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| L’urlo di Munch |
Tag: Tra me e me
Corno di bue, latte scremato proteggi Neve* dall’innominato
Nuvole nere si addensano minacciose sopra la mia testa. Ci vuole un rito scaramantico contro le forze oscure. So’ una pagana e quanno ce vo’, ce vo’.
Got my Smile !
Ain’t got no money, ain’t got no class
Ain’t got no friends, ain’t got no schooling
Ain’t got no work, ain’t got no job
Ain’t got no man
What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away
I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex
Ain’t got no father, Ain’t got no mother
Ain’t got no children, Ain’t got no faith
Ain’t got no hearth, Ain’t got no water
Ain’t got no ticket, Ain’t got no token
Ain’t got no man
What about God?
Why am I alive anyway?
Yeah, what about God?
Nobody can take away
I got my hair, I got my head
I got my brains, I got my ears
I got my eyes, I got my nose
I got my mouth, I got my smile
I got my tongue, I got my chin
I got my neck, I got my boobies
I got my heart, I got my soul
I got my back, I got my sex
I got my arms, I got my hands
I got my fingers, Got my legs
I got my feet, I got my toes
I got my liver, got my blood
I’ve got life , I’ve got my freedom
I’ve got the life
Che mi ci portate a fare dagli Hare Krishna se mi volete bene?
- Mi sono tolta le scarpe
- Ho conversato abilmente in una stanza in presenza di un’inquietante statua a grandezza umana adagiata su una delle più brutte poltone mai viste
- Me so’ bevuta una tisana al ribes che con la zuppa di lenticchie dal e il chapati non si sposa per niente
- Ho fatto la disinvolta quando mi hanno salutato con Hare Krisna, Hare Hare, Rama Hare (significa?)
- Ho lasciato ob torto collo una più che generosa offerta per un pasto che sarà stato pure spirituale ma che io ho trovato alquanto blando
- Mi sono intrattenuta a discorrere con un devoto dall’eloquio tranquillo e quasi ipnotico, e da costui ho pure accettato un libretto divulgativo pieno di saggezza che avrei pure sfogliato se
Dedicata a Manu
che cantano God Help The Girl in una chiesa, la scorsa estate.
Qui ho postato un altro splendido pezzo cantato dalla Ireton, Musician please take heed. Buon ascolto.
There is no way I’m looking for a scene
I need to save some dough
I’m a working girl, you know
I’ll fend attention off I keep to myself
I love my room, I’m getting used to sleeping
Some nights I really like to lie awake
I hear the midnight birds
The message in their words
The dawn will touch me in a way a boy could never touch
Their promise never meant so much to me
You have been warned, I’m warned to be contrary
Backward at school, I wrote from right to left
Teacher never cared for me
Preacher said a prayer for me
God help the girl, she needs all the help she can get
I sit for hours just waiting for his phone call
I’ll leave the chocolate hidden in the fridge
I’ll play his messages
Analyze his intonation
Please stop me there, I’m even boring myself
I think of him when I’m doing the dishes
I think of him while looking in the sink
This ain’t no play on words
My love for him is absurd
If he gave me a sign I’d think about it for a week
I’d build it up and then I’d turn him down
You have been warned, I’m warned to be contrary
Backward at school, I wrote from right to left
Teacher never cared for me
Preacher said a prayer for me
God help the girl, she needs all the help she can get
Scusate l’assenza,
Quest’estate ho fatto un sacco di riflessioni. Una proprio sul Chinotto Neri.
Ho capito che il chinotto è l’unica cosa che mi manca quando sono via, e non solo. Capita infatti che mi manchi a volte pure a Roma quando per esempio al posto del Chinotto cercano di propinarmi una bieca imitazione con l’accento sulla O. E non manca solo a me, ma a tanta altra gente. Per esempio a papà.
Lo dico perchè quando eravamo sull’autostrada Rennes-Parigi, in un autogrill gallico qualunque, davanti a parete intera di beveraggi colorati e pozioni iridescenti, gli chiedo
“A pa’ che te bevi? Che voj uno yoghurt al mango-papaya-mirtillo gigante, un succo al mangostano picchiettato o una Evian aromatizzata cedrata al gusto big buble??
E lui..”Noooo Sì (Silvia in romano, ndr), io me pijo solo un
c h i n o t t o “
A pa’ ma sai che te dico? Pure io. :)
Non ce l’avevano.
Altro che formaggio grana, il chinotto bisognerebbe esportare, non solo all’estero, anche in tanti bar di Roma.
Chinotto, ma che sia Neri, quello fatto nello stabilimento di Capranica, sulla Cassia.
C.h.i.n.o.t.t.o m.a.i p.i.ù s.e.n.z.a.
– mi raccomando con una fetta di limone dentro –
Oltre il canale, volare
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Dopotutto il mare è a due passi. Se ne sente l’odore. E quando sei su un aereo, decolli e guardi giù, ecco che vedi subito la città di Fiumicino, il Tevere, la sua foce, la spiaggia e poi a perdita d’occhio il lattiginoso blu del mare.
Oggi c’era vento da sud ovest, libeccio, e perciò il posto migliore per guardare gli aerei prima lampeggiare lontani, abbassarsi, barcollare un po’ e poi atterrare era a nord della pista di Fiumicino.
Per me è puro divertimento. Un gioco che ho imparato da piccola. Al quale papà mi ha introdotto nei lunghi pomeriggi d’estate e che mi ha insegnato l’attesa, la pazienza, l’immaginazione.
Gli occhi a frugare l’orizzonte con impazienza, a sbuffare fino a vedere comparire lontano un luccichio, guardare con ansia e stupore il puntino avvicinarsi ed ingrandirsi, spalancare occhi e bocca finchè una mano provava a toccare il cielo e l’aereo ti investiva con luce e fragore.
Cercare gli aerei all’orizzonte mi faceva pensare a rotte e paesi lontani.
Giovedì ho giocato di nuovo, ed era tanto che non giocavo così. Sono stata più di due ore a frugare tra le foglie degli alberi alla ricerca di fari in avvicinamento.
Posta indesiderata
I risultati del Jplt 2 livello.
Si passa con 240 punti:
La mia compatta che se lo sentiva ha preferito annegare piuttosto che fotografare il risultato (poi dicono che le cose non hanno un’anima).
Fiumicino da mare
Si partiva con il treno. Ad ogni stagione la sua cura: l’inverno la vitamina C delle spremute, l’estate lo iodio del mare.
Noryoku Shiken, il test per il test
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| Foto sfocata di Neve* |
Otto lezioni da domani. Faccio anche questo ho pensato, così mi costringo a studiare quei sette ottocento ideogrammi che mi mancano per arrivare a meta (…na cazzata).
Ma mi sono detta che ce la posso fare.
Praticamente uno-stralcio-dell’-esame. Proprioumanistigiapponesi. Sti benedetti ideogrammi li studio, con calma però no tutti insieme!!!! Ma ormai ero lì e mi sono sottoposta alla tortura.



