° L’atterrissage °

In assoluto uno dei miei film preferiti. Un film duro, che prende spunto dalle rivolte nella banlieu parigina.  Un film amaro, e senza speranza, vite schiantate da  rancore e  violenza  e dove anche la voglia di riscatto di chi cerca di resistere e fuggire viene macinata nei meccanismi senza senso del disperato finale.
La metafora della società nella storia dell’uomo che cade da un grattacielo di 50 piani. Ad ogni piano si tranquillizza che fino lì va tutto bene. Ma ciò che conta per lui non è la caduta, bensì l’atterraggio.
“Jusque ici tout va bien, jusque ici tout va bien, mais le probleme c’est pas la chute, c’est l’atterrissage”

LA HAINE (L’ODIO), MATHIEU KASSOVITZ 1995
oh oh oh c’est a moi qui tu parles?????

Corno di bue, latte scremato proteggi Neve* dall’innominato

Nuvole nere si addensano minacciose sopra la mia testa.  Ci vuole un rito scaramantico contro le forze oscure.  So’ una pagana e quanno ce vo’, ce vo’. 

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, ego me baptizzo contro il malocchio… e con il peperoncino e un po’ d’insaleta ti protegge la Madonna dell’Incoroneta… con l’olio, il sale, e l’aceto ti protegge la Madonna dello Sterpeto.. corno di bue, latte scremeto, proteggi questa casa dall’innomineto…”

British Indie Shopping, indirizzi da ricordare

Fox lampshade

Fresca da un we a Londra, vi propongo due o tre negozi che mi sono piaciuti e dove ho speso anche qualche soldino.
Lush Designs con il suo bestiario di cinghiali, scimmie, scoiattoli, cavalli, volpi dagli occhi grandi acciambellate con prole,  verdure rigogliose,  propone accessori per la casa, lampade, tea towels, copricuscini.
Il negozio, gestito da due designer si trova a Greenwich, tra il Tamigi e il mercato, ma vende anche online.

I cinghiali di Salvatore Fancello e i cinghiali di Lush Designs

Ha uno stile molto colorato e un po’ fiabesco con tratti fantastici, con i cinghiali che mi ricordano l’opera e il tratto nervoso del ceramista sardo Salvatore Fancello.

Beet Big Tea Towel

Sempre a Greenwich, un altro negozio ha attirato la mia attenzione. Si tratta di SophiaandMatt che hanno appena aperto il loro punto vendita  con  borse di varie fogge e misure che strizzano l’occhio al Giappone ma  anche al disegn tessile anni 70.  Hanno cominciato nel 2005 con uno stand al Greenwich Market e hanno avuto successo!
Vendono anche on line, anche se il sito ha un assortimento limitato rispetto al negozio.

28, Greenwich Church Street, 
London SE10
Last but not least, al mercato di Camden Town sono incappata nello stand di  Doki, una simpatica giapponese trapiantata a Londra  che vende ceramiche dal design tradizionale a prezzi accessibili.
Il negozio si trova a Wembley, ma non spedisce all’estero. Accanto al negozio c’è Tetote Factory, pasticceria giapponese dove mangiare  anche l’azuki o il melon pan.
Foto tratta dal sito Japanmatsuri.com

Pietre sospese: Stonehenge

Ho sempre avuto una predilezione per le pietre, il preistorico, i dolmen, i menhirs e tutti i manufatti poco manufatti che risalgono al neolitico o giù di lì.
Vado spesso alla ricerca di circoli, di allineamenti  conficcati nel terreno,  di menhirs spesso caduti che raccontano poco o nulla ma lasciano spazio a tutto il resto. Meglio se sono immersi in paesaggi verde smeraldo.
Di queste testimonianze mute sono andata in cerca qua e la, in Galizia, in Sardegna, in Bretagna, e anche in Gran Bretagna per vedere la regina dei siti megalitici, STONEHENGE.
Ricordo che il primo incontro con Stonehenge fu molto deludente.
Sarò stata io ad essere una pupa, sarà che mi aspettavo dei giganti di pietra, sarà che era estate, sarà che avrei voluto passeggiare tra i triliti e toccarli, sarà che c’era il mondo intero intorno al recinto, STONEHENGE la prima volta fu  una cocente delusione. Pensai che tutte le foto che avevo visto, quelle con i solstizi, gli equinozi, ecc,  non potevano essere che delle bufale o scatti fatti da buche appositamente scavate nel terreno.
Altrimenti tanta maestosità non si spiegava.

Ci sono tornata, tanti anni dopo, preparata alle orde, preparata a vederla a distanza,  preparata ai triliti che ricordavo alti come nani.

Foto di Neve*, cliccate per toccare il muschio
E invece…
Nella piana di Salisbury i primi di gennaio non c’era nessuno,  il tempo era perfettamente brumoso, io mi sono avvicinata al recinto più di quanto ricordassi,  i triliti non erano certo montagne ma sicuramente grattacieli preistorici. Sarà stata una predisposizione d’animo differente ma questa volta Stonehenge mi è sembrata una vera cattedrale, un gigante di pietra grigia e muschio.

