Domenica di primavera, Hiroshige o Porta Portese?

La mostra di Hiroshige è iniziata e ancora non sono andata. Fino ad ora mi sono fatta influenzare dal fatto che si trova a via del Corso, strada che non sopporto proprio. Per il momento quindi la visita alla mostra è rimandata.

Sono stata di nuovo al Mercato di Porta Portese. Faccio sempre lo stesso giro e lascio vagare il mio sguardo su persone e cose. Proprio quando il paesaggio è lo stesso che si notano i particolari. I banchi sono sempre quelli, qua e la i buchi lasciati dai vigili roditori e io che ho le mie preferenze spero di venire catturata da oggetti stupefacenti che non trovo ahimè quasi mai.

I miei acquisti preferiti: dvd, dvd, dvd, libri, piantine, collants e cosmetici. Ogni tanto un ninnolo, o il cambio del cinturino. Ho sempre l’acquolina di fronte ai fumi del salsicciaro di piazza Ippolito Nievo, ma resisto e continuo la mia discesa tra ombrelli, scarpe, cappelli e cumuli di “firmato”, mentre mi lascio catturare volentieri più a valle dalle fusaie e dalle olive di via Ettore Rolli mentre guardo sempre un po’ disgustata il verdolino in sospensione di quella strana fontana messa lassù, ma già così giù *_*

Propositi della domenica. Riuscire a leggere i due libri che ho comprato La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris (Guanda 1983) e Le borgate di Roma di Giovanni Berlinguer e Piero Della Seta (Editori Riuniti 1976), entrambi pubblicati per la prima volta negli anni ’70 e poi andare a fare qualche foto alla passeggiata del Giappone dell’Eur, finchè i ciliegi sono in fiore.

Canzone di oggi, questa indimenticabile. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANCORAAAAAAAAAAAA

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAMOOOOOOOOOOOOOORE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH

Hanami @ Nakameguro

Per festeggiare il mio duecentesimo post inauguro il “J Inspiration” tag.
Foto, disegni, atmosfere trovate in rete evocative del Giappone, ispirate ad esso o che a questo mi fanno pensare. Qui sotto una mia foto scattata in giro per Nakameguro, quartiere residenziale, dall’atmosfera vagamente europea dove amano passeggiare i giapponesi bene tra boutique alla moda, negozi bric-brac e piccoli ristoranti. Dove c’è un po’ d’acqua e qualche albero la zona è automaticamente chic, specialmente a Tokyo, dove gli unici alberi per le strade sono quelli delle linee telefoniche. Questa è una foto di Nakameguro a novembre, le foglie sono cadute e i rami pencolano nudi e freddi.

Questa è Nakameguro adesso. E io che non mi sono accorta che erano ciliegi….

Sakura by eerkmans taken on Flickr

Tabio!

E’ arrivato il pacchetto, è arrivato! Sempre alla ricerca di acquisti made in Japan, l’ultima volta che sono stata a Londra, ho trovato delle bellissime calze Tabio. Ho scoperto che questa azienda giapponese specializzata in “calzettinaria” ha punti vendita in madrepatria e in Gran Bretagna. Ha un’infinità di cose sfiziose e il sito inglese tabio.com/uk/ offre la vendita on line e la spedizione anche in Italia ;)
Siamo in primavera, proprio il momento di calze sciccose sotto gonnelline fiorate.

Kodo, il battito.

Dall’isola di Sado, terra di selvaggia bellezza e di desolazione per essere stata nei secoli terra di confino, arriva la musica trascinante dei tamburi giapponesi.
Ritmo e tanta potenza. Questi sono i taiko suonati dai Kodo, una miscela di sapiente tecnica, fisicità, tradizione e innovazione per una musica sorprendente. Il risultato sono sonorità esplosive e travolgenti, in un crescendo che porta ad esplosioni di gioia pura (o almeno è quello che succede a me).
La prima esibizione di Taiko l’ho vista moltissimi anni fa in una estate romana all’Eur. Una vera scoperta. E io che pensavo che la musica giapponese fosse solo flauto e shamisen. I taiko sono eccitanti. Da allora sono un appuntamento fisso.
Lo scorso anno ho visto gli ONDEKOZA, quest’anno invece i KODO durante il loro One Earth Tour 2009 saranno in Italia a maggio. I concerti si terranno all’Auditorium di Roma, il 23-25 e 26 e il 27 di maggio. Sembra che per le prime tre date si tratti di un concerto insieme all’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il 27 invece si tratterà solo di tamburi giapponesi.
Da non perdere. Date un’occhiata al video per una assaggio della bellezza e della forza che trasmette questa musica.

