
Una delle prime cose che mi hanno colpito del Giappone è stato constatare che quasi tutto quello che noi facciamo in un modo, in Giappone si fa in un altro. Il senso di marcia, il modo di scrivere e leggere, persino come si aprono e chiudono i rubinetti (al contrario, ve lo assicuro!).
Non fanno eccezione i fuochi d’artificio, che da noi si fanno una volta ogni tanto e soprattutto d’inverno (almeno a Roma e so’ pure brutti), mentre in Giappone illuminano soprattutto le calde notti estive.
I giapponesi li chiamano hanabi (花火), letteralmente “fiori di fuoco”. Bel nome, eh? Migliaia di persone si radunano per assistere agli spettacoli pirotecnici, spesso indossando yukata leggeri e sorseggiando una bibita fresca. I fiori di fuoco colorano il cielo e sembrano quasi rinfrescare le afose estati giapponesi.
Le foto di questo post sono state scattate durante il festival estivo di Suwa-ko, nella prefettura di Nagano. Si tratta di uno degli spettacoli pirotecnici più grandi del Giappone e si tiene ogni anno a metà agosto.
I fuochi vengono sparati sulle sponde del lago Suwa, vicino alla città di Chino, così che lo spettacolo di luci venga amplificato e riflesso dallo specchio d’acqua.
Un’esperienza estiva profondamente giapponese e, se vi capita di essere in Giappone in agosto, uno spettacolo da non perdere.