Neve, le cinque caratteristiche

Un libro paraculo, che m’è piaciuto. Una favola delicata che trasformerei in un corto animato, magari cambiando il nome del protagonista, poichè Yuko in Giappone è nome di donna e non di uomo.

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La neve…

“E’ bianca. Dunque è una poesia. Una poesia di grande purezza. Congela la natura e la protegge. Dunque è una vernice. La più delicata vernice dell’inverno. Si trasforma continuamente. Dunque è una calligrafia. Ci sono diecimila modi per scrivere la parola neve. E’sdrucciolevole. Dunque è una danza. Sulla neve ogni uomo può credersi un funambolo. Si muta in acqua. Dunque è una musica. In primavera trasforma fiumi e torrenti in sinfonie di note bianche.”

“Veniva da Parigi, in Francia. Si chiamava Neve. L’avevano soprannominata così perchè aveva la pelle bianchissima, gli occhi di ghiaccio e i capelli d’oro. E anche perchè quando guizzava nell’aria pareva leggera come un fiocco di neve… Aveva iniziato con una fune tesa a pochi centimetri da terra. Poi, poco a poco, era andata sempre più su sia nell’altezza sia nella maestria della sua arte. E’ così era diventata una delle prime donne funambole. Salita sulla fune, non ne era mai più discesa.”

Leggero il passo sui tatami

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Vivere il Giappone con gli occhi di Antonietta Pastore è vedere attraverso i suoi occhi e sentire con
la sua pelle tutto il ventaglio di sensazioni che colpiscono coloro che si avventurano per qualche tempo in questo pianeta popolato da extraterrestri.
La Pastore, oggi affermata traduttrice, ci racconta in poco meno di duecento pagine di un altro mondo fatto di segni e di sogni, accompagnandoci con passo lieve nella sua vita di straniera alle prese con un paese liquido dove, al principio ci si ritrova come in un acquario tropicale inondati da luci e colori che danzano scintillanti ma rimangono muti e incomprensibili.
In questo acquario, caldo, apparentemente accogliente ci si trova a nuotare meravigliati, stupiti, affascinati ma qualche volta si rischia di affogare.
E allora quelle stesse luci che poco prima avevano conquistato  respingono,  annoiano,  irritano.

Così fa il Giappone a chi ci vive,  trasporta chi si avventura per le sue acque colorate ma a tratti insidiose in un’ altalena di sentimenti diversi e contrastanti.  Antonietta è bravissima nelle descrizioni di vita quotidiana, nell’abbozzarci tipi psicologici e situazioni classiche e meno di vita giapponese.  E non si può fare a meno di immedesimarsi in lei e nel suo percorso di vita giapponese, lungo sedici anni e pieno di discese e risalite.
E ancora una volta non si può fare a meno di annuire, sorridere, cercare di comprendere e magari amare  il più straniero dei paesi, il Giappone.

Einaudi
192 pagine
Prima edizione Febbraio 2010
Eur 13.50

Il mercatino giapponese di Roma

foto di neve*
Stamattina incursione al mercatino giapponese allestito al Black Out di via Casilina.
Impressioni: preferivo la versione “Circolo degli Artisti”.
Il posto era forse più piccolo ma sicuramente più facilmente raggiungibile e con più carattere.
Il mercatino giapponese, dal 2007 ad aggi è cresciuto molto, io ho partecipato a ben quattro edizioni, l’ultima lo scorso anno e devo dire che  gli oggetti giapponesi o ispirati alla cultura nipponica continuano ad essere ancora pochi. 
Il pubblico che lo frequenta è vario, ma ho notato una deriva decisamente troppo teen e kawaii.
Mi piacerebbe un mercatino più autenticamente giapponese, con film, libri, artigianato, un luogo dallo spirito più adulto e dal gusto maggiormente raffinato.

La parte migliore, oltre quella dedicata al cibo, si trova all’ingresso e all’aperto dove sulla destra ci sono 4 o 5 banchetti con vintage giapponese, oggettistica varia, ceramica, artigianato giapponese e variamente ispirato. Proprio da uno di questi banchetti, ho acquistato un bell’anello di Mio Otsubo e uno Jinbei da bimbo che ho abbinato ai geta presi la scorsa primavera al mercatino Menilmontant di Parigi.
foto di neve*

Manekineko maniacs


Una selezione dedicata ai maniaci dei Manekineko


1- Maneki neko canovaccio
2- Lucky T shirt
3 Lucky Cat Pendant
4 Cuscino da viaggio Manekineko
5 Stoffa Manekineko
6 Dipinto Manekineko

