A Roma ci sono diverse pasticcerie siciliane. Una delle più conosciute è Dagnino, vicino la Feltrinelli International di via Emanuele Orlando a piazza della Repubblica. Un posto storico giustamente famoso per la sua pasticceria, con l’arredamento immutato negli anni: stessi specchi, profilati di alluminio, divise dei camerieri e carretti siciliani dagli anni settanta. I prezzi non sono bassi, ma la qualità è garantita. Un po’ meno la gentilezza. Ma non volevo parlare di Dagnino. Mi serviva solo per dire che a Roma Sicilia è sinonimo di dolce (cassate, cannoli, dolci savoia ) mentre il salato è piuttosto trascurato. A parte “le arancine” che ormai hanno preso il posto del compianto supplì (che ahimè noi non sappiamo più fare) si trova poco altro. Navigando in rete, ho trovato un indirizzo golosissimo, provato alla prima occasione e una specialità mi ha lasciata a bocca aperta: lo spitino. Non è uno spiedino, bensì una specie di panino fatto con mollica di pane raffermo, ragù e piselli, besciamella, tutto fritto sul momento e da mangiare con le mani! Il risultato è cibo da strada di una bontà esagerata. Io l’ho provato da Nobel, una pasticceria siciliana super(ma che fa anche arancine, spitini, sfincioni…..) che si trova a via Tuscolana 26, una vera scoperta.
Autore: Nevesottile
Cose per Casa
I ciliegi di via Panama

ちりじりに居てもする也花の春
chiri-jiri ni ite mo suru nari hana no haru
Sono lontano da casa ma sboccia un’altra primavera
Haiku composto nel 1817 da Kobayashi Issa
Fango
Domenica di primavera, Hiroshige o Porta Portese?
Canzone di oggi, questa indimenticabile. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANCORAAAAAAAAAAAA
Hanami @ Nakameguro
Questa è Nakameguro adesso. E io che non mi sono accorta che erano ciliegi….
Sakura by eerkmans taken on Flickr
Tabio!
Kodo, il battito.
Ritmo e tanta potenza. Questi sono i taiko suonati dai Kodo, una miscela di sapiente tecnica, fisicità, tradizione e innovazione per una musica sorprendente. Il risultato sono sonorità esplosive e travolgenti, in un crescendo che porta ad esplosioni di gioia pura (o almeno è quello che succede a me).
La prima esibizione di Taiko l’ho vista moltissimi anni fa in una estate romana all’Eur. Una vera scoperta. E io che pensavo che la musica giapponese fosse solo flauto e shamisen. I taiko sono eccitanti. Da allora sono un appuntamento fisso.
Lo scorso anno ho visto gli ONDEKOZA, quest’anno invece i KODO durante il loro One Earth Tour 2009 saranno in Italia a maggio. I concerti si terranno all’Auditorium di Roma, il 23-25 e 26 e il 27 di maggio. Sembra che per le prime tre date si tratti di un concerto insieme all’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il 27 invece si tratterà solo di tamburi giapponesi.
Wakare, la fine di un amore
Dete mo owari na no
ashita kara wa wine glass mo
kono aizara nanimo kamo
wasureru tame ni
sutemasho ai no kurashi wo
namida wa nagasanaide
omoide to wakareru no
akiramete wakareru no
kyo de mo oshimai nano
anata to no o hanashi mo
ashita kara wa wine glass mo
kono aizara nanimo kamo
anata no nioi no suru mono wa minna sutemasho
wasureru tame ni
sutemasho ai no kurashi wo
omoide to wo wakareru no
namida wa nagasanaide
omoide to wo wakereru no
Inokashira Park
Dove trascorrere qualche ora serena a Tokyo? Sicuramente qui all’Inokashira Park. E’ un parco pubblico donato dall’imperatore Taisho alla città nel lontano 1918 e che si trova nel quartiere di Kichijoji a Musashino ad ovest della capitale, una ventina di minuti da Shinjuku.Ci sono stata una domenica mattina, e trovo sia un buon posto per osservare i tokyoiti nei loro momenti di relax. Nel parco trovate:
- Moltissimi alberi che in una città come Tokyo non sono proprio una cosa scontata.
- Sentieri amenissimi, un tempio dedicato alla dea dell’amore e panchine dove sedere e godersi il panorama.
- Un lago pittoresco solcato da barche-cigno very kitch che le coppiette di innamorati giapponesi invece adorano.
- Un’atmosfera rilassata e un ‘alternativa meno affollata per fare Hanami dello Shinjuku Gyoen o dell’Ueno Park.
- Un interessante mercatino nei fine settimana dove comprare souvenirs fatti da amanti del “hando meido”.
- Artisti di strada, musici e cantanti che si esibiscono nel parco sempre il sabato e la domenica.
- Un mucchio di ristorantini che offrono snack succulenti soprattutto sulla strada che dalla stazione della metro di Kichioji porta all’ingresso del parco.
- Un quartiere, quello di Kichioji, alternativo e pieno di atmosfera dove gironzolare per un po’.
- Un’occasione per scoprire un’altra Tokyo, meno scintillante ma molto, molto piacevole.
Linea Metro Keio Inokashira (stazione Inokashira Koen, 1 minuto a piedi) o JR Chuo Line (stazione di Kichijoji, 5 minuti)