Wakare, la fine di un amore

Una versione da brividi di un ANNO D’AMORE di Mina, la versione giapponese.
Testo e traduzione improvvisate da me 
WAKARE
 
Dete mo owari na no
Quando uscirai so che sarà finita
anata to no ai no kurashi
ashita kara wa wine glass mo
e da domani getterò via
kono aizara nanimo kamo
tutto quello che sa di te, il bicchiere e anche
anata no nioi no suru mono wa minna sutemasho
questo portacenere
wasureru tame ni
Getterò via tutto per dimenticare te e il dolore di questo amore
sutemasho ai no kurashi wo
ma le mie lacrime non si fermano
namida wa nagasanaide
al pensiero di noi due
omoide to wakareru no
al fatto che è finita
akiramete wakareru no

kyo de mo oshimai nano
anche se oggi sei qui So che è finita
anata to no o hanashi mo
da domani per dimenticarti
ashita kara wa wine glass mo
per non soffrire più getterò
kono aizara nanimo kamo
qualunque cosa abbia il tuo odore
anata no nioi no suru mono wa minna sutemasho
tutto per dimenticare te
wasureru tame ni
e questo amore
sutemasho ai no kurashi wo
ma ora non riesco a smettere di piangere
namida wa nagasanaide
al ricordo del nostro amore
omoide to wo wakareru no
e al pensiero che è finita
namida wa nagasanaide
omoide to wo wakereru no

Inokashira Park

Dove trascorrere qualche ora serena a Tokyo? Sicuramente qui all’Inokashira Park. E’ un parco pubblico donato dall’imperatore Taisho alla città nel lontano 1918 e che si trova nel quartiere di Kichijoji a Musashino ad ovest della capitale, una ventina di minuti da Shinjuku.Ci sono stata una domenica mattina, e trovo sia un buon posto per osservare i tokyoiti nei loro momenti di relax. Nel parco trovate:

  • Moltissimi alberi che in una città come Tokyo non sono proprio una cosa scontata.
  • Sentieri amenissimi, un tempio dedicato alla dea dell’amore e panchine dove sedere e godersi il panorama.
  • Un lago pittoresco solcato da barche-cigno very kitch che le coppiette di innamorati giapponesi invece adorano.
  • Un’atmosfera rilassata e un ‘alternativa meno affollata per fare Hanami dello Shinjuku Gyoen o dell’Ueno Park.
  • Un interessante mercatino nei fine settimana dove comprare souvenirs fatti da amanti del “hando meido”.
  • Artisti di strada, musici e cantanti che si esibiscono nel parco sempre il sabato e la domenica.
  • Un mucchio di ristorantini che offrono snack succulenti soprattutto sulla strada che dalla stazione della metro di Kichioji porta all’ingresso del parco.
  • Un quartiere, quello di Kichioji, alternativo e pieno di atmosfera dove gironzolare per un po’.
  • Un’occasione per scoprire un’altra Tokyo, meno scintillante ma molto, molto piacevole.

Linea Metro Keio Inokashira (stazione Inokashira Koen, 1 minuto a piedi) o JR Chuo Line (stazione di Kichijoji, 5 minuti)


In italiano, Onegai

Secondo le statistiche tratte dal Japan National Tourism Organization, il numero dei turisti italiani recatisi in Giappone durante il 2008, è stato di ben 51989, con un incremento del 6% rispetto al 2007. Quanto a nippofilia in Europa siamo al quinto posto. Ci precedono:

