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Pranzare seduti e spendere meno di cinque euro a Roma? Difficile ma ancora possibile.
Una volta andavo volentieri da Roscioli a via Buonarroti. In genere di sabato e ci andavo per l’ottima pasta e fagioli, che accompagnavo con un bicchiere di vino e da qualche striscia di pizza bianca, di quella fatta come si deve, calda, morbida ma pure scrocchiarella, e lucida di olio e sale.
Da un po’ di tempo però ho tradito lo storico forno perchè nonostante la bontà dei piatti, il servizio veloce e pure attento, spendere dodici, tredici euro a pranzo per un piatto unico spesso di verdure, due strisce di bianca e un bicchiere di vino mi sembra esagerato.
Ho tradito Roscioli per il civico successivo dove c’è Kathmandu, rosticceria nepalese con tavolini che propone piatti unici di curry con o senza riso, vegetariani e non, più una serie di altre specialità che pescano dalla tradizione indiana, e rispetto a questa è meno speziata. I prezzi concorrenziali, la qualità è più che discreta e il cibo è sempre fresco.
Frequentato da una moltitudine piacevolmente multietnica come da copione per piazza Vittorio.
Il mio piatto preferito è il curry vegetariano: riso jasmine bianco con verdure miste, ceci e lenticchie –> 4 euro servito su una tovaglietta con la bandiera e la carta geografica del Nepal. Abbondante e moderatamente speziato. Sazia e contenta.
Servono anche il kebab.
