Autore: Nevesottile
Roma, via Garibaldi
L’acqua di Roma
Una delle cose che più mi piace di Roma, è farmi una bella passeggiata in bicicletta nel centro storico.
La bici mi da una sensazione di libertà che non ho con la macchina e nemmeno con il motorino. Mi sento un pedone dotato di superpoteri….posso camminare sulla strada e sui marciapiedi, supero con una leggiadra scampanellata chi suda sette camicie correndo, pedalo, mi fermo, pedalo, pedalo, pedalo finchè non incontro una salita, allora mi fermo.
Sono una turista della bicicletta, una profana, non uso calzoncini ne’ caschetto anti urto, però mi diverto un sacco. Cambio itinerario a seconda dell’umore, alcuni posti mi ispirano più di altri, insomma in bici mi sento sempre in vacanza.
Oggi 25 aprile poi è la giornata ideale per andare in bici. Così ideale che ho rischiato di rimanere a piedi, perchè al parco di Capoprati, vicino Ponte Milvio tutti sembrano aver avuto la mia stessa idea. Anche se tanti romani sono andati fuoriporta a sforchettare, o a stendere un asciugamano al mare, la città è comunque affollata.
La temperatura è oramai estiva, e i ristoranti del Rione Parione sono pieni all’inverosimile. A zonzo senza metà mi è venuta sete. Roma per l’acqua è una città veramente democratica, basta guardarsi intorno e all’angolo di una strada si vedrà ben presto un “Nasone” , una fontanella in ghisa con una caratteristica cannella (il nasone appunto) dotato di un foro per bere.
I nasoni, sono la versione popolare delle fontane monumentali di cui Roma è piena. Quindi non perdete tempo nei bar a farvi dare una bicchiere d’acqua, che poi cercano sempre di darvi quella minerale, e voi
dovete precisare, che no, volete quella di rubinetto… Bevete la migliore acqua del mondo direttamente dal Nasone.
Blu mare
Questa foto ha ben poco a che vedere con il Giappone, adesso che ci penso non so se ho mai visto il mare in Giappone. Forse si, a Tokyo, quando sono andata ad Odaiba. Che strano, non si riesce a pensare a Tokyo come una città con il mare, eppure il mare c’è. Tokyo non è una città di mare.
Questa foto è stata scattata sul lungomare di Nizza, a marzo in una giornata di burrasca.
C’era molto vento quel giorno sul mare, c’è molto vento oggi nel mio cuore.
Tokyo in tre giorni. Shinjuku Gyoen Hanami
Le foto qui pubblicate sono state scattate tutte a Shinjuku Gyoen, preso d’assalto per l’occasione da centinaia di persone .
Il parco, direi che è piuttosto grande, è molto curato, e l’ingresso è a pagamento.
Ce ne sono di molte varietà, che non saprei stare a descrivere, bianchi, rosa, rosa pallido, rosa rosa, rosa rossi, e tutti attirano lo sguardo ammirato di qualcuno.
久石譲-Summer (菊次郎の夏)
Tokyo, in tre giorni. Kabuki cho
Con grossa soddisfazione abbiamo fatto una scorpacciata di pesce crudo, innaffiato da bollente te’ verde, wasabi e zenzero saponato. I prezzi dei piattini, confrontati con i ristoranti di Roma sono bassi….120, 150, 200, 250 yen a piattino (dagli 80 centesimi di euro ad un max di 1,50 euro ).
Una vera goduria per chi è abituato a venire spellato vivo ogni volta che mette piede in un giapponese in Italia, e quindi un’esperienza che ci siamo ripromessi di ripetere il più possibile prima di partire da Tokyo.
Dopo la scorpacciata un bel giro nel distretto più animato di Shinjuku est….Kabuki-cho.
Ristoranti, negozi aperti, locali equivoci e tanti buttadentro. Un delirio di luci e suoni, un vortice di colori nel cuore pulsante di una megalopoli da oltre 35 milioni di abitanti nell’area metropolitana: turisti in libera uscita, studentesse in tiro in cerca di un lavoretto nei locali, impiegati sbronzi, uomini sandwich che reclamizzano il ristorante dietro l’angolo, coppie improbabili di giovani donne e stanchi salaryman, vocianti comitive di ragazzini.
Qui c’è la più alta concentrazione di locali notturni di Tokyo, bar, ristoranti, hostess, strip e massage bar. Tutti lo sanno, a kabuki- cho ci si viene per divertirsi.

Che palla!

Tornata…….il volo di ritorno è stato talmente lungo, ma talmente lungo e noioso che per disperazione mi sono messa a costruire una palla di origami. Ho seguito diligentemente le istruzioni, e in “appena” 3 ore e mezza ho costruito questa bellezza completamente di carta. Sono stata sul punto, diverse volte, intorno alla seconda ora di accartocciare tutto per la disperazione, ma ho con grosso sforzo, uso di pazienza (considerata dagli orientali massima virtù) e qualche imprecazione, ce l’ho fatta! Bella sta palla eh? Consigliato a chi non sa cosa fare mentre sorvola per infinito tempo la russia Asiatica…







