°Una mattina d’inverno°

Una passeggiata all’Orto Botanico di Roma e alle serre. Le grasse della Serra Corsini, dove c’è una bella collezione di succulente dai diversi continenti.
Foto e Collage di Neve*
 Poi una divagazione in collina, sulle pendici del monte Gianicolo nel giardino giapponese in manutenzione
Foto e Collage di Neve*
 Foglie di acero, aghi di pino e alcune chiome di alberi incendiate, nonostante la stagione.
Foto e Collage di Neve*
Almeno qui nell’orto sembra che la profilassi contro il temibile insetto del punteruolo rosso funzioni e che le centenarie palme siano tutte sane e salve. Non si può dire lo stesso per il resto della città o per il litorale (il borgo di Maccarese ad esempio), dove oramai è disastro.
Largo Cristina di Svezia, 24
00165 Roma
06 6864193

Neve* nelle lingue del mondo

  Ho aggiunto il  traduttore in 52 lingue! :)
  
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Avanti Popolo?

C’è una mostra all’Acquario Romano, in una dimenticata piazza dietro la stazione Termini. E’ la mostra dei 70 anni di storia del Partito Comunista italiano, il più grande partito comunista dell’europa occidentale.
Allestita all’interno dell’Acquario Romano (in realtà una costruzione dell’ Italia Umbertina) oggi sede della Casa dell’Architettura, grazie alla fondazione Gramsci, all’istituto Cespe, e agli archivi del defunto partito comunista,  la mostra ripercorre non solo la sua storia dalla nascita a Livorno nel gennaio del 1921 alla svolta della Bolognina, ma inquadra la storia del Pci, grazie ad un approccio soprattutto multimediale, all’interno della storia d’Italia. Dagli anni della clandestinità al compromesso storico. Dalle amministrazioni locali alle Internazionali Socialiste.  Una storia straordinaria, un patrimonio di cultura politica, civile, umana, gettato alle ortiche.
Una mostra che se avete più di trentanni non potrà che essere, almeno in parte, nostalgica. 
Fino a domani, 6 febbraio a Piazza Amedeo Fanti, Roma. 

Foto e motaggio di Neve*.

°Fatte du’ filetti°

In un angolo di Roma dal sapore partenopeo,  tra il Ghetto e Piazza Campo de’ Fiori, si apre dal budello buio di Via dei Giubbonari,  largo dei Librai con al fondo della piazzetta la facciata bianca e stretta della chiesa di Santa Barbara. Sulla destra un’ insegna, semplice e ingiallita anche di sera.
Fuori il locale capannelli in attesa, dentro un viavai continuo, in cucina un lavapiatti e due matrone romane a impastellare, friggere, incartare, imbustare e dare il resto a ciclo continuo. Per terra riccioli di segatura.
Gli ordini rimbalzano e volano sui tavolini stipati in una sala larga come il vagone di un tram. E nell’aria nuvole di fritto, litanie misteriose:

-Tre, una zucca, due punte!
-Una punta!
-Quattro, un fungo, tre punte!
Che sembra la risposta romana alla morra, e invece significa:
-Tre filetti di baccalà, un fiore di zucca, due piatti di puntarelle,
-Una puntarella,
-Quattro filetti di baccalà, un piatto di funghi trifolati e tre piatti di puntarelle.
Le puntarelle alla romana, quelle che vanno pulite e fatte arricciare per bene in acqua fredda,  condite con aglio pestato, olio, sale e filetti di acciuga  le mangiate dar Filettaro a Santa Barbara. Insieme a poche altre cose, tra cui burro e alici (in quale altro posto lo trovate?) e degli enormi, croccanti, dorati, mai salati FILETTI DI BACCALA’. Preparatevi a combattere.

DAR FILETTARO
a Santa Barbara
Largo dei Librai,
Roma
Foto di Neve*


° L’atterrissage °

In assoluto uno dei miei film preferiti. Un film duro, che prende spunto dalle rivolte nella banlieu parigina.  Un film amaro, e senza speranza, vite schiantate da  rancore e  violenza  e dove anche la voglia di riscatto di chi cerca di resistere e fuggire viene macinata nei meccanismi senza senso del disperato finale.
La metafora della società nella storia dell’uomo che cade da un grattacielo di 50 piani. Ad ogni piano si tranquillizza che fino lì va tutto bene. Ma ciò che conta per lui non è la caduta, bensì l’atterraggio.
“Jusque ici tout va bien, jusque ici tout va bien, mais le probleme c’est pas la chute, c’est l’atterrissage”

LA HAINE (L’ODIO), MATHIEU KASSOVITZ 1995
oh oh oh c’est a moi qui tu parles?????

Corno di bue, latte scremato proteggi Neve* dall’innominato

Nuvole nere si addensano minacciose sopra la mia testa.  Ci vuole un rito scaramantico contro le forze oscure.  So’ una pagana e quanno ce vo’, ce vo’. 

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, ego me baptizzo contro il malocchio… e con il peperoncino e un po’ d’insaleta ti protegge la Madonna dell’Incoroneta… con l’olio, il sale, e l’aceto ti protegge la Madonna dello Sterpeto.. corno di bue, latte scremeto, proteggi questa casa dall’innomineto…”

British Indie Shopping, indirizzi da ricordare

Fox lampshade

Fresca da un we a Londra, vi propongo due o tre negozi che mi sono piaciuti e dove ho speso anche qualche soldino.
Lush Designs con il suo bestiario di cinghiali, scimmie, scoiattoli, cavalli, volpi dagli occhi grandi acciambellate con prole,  verdure rigogliose,  propone accessori per la casa, lampade, tea towels, copricuscini.
Il negozio, gestito da due designer si trova a Greenwich, tra il Tamigi e il mercato, ma vende anche online.

I cinghiali di Salvatore Fancello e i cinghiali di Lush Designs

Ha uno stile molto colorato e un po’ fiabesco con tratti fantastici, con i cinghiali che mi ricordano l’opera e il tratto nervoso del ceramista sardo Salvatore Fancello.

Beet Big Tea Towel

Sempre a Greenwich, un altro negozio ha attirato la mia attenzione. Si tratta di SophiaandMatt che hanno appena aperto il loro punto vendita  con  borse di varie fogge e misure che strizzano l’occhio al Giappone ma  anche al disegn tessile anni 70.  Hanno cominciato nel 2005 con uno stand al Greenwich Market e hanno avuto successo!
Vendono anche on line, anche se il sito ha un assortimento limitato rispetto al negozio.

28, Greenwich Church Street, 
London SE10
Last but not least, al mercato di Camden Town sono incappata nello stand di  Doki, una simpatica giapponese trapiantata a Londra  che vende ceramiche dal design tradizionale a prezzi accessibili.
Il negozio si trova a Wembley, ma non spedisce all’estero. Accanto al negozio c’è Tetote Factory, pasticceria giapponese dove mangiare  anche l’azuki o il melon pan.
Foto tratta dal sito Japanmatsuri.com