Tokyo, dove dormire

Dove dormire a Tokyo: guida ai quartieri migliori (aggiornata al 2026)

Se decidi di passare qualche giorno a Tokyo – il mio consiglio è almeno una settimana, e comunque non meno di quattro giorni – prima o poi ti troverai davanti alla domanda più importante: dove conviene alloggiare?

La risposta non è così scontata. Tokyo è una città immensa, estesa quanto una regione italiana, e soprattutto non ha un vero centro storico come siamo abituati a immaginare nelle città europee. Qui esistono diversi centri, ciascuno con caratteristiche molto diverse.

Una regola semplice: orientarsi con la Yamanote Line

Se è il tuo primo viaggio a Tokyo, il consiglio più semplice che posso darti è questo: cerca un albergo all’interno o nelle immediate vicinanze della JR Yamanote Line. La Yamanote è la linea ferroviaria circolare che collega i principali quartieri della città e permette di raggiungere facilmente quasi tutte le attrazioni più importanti. Per un primo viaggio è difficile sbagliare scegliendo una sistemazione lungo questa linea.


Shinjuku: il quartiere che consiglio sempre

Se mi chiedessero di indicare un solo quartiere dove dormire a Tokyo, sceglierei ancora Shinjuku. È ben collegato, pieno di ristoranti, negozi, locali, grandi magazzini e trasporti. Inoltre permette di raggiungere facilmente quasi ogni zona della città. Shinjuku è anche il quartiere in cui ho soggiornato più spesso.

Business hotel a Shinjuku

Qui una lista di business hotel, ho soggiornato in quelli con l’asterisco :)

Hotel di fascia medio-alta e alta

  • Prince Hotel *
  • Citadines Shinjuku *
  • Keio Plaza Hotel
  • Century Southern Tower
  • Sunroute Plaza Shinjuku *
  • Park Hyatt Tokyo
  • Hyatt Regency *

Asakusa: la Tokyo più tradizionale

Per chi vuole respirare un’atmosfera diversa, Asakusa rimane una delle zone più affascinanti della città. Qui si trova il tempio Sensoji, si passeggia lungo il Sumida e si percepisce ancora qualcosa dell’antica Edo. Bisogna però sapere che Asakusa è meno comoda di Shinjuku per vivere la Tokyo notturna e per spostarsi rapidamente verso alcune zone della città.

Dove dormire ad Asakusa

Mercury Hotel*


Ueno: comoda se arrivi da Narita

Ueno è una delle zone che consiglio più spesso a chi arriva all’aeroporto di Narita. Qui fermano infatti i collegamenti diretti provenienti dall’aeroporto.

Inoltre il quartiere offre:

  • il mercato di Ameyoko
  • numerosi musei
  • molti ristoranti
  • prezzi spesso più accessibili rispetto a Shinjuku

L’unico vero difetto è che ci si trova un po’ più lontani dal cuore della Tokyo occidentale.


Yanaka e Nippori: la Tokyo che sopravvive al tempo

Chi cerca una Tokyo più tranquilla e residenziale dovrebbe prendere in considerazione Yanaka e Nippori. Sono quartieri che conservano ancora un’atmosfera molto diversa rispetto alle zone più moderne della città e permettono di vedere un volto meno turistico della capitale.


Ikebukuro: il miglior compromesso

Se Shinjuku è troppo cara, la mia alternativa preferita è Ikebukuro. In pratica è una sorta di “Shinjuku in formato ridotto”: meno famosa, leggermente meno caotica, ma molto ben collegata e spesso più conveniente. Dista pochi minuti dalla zona di Shinjuku e offre moltissime possibilità di alloggio.

Dove dormire a Ikebukuro

  • The B Ikebukuro *
  • Sakura Hotel *

E Airbnb?

Negli ultimi anni ho utilizzato anche appartamenti privati. Una delle esperienze migliori è stata a Nakano, circa venti minuti da Shinjuku.

Per chi resta a Tokyo più giorni, un appartamento può essere una soluzione molto interessante, soprattutto se si desidera avere una cucina o semplicemente vivere il quartiere in modo più autentico.


E i capsule hotel?

Per spendere meno esistono naturalmente i capsule hotel. Negli ultimi anni si sono evoluti moltissimo e oggi molti sono moderni, puliti e sorprendentemente confortevoli. Tra quelli che consiglio ci sono i First Cabin, una formula a metà strada tra capsule hotel e business hotel.


Ryokan a Tokyo?

