Giappone Super Hotel


Super Hotel Tokyo
Originally uploaded by Thomas Birke

Su YENFORLIVING, il blog del The Japan Times ho trovato un articolo interessante che spero possa essere utile per chi è alla ricerca di indirizzi per dormire a Tokyo e altrove.


Tra le numerose catene dei business hotel in Giappone la catena dei SUPER HOTEL è risultata da un sondaggio tra le più gradite in assoluto. La catena ha 92 alberghi in tutto il Giappone e i prezzi sembrano alquanto convenienti: 4900 yen a notte per una singola colazione compresa ( giapponese o occidentale) . Nella maggior parte delle grandi città i prezzi sono più alti ma non così tanto.

Tokyo ad esempio ha dieci super hotel, il più caro dei quali si trova a Shimbashi mentre il più economico a Kameido .

Vale la pena? Se siete mai stati in un business hotel con le loro finestrelle, bagni di plastica e stanze minuscole sapete quello che vi aspetta, ma i Super Hotel, aperti per la prima volta ad Osaka nel 1989, offrono un po’di più.

Tutti i letti sono una piazza e mezza, 34 alberghi offrono bagni pubblici e molte stanze hanno wi fi gratuito.

Il superfluo di cui pensano si possa fare a meno consiste nell’aria condizionata negli ascensori e nella lobby, il personale (che è presente solo in alcune fasce orarie come 7-10 mattina e 15-24 pomeriggio) e i telefoni nelle stanze.

Particolarità dei Super Hotel

*Si paga solo in contanti, solo in yen e al momento del check-in (come in tutti i business htl).
* Dopo le 24 non è possibile fare il check-in.
* Niente animali
* Nessuno parla inglese
* Non si può rimanere in stanza tra le 10 e le 15
* No early check-in ne’ late check out



Qui il sito in inglese dei SUPER HOTEL

Corso di Sushi a Roma?

questo l’ho fatto io
Foto di Neve*

No a Parigi. E perchè a Parigi? Perchè Roma è città troppo tradizionalista e di corsi seppur amatoriali non ne ho trovati.
Ad onor del vero devo dire che ogni tanto la scuola del Gambero Rosso organizza serate (in media due o tre volte l’anno) dove si insegna il sushi…ma come dicevo li organizzano con molta parsimonia e ogni volta è impossibile partecipare. Esauriscono i posti in un batter d’occhio. Quindi dopo aver fatto un giro nella rete ho deciso che Parigi poteva andar bene per ovviare la lacuna capitolina.
Inutile dire che in Europa di corsi di sushi c’è n’è quanti ne volete. Basta cercare. Londra e Parigi si contendono la maggiori opportunità. Se ne organizzano per tutti i gusti.
Senza entrare nel merito della qualità pe farvi capire la differenza tra noi e l’Europa pensate che nella sola Parigi ci sono circa 100 ristoranti giapponesi,veri, mentre a Roma ci fermiamo a SEI : Hamasei, Hasekura, Sushiko, Sushisen, Bishobu Kobo, Rokko. Ce ne sono altri? No.
Per il mio battesimo di pesce crudo ho scelto di andare alla scuola Wasabi. Qui si organizzano corsi di cucina giapponese. Non solo la famosa polpetta con il pesce crudo ma anche altri piatti della tradizione. Ci sono corsi amatoriali e non.

I corsi amatoriali sono strutturati in moduli di due ore ciascuno e così suddivisi: corso di chirashi (la ciotola di riso con sopra fettine di sashimi e verdure), corso di nigiri (la polpetta vera e propria) e corso di maki (i rotolini di pesce, riso e alga).

Si può scegliere di fare un solo corso, due o anche tutti e tre. A me interessavano gli ultimi due, anche se il primo non è male se si vuole imparare a cuocere il riso.
Chiaro è che questi corsi sono amatoriali. Sono introduttivi, piuttosto pratici. Si impara un po’ a manipolare il riso e un po’ a tagliare il pesce. Insomma ci si orienta e alla fine si mangia quello che si è preparato. Ognuno il suo.
Wasabi (che è anche una pubblicazione periodica sulla cucina e sul Giappone oltre che a un sito ) è diretta da Patrick Duval e si trova in una bella zona di Parigi. Diciannovesimo arrondissment nel quartiere di Menilmontant a due passi dal parco di Buttes Chaumont da dove si gode un bel panorama della città.
La scuola (in realtà un grande locale con annessa cucina) è ospitata in un villino come se ne trovano a Roma alla Garbatella o al Pigneto in una strada che una volta era campagna ma ormai è città. Per darvi un’idea zona nord est di Parigi.
I corsi si svolgono ogni domenica e sono diretti da cuochi giapponesi, il che mi pare una condizione indispensabile. L’insegnante del corso era il signor Sakiguchi, sushi chef del ristorante Hanawa aiutato dalla gentilissima signora Murata. La lingua usata è stata un chiarissimo franco giapponese.

