Venezia Carnevale

foto di Neve*
Sabato e domenica a Venessia. Primo giorno di Carnevale in tono dimesso, lutto cittadino per altre due morti bianche: due operai a Porto Marghera.
Ho alloggiato alla Pensione Guerrato, zona Rialto.

Sabato gli unici mascherati sono gli stranieri accorsi a frotte ansiosi di assaporare un po’ di atmosfera settecentesca. Domenica, mentre la colombina volava su Piazza S. Marco, sono andata in laguna, a Torcello. Sopra qualche foto.

Cose da ricordare e riportare a casa: la chiacchierata a S.Polo con due gondolieri che per metà del tempo non ho capito; le frittelle veneziane, a metà tra i bignè di San Giuseppe e delle super castagnole. Fatte di pasta morbida con uvetta sono fritte, inzuccherate e poi riempite di crema, panna o zabajon.

 

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Norimberga: salsicce e gluhwein

Foto di Neve*
E’ tempo di castagne e vin brulè. Il primo fine settimana di dicembre si inaugurano in Germania gli ormai famosi Mercatini di Natale. Un modo per farsi un giro, rimpizzarsi di schifitezze ad alto contenuto di trigliceridi con un minimo di senso di colpa (fa freddo …).
Quest’anno destinazione Norimberga, seconda città della Baviera, nella regione della Franconia.
Foto di Neve*
Foto di Neve*
Volo diretto Air Berlin, low cost tedesca con servizio da compagnia di bandiera. Tempo di volo 1 e 20 min in andata, 1 e 10 al ritorno. Pernotto Ibis Nurnberg centrum, due stelle catena Accor, 95 euro la doppia senza colazione. Un’esagerazione lo so, normalmente con gli ibis te la cavi con 60 euro, ma dicembre a Norimberga, che sembra abbia il mercato di natale più grande di tutta la Germania (boh?),è proprio alta stagione.
Tempo variabile temperatura sopportabile. Sabato pioggia.

Impressioni: Norimberga, come quasi tutte le città tedesche è stata rasa al suolo dai bombardamenti alleati ma ricostruita identica a prima. Solo che lo sai e non ti fa lo stesso effetto. E’ circondata da una possente cinta di mura ed è dominata dal Kaiserburg, la fortezza del sedicesimo secolo, che si visita solo con guida, ma in lingua tedesca. Non parlo tedesco, mi sono accontentata del panorama e del vento che soffiava (freddddo).

Da vedere ci sarebbe anche la casa di del pittore Durer, qualche bella chiesa come San Lorenzo, e ricordi del terzo Reich, come la corte del processo ai gerarchi nazisti.

Escursioni da Norimberga: Bamberga, cittadina patrimonio Unesco,  ben conservata e piena di edifici barocchi. Raggiungibile da Norimberga in 45 minuti di treno, dalla stazione centrale.

Mercatino: ho letto che è il più grande di tutta la Germania, ma non mi è sembrato. Occupa la piazza principale della città, la Hauptplatz e pullula di stands. Io, che sono interessata soprattutto a quelli gastronomici ho notato con disappunto poca, pochissima varietà rispetto ad altri mercati visitati (Francoforte, Treviri, Stoccarda, Rothenburg ober Tauer). La specialità di Norimberga sono i salcicciotti bianchi, perciò se ne trovavano in tutte le salse, anche a metro, mentre c’era ben poco del resto. Per i dolci ci si poteva sbizzarrire di più, waffeln semplici o articolati (panna, nutella, fragole), frutta ricoperta da uno strato di cioccolata, fruchtebrote (pane dolce alla frutta).

Su tutto l’immancabile Gluhwein, vino rosso caldo e speziato da sorseggiare passeggiando.

Fine settimana a Bruxelles-Brussels



Ho passato il fine settimana a Bruxelles.  Non l’avevo mai considerata una meta per il miei mordiefuggi europei, ma c’era alta pressione su tutta Europa e ho approfittato per due giorni 1 notte nella capitale del Belgio.


Paese strano il Belgio, con l’anima divisa in due, metà vallona e metà fiamminga. Questa curiosa miscela non si amalgama a Bruxelles-Brussel ma si sovrappone e convive in questa città simbolo della comunità europea. Due popoli, due lingue, una latina, l’altra germanica si incontrano e si scontrano a Bru. Il risultato è curioso. Il bilinguismo regna ovunque, dai nomi delle strade agli annunci sui treni. Ho avuto l’impressione di girare in una città cosmopolita, ma dove l’identità è un fattore importante e dove si cerca di ammorbidire l’antica ruggine con uno sforzo burocratico imponente.

Sono arrivata con un volo Alitalia il sabato pomeriggio, il tempo di posare il borsone e mi sono tuffata nella vita notturna di Bru. Serata fantastica, temperatura da ottobre romano, un tantino più fresco, forse.

