°Fatte du’ filetti°

In un angolo di Roma dal sapore partenopeo,  tra il Ghetto e Piazza Campo de’ Fiori, si apre dal budello buio di Via dei Giubbonari,  largo dei Librai con al fondo della piazzetta la facciata bianca e stretta della chiesa di Santa Barbara. Sulla destra un’ insegna, semplice e ingiallita anche di sera.
Fuori il locale capannelli in attesa, dentro un viavai continuo, in cucina un lavapiatti e due matrone romane a impastellare, friggere, incartare, imbustare e dare il resto a ciclo continuo. Per terra riccioli di segatura.
Gli ordini rimbalzano e volano sui tavolini stipati in una sala larga come il vagone di un tram. E nell’aria nuvole di fritto, litanie misteriose:

-Tre, una zucca, due punte!
-Una punta!
-Quattro, un fungo, tre punte!
Che sembra la risposta romana alla morra, e invece significa:
-Tre filetti di baccalà, un fiore di zucca, due piatti di puntarelle,
-Una puntarella,
-Quattro filetti di baccalà, un piatto di funghi trifolati e tre piatti di puntarelle.
Le puntarelle alla romana, quelle che vanno pulite e fatte arricciare per bene in acqua fredda,  condite con aglio pestato, olio, sale e filetti di acciuga  le mangiate dar Filettaro a Santa Barbara. Insieme a poche altre cose, tra cui burro e alici (in quale altro posto lo trovate?) e degli enormi, croccanti, dorati, mai salati FILETTI DI BACCALA’. Preparatevi a combattere.

DAR FILETTARO
a Santa Barbara
Largo dei Librai,
Roma
Foto di Neve*


Questione di tempo

Signorina, con chi ha visto il film?
In compagnia…
Si, ma in compagnia di chi?
In compagnia maschile…
Marito o fidanzato?
Fidanzato
A beh allora ho qualche speranza..
E mi dica fidanzato da meno o più di sei anni?
Più di sei anni
Benissimo, allora ho molto speranze!
Ah si? E perchè?
Dia retta signorina, se è fidanzata da più di sei anni lui non la sposerà mai
…si fidi sono un uomo e so come funzionano queste cose,
 ( ridendo) …non la sposerà mai.
Dice?
Dico.

Questione di misure

Bangkok  Sky Train, invenzione meravigliosa che taglia il traffico e i vapori della metropoli asiatica.
Viaggiamo a 10 metri da terra tra le stazioni di Chidlom e Ploenchit.
Accanto due giovani caucasici di imprecisata nazionalità. Uno dei due guarda con insistenza i piedi dell’altro e dice:

“Belle scarpe, dove le hai comprate?”
“In Spagna, le ho comprate in Spagna”
“Proprio belle…”   annuisce soddisfatto ma aggiunge
“Ma che piede piccolo!, eh si, sembra piuttosto piccolo, che numero di scarpe porti?”
e lo spagnolo ” 42…” 
poi ripensandoci aggiunge preoccupato
“Dici che ho il piede piccolo? Beh  in effetti per la mia altezza forse dovrei portare un 43….”
….silenzio…
 “Vabbè (lo rassicura il primo con aria falsamente consolatoria), quello che conta non è la misura dei piedi, ma la grandezza delle mani…”
“Ah si si, lo so”  replica lo spagnolo
..e poi come a dover precisare 
“Però guarda che il resto è di misura standard! “

Spontaneità giapponese

Alitalia è rimasta la sola compagnia aerea a collegare direttamente l’Italia con il Giappone.
All Nippon Airways sono anni che ha chiuso le rotte da Roma e Milano, Jal invece dopo una crisi e una ristrutturazione pesantissima da un mese circa. Insomma come nel film Highlander, ne è rimasta solo una.
Due giorni fa alla mostra mercato Rifletti il Giappone, Yuki la signora giapponese che si è incaricata di illustrarmi per bene gli oggetti esposti mi ha detto di essere venuta a Roma con il volo diretto.
“Ah si? E com’è Alitalia? ” ho chiesto.
” Ummmm,  c  a  s  u  a  l  ”  ha risposto. 

Come le ciliegie

foto presa qui

Domenica ora di pranzo, due caffè di fronte al Circo Massimo, nella succursale del monteverdino Cristalli di Zucchero, locale piccolo tutto fucsia e gentilezza.
I caffè li accompagnamo con tre mignon tre, e scegliamo dalla vetrinetta gioielleria un cubo di guanajata, una cassatina sicula e un earl grey.
Un bel sorriso ci apostrofa “Solo tre ne prendete? Ma questi sono come le ciliege, uno tira l’altro”
Allora un altro sorriso risponde ” Si, però questi non costano come le ciliege…”

Voracità e Veracità romane

Roma dal Gianicolo, foto di Neve*
Domenica mattina, in un bar pieno di colore di Porta Portese. Conversazione tra la barista e un cliente.

“Ah Le’, ma che te sei preso?… Un caffè americano? Embè pe’ un caffè americano te piji 25 bustine de zucchero?
Aho’ so’ 25 bustine de zucchero! 25! E pe’ un caffè americano tu me usi tutto ‘sto zucchero?… A’ Le’ e a prossima vorta me le paghi ste venticinquebustinedezucchero.
Se mo’ qui tutti fanno come te e me useno tutto ‘sto zucchero io vado a rubba’, vado….

Si è trattato più di un monologo che di conversazione.

La colza, il broccoletto franzoso

Conversazione intercettata in aereo pochi minuti prima dell’atterraggio su Parigi:

– Ahò a Silvà guarda là…..
– Belllooooooooooo tutti fiori colorati…
– Ah Silvà che dici, che sarà tutto ‘sto giallo, guarda quanto…
– Mah! Sarà un tipo de quarche cortivazione francese
– E che po’ esse….Tutti sti fiorellini gialli,…. ah! ho capito Silvà ecco che so’,

so’ BROCCOLETTI….
– E che i broccoletti so’ pure francesi?
– E certo Silvà che ce l’hanno pure qua li broccoletti…
…più grossi però !

Chapeau pour les Comediens!