Una domanda che mi viene fatta spesso. La risposta è semplice: no. Non ho mai soggiornato in un ryokan a Tokyo. Personalmente preferisco riservare l’esperienza del ryokan alle località termali, alle città storiche o alle zone rurali del Giappone. A Tokyo continuo a preferire gli hotel.


Quanto costa dormire a Tokyo oggi?

Indicativamente:

  • ostello: 20-50 euro
  • business hotel: 60-120 euro
  • hotel di fascia media: 120-220 euro
  • hotel di fascia alta: da 250 euro in su

Naturalmente i prezzi variano molto in base alla stagione e all’anticipo con cui si prenota.


In conclusione

Se è il tuo primo viaggio a Tokyo e vuoi un consiglio semplice, scegli Shinjuku. Se preferisci la Tokyo tradizionale, punta su Asakusa o Yanaka. Se vuoi spendere meno senza rinunciare alla comodità, valuta Ikebukuro.

Qualunque sia la tua scelta, cerca di rimanere vicino a una stazione ferroviaria o ad una stazione metro: a Tokyo farà la differenza più dell’hotel stesso.


Kathmandu, rosticceria nepalese a via Buonarroti

//instagram.com/p/c4CgOKm-A6


Pranzare seduti e spendere meno di cinque euro a Roma? Difficile ma ancora possibile.
Una volta andavo volentieri da Roscioli  a via Buonarroti. In genere di sabato e ci andavo per l’ottima pasta e fagioli, che accompagnavo con un bicchiere di vino e da qualche striscia di pizza bianca, di quella fatta come si deve,  calda, morbida ma pure scrocchiarella, e lucida di olio e sale.

Da un po’ di tempo però ho tradito lo storico forno perchè nonostante la bontà dei piatti, il servizio veloce e pure attento,  spendere dodici, tredici euro a pranzo per un piatto unico spesso di verdure, due strisce di bianca e un bicchiere di vino mi sembra esagerato.
Ho tradito Roscioli per il civico successivo dove c’è Kathmandu, rosticceria nepalese con tavolini  che propone piatti unici di curry con o senza riso, vegetariani e non, più una serie di altre specialità che pescano dalla tradizione indiana, e rispetto a questa è meno speziata.  I prezzi concorrenziali, la qualità è più che discreta e il cibo è sempre fresco.
Frequentato da una moltitudine piacevolmente multietnica come da copione per piazza Vittorio.
Il mio piatto preferito è il curry vegetariano: riso jasmine bianco con verdure miste, ceci e lenticchie –> 4 euro servito su una tovaglietta con la bandiera e la carta geografica del Nepal.  Abbondante e moderatamente speziato. Sazia e contenta.
Servono anche il kebab.

Kathamandu, rosticceria nepalese
Via Buonarroti 38 – Roma

Raccontami una storia

E’ iniziata ieri sera la quinta edizione del Festival Internazionale di Storytelling, Raccontami una storia. Quattro giorni di storie prendono vita dalla voce e dai corpi di cantastorie di tutto il mondo.

Storie di uccelli innamorati, di contadini che disegnano visi di bimbi vicino a una fonte, della noia prima della creazione del mondo, della morte che abita una caverna ma che tutte le sere si siede intorno al fuoco per ascoltare i racconti del villaggio, di cavalli e scintille che ridonano la vista. Storie antiche, moderne, storie di montagne e fiumi, di viaggi, paesi e uomini. Storie per chi vuole ascoltare e condividere. 
Quattro intensi giorni di spettacoli, workshop, musica e convegni sullo storytelling,  tecnica e improvvisazione per imparare a  raccontare in maniera sempre diversa e nuova la vita.
Visto il carattere internazionale dei partecipanti tutti gli spettacoli sono in italiano e inglese. 
Fino a domenica 23 giugno nel Parco Regionale dell’Appia Antica, negli spazi dell’ex Cartiera Latina.
Il fitto programma  sul sito del Festival  e sulla pagina Facebook.  

La cena

Più riguardo a La cena

Il cambio di prospettiva e la storia strutturata come le portate della cena nel ristorante di lusso dove due coppie della borghesia olandese si ritrovano per affrontare del futuro della rispettiva prole funzionano, ma non bastano a mantenere le promesse della quarta di copertina. “La cena”, vorrebbe scandalizzare ma si scioglie come il dessert di Serge a fine serata. Il maitre con il mignolo rimane il personaggio meglio tratteggiato del libro, che ha l’unico pregio di farsi leggere velocemente.

