All Seasons Paris République

Catena Accor, albergo della All Seasons, più o meno stessa fascia di prezzo e livello degli Ibis. Wi fi gratuito in camera, colazione (con spremuta d’arancia) inclusa nel prezzo, internet a gratis nella lobby. Arredo essenziale stile ikea.
1 min a piedi da Place de la Republique con accesso alle Metro 3-5-8-9-11. Venti minuti a piedi dal Marais e Place des Vosges. Cinque minuti di metro da Gare du Nord e Gare de l’Est, meno di un’ora dall’aeroporto Charles De Gaulle. Discreta vista sui tetti.
Prezzo della singola 53 euro a notte. Pas mal.
Inconvenienti: la dimensione e struttura delle camere singole. Se non volete sentirvi un topo in trappola, se siete paranoici o claustrofobici evitate la stanza 309 (ma anche la 209 o 409).
Primo perchè è impossibile da trovare visto che non ha la porta che da sul corridoio come tutte le stanze normali. Da una parte è addossata alla tromba delle scale e dall’altra c’è una porta che non da sulla stanza, ma apre su un disimpegno grande quanto uno sgabuzzino di una mattonella quadrata che si affaccia,per modo di dire, anzi intruppa su due porte messe a novanta gradi. Sono le camera 309 e 310 in realtà una camera sola divisa a metà.
Da far rabbrividire anche gli speleologi abituati ad infilarsi nei buchi, pensate me. Meglio la mansarda date retta.
 
9, rue Leon Jouhaux
75010 PARIS

Maison de Culture du Japon a Paris

Foto e Collage di Neve*
Ovvero tanto del Giappone che trovate a Parigi andate a cercarlo alla Maison de la Culture du Japon a Paris . L’istituto ha un’offerta ricchissima è piuttosto diversa da quella dal nostro istituto di Cultura Giapponese di Roma.
Sebbene i duei istituti dipendano entrambi dalla Japan Foundation a prima vista non si direbbe proprio. La Japan Foundation è un organo finanziato in gran parte dal governo giapponese ed ha il compito di far conoscere l’arte, la cultura e la lingua giapponese nel mondo. Ha più di 20 uffici nel mondo, 7 in Europa ( Parigi, Madrid, Colonia, Londra, Roma, Budapest e Mosca) e si occupa attraverso questi di promuovere il Giappone e la sua cultura.
Senza andare troppo lontano (sito brasiliano o americano )il primo confronto che mi viene da fare tra l’ Istituto di Cultura giapponese di Roma e gli altri della vecchia Europa è sul sito. Se tutti i siti europei sono uguali per impostazione e struttura, sono colorati, ricchi di link e veloci, la pagina dell’istituto italiano giapponese è lento, pesante e poco appetibile. Completamente diversa dalle altre.
Ma è il contenuto a fare la differenza. Non capisco il tedesco ma se confrontate il sito parigino e quello londinese con quello italiano vi renderete conto della differenza. Molti più corsi di lingua, speech contest che in Italia non si fanno più, conferenze sugli argomenti più disparati, concerti, spettacoli teatrali, retrospettive cinematografiche.
Non che l’istituto di Cultura giapponese di Roma non proponga. Il problema forse è lo spazio, forse i finanziamenti, forse la mancanza di personale.
Certamente non la mancanza di interesse verso il Giappone e il mondo giapponese che in Italia c’è ed è in costante crescita.
L’istituto giapponese di Roma propone ottimi corsi di lingua, molte mostre, film, spettacoli teatrale e concerti. Sempre poco però confrontato con l’offerta parigina. Nell’istituto giapponese di cultura resiste un approccio teorico, accademico, museale, insomma un po’ ingessato.

Date un’occhiata all’agenda della Maison de Culture du Japon a Paris un giorno qualsiasi di questo mese per notare la differenza.
Ad esempio il programma di sabato 17 aprile

Offerta ricchissima che non si può ahimè paragonare con quella dell’istituto giapponese di cultura di Roma.
Senza considerare che oltre ai canonici corsi di giapponese e a tutto il resto, la Maison organizza anche corsi di :
Chanoyu – dimostrazione e degustazione del te
Chado – corso introduttivo alla cerimonia del te
Shodo – corso introduttivo di Calligrafia
Kodo – corso introduttivo all’arte dell’incenso
Ikebana -l’arte giapponese dei fiori
Origami – l’arte di piegare la carta
Corsi introduttivi di manga
Corsi di Haiku

Perchè qui no?