Cliccare per ingrandire

Da Etsy

Sul significato e l’origine dei gatti portafortuna in Giappone cliccare qui ( in inglese)
Sul perchè dei colori nei maneki qui (in inglese)
Sulla simbologia qui (in inglese)

Tutto quello che volete sapere sul micio su Wikipedia (in italiano)


Japan the strange country

Il Giappone il paese del sumo, dell’origami, dei kimono? Il Giappone seconda economia del mondo? I giappponesi sono bassi, timidi e lavorano fino a tardi? Le ragazze fanno carte false per una Vuitton e il massimo dello status simbol è passeggiare con un borsa monogrammata appesa al braccio? I giapponesi mangiano bene e hanno un’aspettativa di vita tra le più alte al mondo? Vero, ma vero pure che ad esempio Tokyo è la città più affollata al mondo, che il tonno sta diventando una specie protetta al pari del panda, che il Giappone importa la maggioranza del suo fabbisogno alimentare e che ha il triste primato dei 35 000 suicidi l’anno …
Cose vere, luoghi comuni, domande e considerazioni in questa bella videocreazione. Il Giappone non è più o almeno non è solamente quello che pensiamo e che forse i giapponesi stessi amano pensare del loro paese.
Il video è in lingua originale, ma ben fatto e perfettamente comprensibile grazie alla grafica didascalica e all’animazione più che originale.
Per andare oltre i soliti schemi. JAPAN – the strange country – di Kenichi
E n j o y !

Shunga

Disegni e Foto di Neve*

Mi sono sempre piaciuti gli shunga. Arte erotica bidimensionale. Origami in pittura.
Questo l’ho fatto io qualche tempo fa.
Avevo un libro “Il libro sul cuscino” edito Frassinelli e da lì ho preso la stampa. Purtroppo non so chi sia l’autore, forse si tratta di Shigenobu Yanagawa.

Di seguito canzoni di geisha (prese qui e tradotte)

               Ho sognato che eravamo tornati insieme,
                  la mia risata mi ha svegliato.
               Allora ti ho cercato freneticamente
                   gli occhi pieni di lacrime

Lo so che è frivola e infedele,
ma è tornata da me molto pallida, triste e anche pentita
Una farfalla ha bisogno di un luogo per riposare

quando scende la sera.

Il Giappone a Milano

Foto e Collage di Neve*

Una giornata a Milano. Fredda, grigia e con la nebbia. Milano respingente, Milano con le guglie del duomo contundente.
A Palazzo Reale c’erano però due mostre che tenevo d’occhio da tempo:Shunga, Arte e Eros e Giappone, Potere e Splendore. Due mostre interamente dedicate al Giappone. Due signore mostre in un solo palazzo. Troppa grazia.

Ho acquistato i biglietti on line la sera prima e sono passata leggiadra davanti a tutti il giorno dopo. Unica nota stonata la mancanza di punti ristoro all’interno del Palazzo Reale e l’impossibilità di fare foto nelle sale. Alla mostra nuotavano squali dotati di gracchianti radiotrasmittenti, difficile fregarli.
 
Sazia di cultura ho fatto poi un salto a Via Montenapoleone, e mi sono guardata intorno. Le vetrine delle firme, la fila per i saldi alla Hogan, miss in stivali e colbacco, russi in estasi e con le braccia cariche come alberi di Natale. Più Ferrari parcheggiate che cicche in terra.


Impressioni di un freddo sabato a Milano. Due cose: una coppia di cinesi assaliti dai piccioni in piazza Duomo e l’Isetta parcheggiata a Via Montenapoleone.

 

Foto e Collage di Neve*

Mercatino Giapponese Natale 2009 Circolo degli Artisti

Quest’anno è il mio primo mercatino, ma sarà come al solito imperdibile. Ho cose bellissime.
Il mercatino giapponese organizzato da Sakurashu ad ogni appuntamento si arricchisce di nuovi banchi, e penso sia diventato il migliore nel suo genere a Roma. Certo è privilegiato l’aspetto commerciale, però l’atmosfera che si vive è molto carina e si possono passare un paio d’ore in maniera diversa e divertente se amate il genere Kawaii, zakka o semplicemte vi piace gironzolare per mercatini. Questo è sicuramente differente dai soliti, spesso tristi che si vedono per Roma. Qui e qui le foto delle mie edizioni passate.
Vi aspetto domenica 20 dicembre al Circolo degli Artisti di Roma dalle ore 10. Ingresso 1 euro (e non mi chiedete perchè).