Visto che una delle cose famose a Bru è la birra sono andata al famoso Delirium caffè, dove sembra che servano più di 2000 etichette!!! Il locale mi sembra popolato da tanti turisti e da teenagers locali.

Dopo un’ottima trappista e una cherry beer (strana birra aromatizzata alla ciliegia, altra specialità locale) avevo fame e quindi sono partita alla ricerca di un posto, magari una brasserie di quelle fumose dove si potesse mangiare. Le vie che partono dalla Grande Place o Grot Markt pullulano di ogni genere di ristorante. La temperatura permetteva di mangiare all’aperto, cosa rara da queste parti ad ottobre, così passando su strade invase da tavoli straripanti ho visto persone che si affannavano su pile fumanti di moules et frites (le tanto famose cozze e patate fritte), grigliate di pesce e di crostacei e coloratissime Paellas. No non credo che la paella sia un piatto locale, ma tant’è …..
foto di Neve*

foto di Neve*

foto di Neve*


Deciso di assaggiare la specialità locale “moules et frites” Con una porzione ci si mangia tranquillamente in due, le cozze sono cotte in guazzetto con tanta cipolla e pepe. Le patate fritte sono patate fritte, forse rispetto alle nostre più grosse e spesse. I belgi sono molto orgogliosi di queste patate. Mi chiedevo perchè allora nel mondo le patate fritte si chiamano “FRENCH FRIES” ? 

Comunque mi sono gustata le moules anche se poi l’indomani mattina sono stata sorpresa da spiacevoli effetti collaterali, e le farmacie aperte, un po’ come a Roma d’agosto, non si trovano molto facilmente.

Nonostante l’inconveniente la domenica mattina, altra giornata splendida, ho visitato il museo del Fumetto, perchè il Belgio ha dato i natali a grossi fumettisti, uno per tutti HERGE, l’autore di Tintin, che non è francese, bensì belga. Il museo è molto carino, ospita una biblioteca, una caffetteria e un fornitissimo negozio.

Avrei speso un sacco di soldi e bevuto e mangiato waffles e cioccolata calda, ma visto le mie precarie condizioni mi sono dovuta accontentare di un te con moooolto limone.

Prima di tornare verso l’aeroporto, dove avrei ripreso il volo alle18, mi sono concessa un ultimo giro in centro, ho dato un’altra sbirciatina alla magnifica Grande Place e mi sono rifornita in uno dei centinaia di negozi di cioccolata di qualche pralina ripiena (altra specialità belga). Finalmente ho scoperto da dove viene il cioccolato Godiva!

foto di Neve*







Viva il pizzocchero!

foto di Neve*
foto di Neve*
 
I pizzoccheri sono veramente buoni!
Li conoscevo solo di nome. Finalmente li ho assaggiati nella loro patria, tra le Alpi della Valtellina.
I pizzoccheri, tagliatelle irregolari di grano saraceno,  conditi con verza, patate e un misto di formaggi, e serviti in un piatto ben caldo per evitare che il formaggio si raffreddi e indurisca.
Squisitisssimi, buoni, buonissimi….
Mangiati secondo la ricetta tradizionale in un ristorante storico della Valtellina,
l’hotel Combolo di Teglio.

Chamonix :una caraffa d’acqua s’il vous plait!

In questo fine settimana in montagna, sul Monte Bianco, versante francese, ho avuto l’occasione di mangiare la famosa fonduta. In Alta Savoia i formaggi sono buoni e i ristoranti della zona ne offrono in quantità.
Da italiana in vacanza, come tanti italiani al ristorante, ho chiesto acqua minerale. VOI NON FATELO! Purtroppo l’abitudine di bere acqua in bottiglia, è un vizio che fuori confine si paga carissimo.

Questa insana abitudine di bere solo acqua minerale, anche se l’acqua del rubinetto è buonissima ,e per esempio a Roma lo è, non l’ho mai capita.

Mi sono sempre chiesta perchè tante persone al supermercato si carichino come muli litri e litri d’acqua chiusa in bottigliacce di plastica , quando a casa basta aprire il rubinetto e di acqua ne esce di fresca,buona e pulita.

Non credo che ci sia un altro paese così ricco di acque minerali (ma poi so’ proprio vere, ‘ste acque?) come il nostro. E dove ci sia la dittatura del bere acqua solo in bottiglia. A casa io bevo acqua del rubinetto, al ristorante invece non si può, non si fa, se chiedi una brocca d’acqua ti guardano neanche avessi tre occhi. Quindi al ristorante si beve la minerale.

All’estero non cascateci. In terra straniera normalmente si pasteggia a vino, o a birra. L’acqua è sempre in caraffa. Solo gli italiani chiedono la minerale. E poichè all’estero l’acqua minerale è considerata bibita alla stregua della coca e del vino, il prezzo che ha è salatissimo.