La cosa più difficile ? Considerando che il riso era già cotto e
il pesce era già sfilettato,e che quindi il più era fatto

fare le polpette senza ritrovarsi i chicchi di riso tra i capelli o nelle mutande è stata la cosa più difficile.
Io però mi sono divertita lo stesso.
Per chi volesse unire un fine settimana a Parigi con un tuffo in Giappone e per chi mastica un po’ di francese… 

 

qui il sito
Wasabi
40 Rue De Mouzaia
75019 Paris


Foto di Neve*


Acqua Pubblica: Pubblicità Progresso



E’ iniziata la raccolta di firme per indire il referendum per l’abolizione della legge che ha privatizzato l’acqua.
Partecipa, firma anche tu. Riprenditi ciò che è tuo, la libertà di partecipare e decidere. La democrazia.

Un progetto quello di speculare sull’acqua che viene da lontano.

Le leggi approvate nei mesi scorsi dal governo Berlusconi accellerano bruscamente la privatizzazione dell’acqua processo iniziato nel 2006 con il famoso Disegno di 772 detto Legge Lanzillotta (da l’allora ministro per le autonomie locali) che riordinava i servizi pubblici locali. Un disegno di legge che di fatto apriva al privato la gestione delle cosidette aziende municipalizzate (trasporti, acqua, gas, smaltimento rifiuti).

Quello che non era riuscito al governo Berlusconi nel 2002 è riuscito al governo di centro sinistra con buona pace di tutti. Un’abitudine ormai far fare al centro sinistra cose che al centro destra non riuscirebbero mai.

Qui il testo del disegno di legge che ha dato inizio a tutto presentato nel 2006 dal governo Prodi.

Il Disegno di legge 772 è stato presentato dal’allora Presidente del Consiglio PRODI, dal Ministro per le Autonomie locali LANZILLOTTA, dal Ministro dello sviluppo economico BERSANI di concerto col Ministro dell’interno AMATO col Ministro delle infrastrutture DI PIETRO e col Ministro per le politiche europee BONINO

Gli affari sono affari. Ma questi signori che ora fanno gli indignati dovrebbero spiegarci perchè hanno cambiato idea e perchè ORA gridano allo scandalo e perchè nulla dicono sulla legge di iniziativa popolare sull’acqua presentata nel 2007 e dimenticata.

Non c’è che dire, Un bell’esempio di coerenza e di politica.
Qui gli le date e la mappa dei banchetti.
Memorandum: Qui trovate il decreto del governo Berlusconi legge dell’agosto 2008 n. 122 (articolo 23bis) convertito poi nella legge 6 agosto 2008 n.133 modificato poi con il decreto legge del 25 settembre 2009 n.135 (articolo 15) che obbliga gli enti di gestione dell’acqua a privatizzarsi entro il 2013.

F-I-R-M-A-T-E

Il banchetto del 25 aprile a Porta San Paolo, Roma

Intervallo

Caro Colonnello invece di postare le tregge immortalate in terra gallica te ne posto un paio prese in giro per lo stivale. La prima, Isetta Bmw faceva bella mostra di se’ a via Montenapoleone in quel di Milano la seconda invece l’ho beccata al semaforo dietro casa. E se ci clicci sopra vedrai il proprietario della giardinetta in posa per la foto... Proprio belle no?
Enjoy :)

All Seasons Paris République

Catena Accor, albergo della All Seasons, più o meno stessa fascia di prezzo e livello degli Ibis. Wi fi gratuito in camera, colazione (con spremuta d’arancia) inclusa nel prezzo, internet a gratis nella lobby. Arredo essenziale stile ikea.
1 min a piedi da Place de la Republique con accesso alle Metro 3-5-8-9-11. Venti minuti a piedi dal Marais e Place des Vosges. Cinque minuti di metro da Gare du Nord e Gare de l’Est, meno di un’ora dall’aeroporto Charles De Gaulle. Discreta vista sui tetti.
Prezzo della singola 53 euro a notte. Pas mal.
Inconvenienti: la dimensione e struttura delle camere singole. Se non volete sentirvi un topo in trappola, se siete paranoici o claustrofobici evitate la stanza 309 (ma anche la 209 o 409).
Primo perchè è impossibile da trovare visto che non ha la porta che da sul corridoio come tutte le stanze normali. Da una parte è addossata alla tromba delle scale e dall’altra c’è una porta che non da sulla stanza, ma apre su un disimpegno grande quanto uno sgabuzzino di una mattonella quadrata che si affaccia,per modo di dire, anzi intruppa su due porte messe a novanta gradi. Sono le camera 309 e 310 in realtà una camera sola divisa a metà.
Da far rabbrividire anche gli speleologi abituati ad infilarsi nei buchi, pensate me. Meglio la mansarda date retta.
 
9, rue Leon Jouhaux
75010 PARIS