa particolare, quella del Tori no ichi e alla quale tante persone affidavano preghiere di prosperità e salute per l’anno che stava per arrivare.
Così, anche oggi, l’anima shinto di Tokyo si riversa ai templi per il Tori no ichi e paga volentieri il suo tributo agli dei, acquistanto il KUMADE per assicurarsi un nuovo anno prosperoso. 
Guardate i due minuti di video girato al tempio di Hanazono, a Shinjuku, per capire la festa e il rito del Kumade. Scusate la qualità, devo migliorare :)

Talmente bello il “sanbonjime” che vorrei svegliarmici ogni mattina!
YOOOHO:
TA-TA-TA /TA-TA-TA /TA-TA-TA TA !
TA-TA-TA/ TA-TA-TA/ TA-TA-TA TA!

                           TA-TA-TA/ TA-TA-TA/ TA-TA-TA TA !