Questo è dove abbiamo soggiornato :  il White Hart hotel di Salisbury e qui la mia recensione su TA

British Commercial, WOW

Continuo con  gli  U A O  e mi chiedo
Ma perchè i pubblicitari italiani non vanno a studiare a Londra?
Magari archivierebbero il linguaggio stantio che usano per non osare mai, non stupire, non divertire, non inventare. Magari metterebbero nel cassetto tutta quella bella gente, belle vite, belle case, bei bambini, bei cani, belle tette su trampoli per piazzare solo una latta di biscotti.
E invece in Italia continuano con la coppie come
Titti e Tutti, Pisio e Risio, De Fica e Tisia, Fonolis e Parenti da decenni in tivvù.
Mai che c’avessero un’idea.
Pubblicitari fateve un giro, magari all’estero, anzi no, prima guardate cosa trasmettono nel Regno Unito in questi giorni. Uno spot meglio dell’altro.
Il primo pubblicizza frullati di frutta, il secondo una compagnia aerea.
Dico frullati di frutta, e guardate che hanno tirato fuori. La mantellina rossa!
Sarebbe stato facile mettere dei ragazzini nel primo e delle poltrone reclinate sul secondo.
E invece no. Ci hanno messo molto di più, l’ironia per esempio.

  Enjoy.

  FRUITS AH AH AH SAVER OF THE UNIVERSE (Musica dei Queen)
Here to save the Peckish (qui per salvarci dal languore) Girato a Londra.

E questo della compagnia? Il volo aereo diventa spettacolo,  film, anzi un musical frizzante, avvolgente, scintillante da godersi tra nuvole e bollicine effervescenti.  E anche se pure qui gonne e tacchi a spillo non mancano, non c’è la pura esibizione, e chi vola si gode lo spettacolo, proprio un bello spettacolo, dai piloti  al balletto delle hostess, e il perchè lo dice la canzone  It’s a new day, it’s a new life and I’m feeling good. Una pubblicità che fa centro. Enjoy.


Agenzia – Rainey Kelly Campbell Roalfe Y&R

E provate a dire che non sono COOOOOOL questi spot.
Stessa compagnia, spot per i suoi 25 anni. Nella Londra tatcheriana anni ottanta,  al suono di Relax dei Frank Goes to Hollywood, il personale Virgin irrompe e sconvolge il tran tran dell’aeroporto. Sotto lo sguardo allibito, divertito e decisamente estasiato di famiglie, punk e yuppies qualcuno dichiara che dovrebbe cambiar lavoro, mentre qualcun altro, molto più prosaicamente risponde che lui si accontenterebbe di cambiare biglietto. Supercentro. Ari- enjoy.

U A O

Non posso farci niente Londra e Kate Bush, per ragioni diverse mi fanno lo stesso effetto. Ed è WOW.
 Perciò uao per uao eccovi Wow,  dal genio di Kate Bush. Se invece desiderate riascoltare Wuthering Heights, singolo di esordio sempre del 1978, cliccate qui 
Enjoy.

WoW WoW WoW WoW WoW WoW WoW WoW WoW WoW

Buon Anno, con ritardo

Foto di oogoom *
“Nanakorobi yaoki, jinsei wa kore kara da”
Che tradotto non letteralmente sarebbe  “Resistere! Resistere! Resistere!”
Anche senza un Daruma da colorare, 
mi auguro che il  Nuovo Anno ci porti  fantasia, volontà e perseveranza. 
Buon Duemilaundici a tutti.

* Nella foto UNAZUKIN, prodotto Bandai, un po’ bambola kokeshi, un po’ daruma, un po’ matrioska  (ma sembra che le bambole russe siano state inventate da un monaco ispiratosi direttamente alle bambole giapponesi nella seconda metà dell’ottocento). 
 

Il mondo di Tiziano

More about Un mondo che non esiste più

Un libro fotografico di Tiziano Terzani. Un mondo in bianco e nero perchè questo mondo non esiste più.
Un mondo di immagini, un collage di pensieri, paesi e storie che hanno attraversato la sua vita e che hanno portato il collaboratore dello Spiegel, tra gli anni sessanta e gli ottanta, come un novello Marco Polo, sulle polverose strade dell’Asia.
Dal Vietnam alle Filippine, passando per la martoriata Cambogia, l’universo Cina e l’incomprensibile Giappone. E di ogni capitolo di questo viaggio, quando le parole non bastano o non servono ci sono le foto a rimanere attaccate alla pelle.
Il paziente lavoro di selezione del figlio Folco ripercorre il sentiero professionale e umano del giornalista scomparso qualche anno fa.
Dopo anni di reportage, di bollettini di guerra, dopo una vita che dall’ Olivetti lo aveva portato al delta del Mekong, dopo anni di rivoluzioni , di modernizzazioni forzate, di adesioni al modello occidentale tristemente raccontate (e il Giappone è uno dei paesi meno amati dalla famiglia Terzani), Tiziano approda sull’Himalaya dove aveva forse trovato le risposte che cercava, perchè come amava dire l’unica rivoluzione possibile è quella dentro di noi.

Un Mondo che non esiste più
Di Tiziano Terzani, Folco Terzani (curatore)
Edizioni Longanesi
302 pagine, euro 22
Prima edizione settembre 2010