Ho cambiato canale e sono atterrata su Rrrrai 1. Trasmettono ancora il Festival (sono le 23.30, è presto) Tricarico è vestito con una tovaglia e canta un cavallo di battaglia degli anni ottanta e della canzone sanremese: ITALIANO VERO di Toto Totugno, Cotugno, scusate. Riarrangiamento meno becero dell’originale. Quasi, quasi me piace. Poi vedo il coro dietro, ragazzi e ragazze, faccie colorate, accenti vari, il bengalese romano, il marocchino partenopeo, il cinese di Prato (strano). Per i centocinquantanni dell’Unità siamo tutti belli bravi buoni e italiani, cinesi e hijab compresi.
A finti, nun ce crede nessuno.
A finti, nun ce crede nessuno.
Non è finita, adesso sul palco dell’Ariston campeggia una gigantografia rosso fuoco di Antonio Gramsci, mentre due voci recitano con voce e sguardo da occasione l’importanza dell’indignazione. Ma che cazzo, mo’ pure Gramsci a Sanremo! La mia di indignazione la affido a Piero Ciampi, caro Sanremo te dedico un bell’ADIUS e ari-cambio canale.