#Libro in viaggio con il codice BCID: 996-11960656

Hermann Koch

  • Brossura 288 Pages
  • ISBN-10: 8865590017
  • ISBN-13: 9788865590010
  • Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 20)
  • Publish date: 2011-01-01

Bangkok Novotel Ploenchit

Natale di qualche anno fa a Bangkok.
Bangkok ha una tale offerta di alberghi che nonostante la posizione felice del Novotel Ploenchit a due passi dalla fermata BTS, nel cuore commerciale della metropoli,  in questa struttura  non ci torno. 
Per carità gli Accor Novotel hanno uno standard globale, stessi bagni e stessi letti a Bangkok e Berlino Qui siamo nel regno del tecno design globale. 

No non è questo il punto. L’albergo non mi è piaciuto. 

  • E non è per la colazione che come al solito ha un prezzo esagerato con il quale a Bkk cenano due persone per una settimana,
  •  non è per il wifi che è a pagamento, quando ormai a Bkk il wifi lo trovi anche alle fermate dell’autobus,
  •  e non è per le postazioni internet, 3 di numero per un totale posti letto che supera i 300, 
  •  nemmeno per il bagno inutilmente ampio e per niente funzionale, 
  •  no, è per la reception assolutamente inutile.

Personale ridotto al minimo, che non usa il contatto visivo, sbrigativo e che va nel panico alla prima richiesta fuori standard. Un vero fastidio per il prezzo pagato. E poco importa della metro di fronte.

Sakana sushi, non ci siamo

Alla ricerca di nuovi giapponesi e nella speranza di poter andare oltre i soliti che considero i migliori per qualità del pesce (Sushi ko, Doozo, Hasekura, lo stesso seppur industriale Hamasei) ho provato una sera d’autunno Sakana sushi perchè incuriosita dai commenti entusiasti di Trip Advisor. 
Ne sono uscita delusa. Certo siamo un filo sopra la media dei cinesi travestiti ma lontano da ciò che considero la sufficienza. 


Il menu è ricco di piatti, non solo sushi e sashimi ma anche tonkatsu, chirashi, yakitori, ramen, e questo è un plus per tutti coloro che non amano il pesce crudo, anche se ad onor del vero in Giappone la ristorazione (a meno che non si parli di izakaya) è specializzata. 
Ma non basta una discreta selezione di piatti o il sushi man giapponese a fare di un giapponese un giapponese di qualità.

  •  Il sushi che ho preso non mi ha convinto ne’ per il taglio ne’ per il gusto,
  •  le alghe nori dei maki avevano perso croccantezza, 
  •  la frittura dello yasai tempura era troppo pesante,
  •  i roll li ho trovati esageratamente grandi, ripieni di tutto tranne che di pesce e il pesce che c’è ha lo spessore della carta velina.
  • Il riso è troppo asciutto. 
  • Last but not least il te verde mi è stato servito in teiera da english breakfast, e per di più in bustina. Oltraggio. Per per chi parla di cultura giapponese questo non è proprio un dettaglio.

Salvo solo il servizio, che è stato attento e gentile.   


La questua

More about La questua

Un pamphlet lucido e chiaro sui meccanismi diabolici che si sono inventati i governi di vari colori per riempire le casse della Chiesa.  Lettura obbligatoria, approfondita e ben documentata che indaga sui veri costi che gravano sui cittadini di uno stato laico per sostenere il potere spirituale.  Una grande inchiesta sulla vera casta di questo paese. Se soffrite di fegato, lasciate perdere. Fa incazzare.


Doozo – All’ombra di una magnolia

Più di un ristorante, una libreria, una sala da tè, un centro culturale, Doozo è uno spazio multimediale a due passi dal Viminale. All’ombra di una grande magnolia il Giappone si vede, si ascolta, si tocca, si assapora.
Menu non esteso ma di qualità: sushi, sashimi, maki, uramaki, tempura, ramen, udon, insomma i fondamentali della cucina giapponese.  Menu essenziale ma il pesce e il riso di Doozo sono tra i migliori mai assaggiati in città. Servizio attento e premuroso, oltre che giapponese.  
Diversi tipi di tè verde da sorseggiare. Nella bella stagione si mangia fuori nel cortile, cosa rara al centro di Roma.
Doozo fascino e cucina autentica, prezzo di conseguenza. A pranzo teishouku, menu  a prezzo fisso, il pomeriggio sala da tè giapponese. Doozo