  1. Gran Bretagna con 191.000 arrivi
  2. Germania con 119.000
  3. Francia con 138.000 e
  4. Russia con 61.000
Nonostante la costante crescita degli italiani in vacanza in Giappone la JNTO, l’ente che si occupa di promuovere l’immagine del paese all’estero non ha ancora pensato ad una versione italiana del sito. Ne esiste una per il mercato inglese che si chiama Jnto London Office e che in questi giorni ha lanciato anche Cool Japan, versione più leggera e dalla grafica accattivante del sito madre. Il sito è fatto molto bene ed è possibile richiedere l’invio gratuito di brochure informative direttamente a casa. Questo è il link www.seejapan.co.uk/contact/inquiry/general_inquiries.html e io ne ho subito approfittato.
C’è poi il sito francese che si dovrebbe occupare anche del mercato italiano, il sito tedesco e quello russo. Anche spagnoli e portoghesi trovano informazioni nella loro lingua, noi no.
Pure per il ben noto Yokoso Japan, che vediamo riproposto dappertutto, stessa storia. A quando la versione italiana? Mi propongo di curarla io :)

Orto Monastico di Santa Croce in Gerusalemme


Ecco un altro posto che non ti aspetti. Roma è così, piena di luoghi nascosti che si svelano solo a chi li cerca. Luoghi dal tempo sospeso. Uno di questi è Santa Croce in Gerusalemme splendida basilica un po’ fuori mano, sicuramente fuori dai soliti circuiti turistici. Appena dentro le mura Aureliane, di cui con il suo bell’orto segna i confini, si trova a metà strada tra San Giovanni in Laterano e Porta Maggiore. Te la trovi bianca, e con una facciata barocca mentre sfrecci su via di Santa Croce al centro di un bel piazzale pedonale. Alla sua sinistra il museo degli strumenti musicali, alla sua destra l’ingresso della Domus Sessoriona (un bed and breakfast tutto speciale) e il bel cancello che chiude l’Orto Monastico. E’ proprio qui che volevo entrare. L’orto è stato recuperato e riportato al suo antico splendore solo qualche anno fa. Si sviluppa in cerchi concentrici intorno ad un pozzo ed occupa la sede dell’antico anfiteatro Castrense, l’unico costruito a Roma insieme al Colosseo. L’anello esterno segue il percorso dell’anfiteatro dove si riconoscono ancora le antiche arcate, dove si aggrappano qua e la piante di cappero. Fuori scorre il traffico di San Giovanni, dentro è quasi un paradiso. In questo momento l’orto è a riposo. Pochi fiori, niente frutti, i bellissimi pergolati che accompagnano il visitatore sono ancora nudi. Ma d’estate si ricoprono di uva pizzutello. Ieri nella mia passeggiata ho visto tra ciuffi di piante odorose come il timo, il basilico e il rosmarino, coltivazioni di carciofi, cavoli, fave, broccoletti, indivia riccia, molte piante di limoni e qualche pompelmo. Il resto dell’orto dorme in attesa della primavera.
L’orto viene coltivato dalla comunità di monaci cistercensi che abita Santa Croce e serve alla loro mensa, il resto della produzione viene venduta nella piccolissima bottega accanto all’orto. Qui trovate oltre la minuscola produzione del monastero anche tutto il resto che viene direttamente da un altro monastero che si trova a Fondi.

L’ingresso all’orto è libero solo il mercoledì. Si può entrare e passeggiare liberamente la mattina o il pomeriggio. Gli altri giorni solo dietro prenotazione e con visita guidata. Il prezzo è lo stesso, 5 euro. Qui il sito della basilica.

Una passeggiata nell’orto

Le Gru in camera da letto

Hokkaido, profondo nord. Nel cielo del parco Nazionale di Akan volteggiano le gru rosso coronate, grandi ed eleganti uccelli acquatici, dal corpo bianco e le lunghe ali nere. Si posano e beccano il cibo che nel villaggio di Tsurui predispongono per loro da molti anni ormai. C’è ancora la neve da queste parti, la primavera è lontana in questo pezzetto di Giappone estremo e la danza delle gru sulla neve è silenziosa e bella.
Le ho portate nella mia stanza le gru e devo dire che se la danza è ugualmente silenziosa sicuramente qui è un po’ meno bella.

Nella tradizione giapponese la gru simboleggia la fedeltà di coppia e per questo è usata nei kimono nuziali oltre ad essere augurio pace e di lunga vita.
Per saperne di più sulla Gru Giapponese

e sul suo habitat naturale.
photo by Kuckibaboo taken on Flickr

Un furoshiki (fazzolettone giapponese) che ho trasformato in Noren