
A Roma il sole, in nordafrica nuvole e pioggia. Un’ora di volo e si atterra in Africa, un intercontinentale breve. La Tunisia, è a portata di mano, l’esotico dietro casa. Dall’aeroporto Tunis- Carthage appena 7 km e si arriva agli Champs Elisee della Ville Nouvelle. E’ venerdì sera e Avenue Bourghiba ci regala uno struscio con i fiocchi.
Dormiamo qui, in questo viale che taglia in due la città e che conduce in pochi minuti alle mura che nascondono la medina e i souk. Hotel El Hana International, è un palazzone con la facciata bianca sforacchiata, interprete in chiave moderna dell’architettura tradizionale mediorientale. Interni in stile traghetto Civitavecchia-Olbia. La hall è piena di fumo e di gente. La nostra stanza è al sesto piano. Ci riteniamo soddisfatti per il prezzo pagato, 45 euro, colazione inclusa.
Cena nel cuore della medina, al ristorante Dar Ben Hadj, ambiente suggestivo, cibo ottimo: Brik, insalata mechouia, cous cous di pesce, tutto accompagnato da ottimo Moscato Kelibia, un vino secco che somiglia molto ai vini panteschi (che d’altra parte è a poche miglia marine). Concludiamo con un dolce te alla menta con pinoli.
La mattina successiva, a zonzo per la medina proviamo a perderci tra odori, sapori e colori. Sarà che eravamo fuori stagione, ma abbiamo girovagato con molta calma senza essere particolarmente presi di mira per gli acquisti. Quando abbiamo avvertito i morsi della fame, ci siamo fermati a rue de la Kasbah e abbiamo pranzato con un panino tonno, cipolla e harissa, che è il condimento classico di ogni piatto tunisino. Una salsa a base di peperoncino e spezie varie, che può lasciare letteralmente a bocca aperta.
Non potevo tornare a casa senza un ricordo di questo breve soggiorno a Tunisi: ho comprato
- una confezione di cous cous integrale, di quello vero, non quello pronto in 3 minuti, acquistato ai Magazines Generaux di Av Bourghiba e pagato la bellezza di 400 centesimi di dinaro, più o meno 20 centesimi ( quant’è che costa da Castroni?)
- i Makroud, (nella foto) dolci di semola di grano duro, ripieni di datteri, fritti e ricoperti di semi di sesamo. Che ve lo dico a fa’…una vera bontà.