Dimenticandomi questa piccola ma essenziale regola (mai minerale all’estero, e possibilmente neanche in Italia) a Chamonix ho preso una bottiglia di Evian, che badate bene è acqua che sgorga dal Monte Bianco, cioè dalla montagna fuori il ristorante.

L’ho pagata 7 EURO. Ben mi sta.

Massiccio del Monte Bianco : Blu ghiaccio

foto di Neve*

 

Non ho molta confidenza con la montagna. In queste foto vi presento il maestoso massiccio del Monte Bianco, sua maestà d’Europa, quattromila e rotti, anzi quasi cinquemila metri in altezza. Per chi è abituato come me, solo ai sette colli di Roma, alzare lo sguardo su questo gigante è a dir poco emozionante. Ancora più bello è assistere a questo spettacolo di rocce e ghiaccio che bucano le nuvole quando a Roma si superano i 35 gradi centigradi, come in questo fine settimana.
Lassù, a 3800 metri sul livello del mare, in piena estate la temperatura è zerogradi.
Godetevi questi scatti di ghiacciai perenni, nuvole candide, neve vaporosa, guglie di pietra del monte più alto d’italia e d’europa, versante francese, e rinfrescatevi un po’.

Salendo sull’Aiguille du Midi vista sul Monte Bianco

quasi in cima all’Aiguille

 

foto di Neve*

Il ghiacciaio di Bossons, monte Bianco

il Dente del Gigante

Panorama sulle Alpi dalla cima dell’Aiguille, 3800 metri

Questa bellissima arrampicata fino ad Aiguille du Midi e poi fino a Punta Helbronner al confine con l’Italia la chiamano Panoramic, parte da Chamonix e costa la bellezza di euro 54 andata e ritorno, ma per carità li vale tutti.

Domenica Maremmana

foto di Neve*

Mare, una grande spiaggia, una pineta odorosa. Il paesaggio ideale, anche quando piove.

La Maremma è così, un posto familiare.



Taci. Su le soglie

Del bosco non odo
Parole che dici

Umane; ma odo
Parole più nuove Che parlano gocciole e foglie
Lontane. Ascolta. Piove
Dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
Salmastre ed arse,
Piove sui pini
Scagliosi ed irti,
Piove sui mirti
Divini,
Su le ginestre fulgenti
Di fiori accolti,
Sui ginestri folti
Di coccole aulenti,
Piove sui nostri volti
Silvani,
Piove sulle nostre mani
Ignude,
Sui nostri vestimenti
Leggieri,
Su i freschi pensieri Che l’anima schiude
Novella,
Su la favola bella Che ieri
T’illuse, che oggi m’illude,O ermione
Odi? la pioggia cade
Su la solitaria
Verdura
Con un crepitio che dura
E varia nell’aria
Secondo le fronde
Più rade, men rade. Ascolta. risponde
Al pianto il canto
Delle cicale Che il pianto australe
Non impaura,
Nè il ciel cinerino.E il pino
Ha un suono, e il mirto
Altro suono, e il ginepro
Altro ancora, stromenti
Diversi
Sotto innumerevoli dita.E immersi
Noi siam nello spirto
Silvestre,
D’arborea vita viventi;
E il tuo volto ebro
È molle di pioggia
Come un foglia,
E le tue chiome
Auliscono come
Le chiare ginestre,O creatura terrestre
Che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. l’accordo
Delle aeree cicale
A poco a poco
Più sordo
Si fa sotto il pianto
Che cresce;Ma un canto vi si mesce
Più roco
Che di laggiù sale,
Dall’umida ombra remota.Più sordo e più fioco
S’allenta, si spegne.
Sola una nota
Ancora trema, si spegne,
Risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare. Or s’ode su tutta la fronda
Crosciare
L’argentea pioggia
Che monda,Il croscio che varia
Secondo la fronda
Più folta, men folta.Ascolta.
La figlia dell’aria
È muta; ma la figlia
Del limo lontane,
La rana,
Canta nell’ombra più fonda,
Chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
Sì che par tu pianga
Ma di piacere; non bianca
Ma quasi fatta virente,
Par da scorza tu esca.E tutta la vita è in noi fresca
Aulente,Il cuor nel petto è come pesca
Intatta,
Tra le palpebre gli occhi
Son come polle tra l’erbe,I denti negli alveoli
Son come mandorle acerbe.E andiam di fratta in fratta,
Or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
Ci allaccia i malleoli
C’intrica i ginocchi)
Chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
Silvani,
Piove sulle nostre mani
Ignude,Sui nostri vestimenti
Leggieri,
Su i freschi pensieri
Che l’anima schiude
Novella,
Su la favola bella
Che ieri
M’illuse, che oggi t’illude,O ermione