A Parigi, un indirizzo da non mancare

Il Giappone a Milano

Foto e Collage di Neve*

Una giornata a Milano. Fredda, grigia e con la nebbia. Milano respingente, Milano con le guglie del duomo contundente.
A Palazzo Reale c’erano però due mostre che tenevo d’occhio da tempo:Shunga, Arte e Eros e Giappone, Potere e Splendore. Due mostre interamente dedicate al Giappone. Due signore mostre in un solo palazzo. Troppa grazia.

Ho acquistato i biglietti on line la sera prima e sono passata leggiadra davanti a tutti il giorno dopo. Unica nota stonata la mancanza di punti ristoro all’interno del Palazzo Reale e l’impossibilità di fare foto nelle sale. Alla mostra nuotavano squali dotati di gracchianti radiotrasmittenti, difficile fregarli.
 
Sazia di cultura ho fatto poi un salto a Via Montenapoleone, e mi sono guardata intorno. Le vetrine delle firme, la fila per i saldi alla Hogan, miss in stivali e colbacco, russi in estasi e con le braccia cariche come alberi di Natale. Più Ferrari parcheggiate che cicche in terra.


Impressioni di un freddo sabato a Milano. Due cose: una coppia di cinesi assaliti dai piccioni in piazza Duomo e l’Isetta parcheggiata a Via Montenapoleone.

 

Foto e Collage di Neve*

Un giorno a Barcellona

Lo confesso, Mi piacerebbe vivere a Barça.
Per dirla tutta mi piacerebbe vivere un po’ a Barça, un po’ a Parigi, un po’ a Londra, un po’ a Tokyo e pure un po’ ad Amsterdam. Un paio d’anni in ciascuna di queste città in piena età da “cazzeggio”, tra i 18 e i 28 sarebbe perfetto. Magari la prossima volta o la prossima vita.
 
Comunque Barcellona mi piace e ci andrei tutti i fine settimana. Altro che.
Prima di tutto perchè c’è il mare con uno splendido lungomare lungo e largo tutto ciclabile pieno di chiringuitos e ristoranti che si affacciano su uno spiaggione allegro e pulito.  Poi perchè:
 
  • a Barcellona c’è sempre (quasi sempre) il sole, di più che a Roma (sì, sì);
  • i mercati rionali (uno su tutti la Boqueria) sono una gioia per gli occhi e la gola;
  • le scarpe sono belle e costano meno (o magari sono io che so’ fissata);
  • ci sono i churros, i polvorones e l’orxata da bere (per esempio da Donat, in Portal dell’Angel), delle vere ghiottonerie;
  • parli in castigliano e ti rispondono in catalano e viceversa;
  • la Ciutat Vella è affascinante e piena di vicoli che ricordano Napoli, Genova e Bari;
  • nel Barrio Gotico si passa dal buio di certe stradine alla luce di certe piazzette;
  • a Barcellona ci sono splendori come la Cattedrale, la chiesa di Santa Maria del Mar, il Liceu, il Palau della Musica, il Museo Picasso;
  • è la città con il più alto concentrato di arte Modernista e con la chiesa più strana del mondo;
  • ci sono dei palazzi bellissimi, tutti attaccati gli uni agli altri, con appartamenti appetibili che sono di exterior, e meno belli se sono di interior. Ogni volta che guardo questi palazzi dalle facciate liberty me li immagino abitati dagli inquilini del film “La Comunidad”;
  • Barcellona è solo a un’ora e un quarto di volo da Roma e ha un aeroporto a venti minuti dal centro;
  • è una città sempre in fermento e con tante panchine per goderselo.  Sì, Barcelona è proprio una Ciutat Guapa!
foto di Neve*

Ancora Istanbul

Tramonto dal Ponte di Galata
Foto di Neve*
Foto e Collage di Neve*
L’ Opulenza di Aya Sophia e dei suoi 1500 anni di storia ( cliccare x ingrandire)
  1. Basolato Romano all’interno di Santa Sophia
  2. Aya Sophia panorama (ben visibile la struttura romana)
  3. Mosaico bizantino con tessere d’oro
  4. L’ altissimo interno termina in una magnifica cupola ora in ristrutturazione
  5. Mosaico bizantino
  6. Minareto aggiunto in epoca Ottomana
  7. Foto di gruppo
  8. Sezione longitudinale di Aya Sophia
  9. Lampadario di epoca Ottomana