Roma, via Garibaldi

Una delle strade più belle di Roma, via Garibaldi. Parte da Trastevere, all’altezza dell’arco di Settimiano, da dove partono anche via di Santa Dorotea e via della Scala e sale su su fino al Gianicolo. E’ pavimentata a Sanpietrino, e guai chi lo tocca, una delle strade che preferisco, con quell’aria un po’dimessa, da campagna, da fuoriporta che gli è rimasta addosso. Fotografata, oggi 25 aprile, 62° anniversario della Liberazione. La strada è stata anche immortalata nell’episodio finale, quella della bottiglia d’olio nel film di Carlo Verdone, Bianco, rosso e Verdone.
One of more beautiful street in the heart of Rome, Via Garibaldi, in the old Trastevere quarter. This is one of my favourite spot in the eternal city. As it lies down the Gianicolo Hill, it looks like a countryside old street. Must see

L’acqua di Roma

Una delle cose che più mi piace di Roma, è farmi una bella passeggiata in bicicletta nel centro storico.
La bici mi da una sensazione di libertà che non ho con la macchina e nemmeno con il motorino. Mi sento un pedone dotato di superpoteri….posso camminare sulla strada e sui marciapiedi, supero con una leggiadra scampanellata chi suda sette camicie correndo, pedalo, mi fermo, pedalo, pedalo, pedalo finchè non incontro una salita, allora mi fermo.
Sono una turista della bicicletta, una profana, non uso calzoncini ne’ caschetto anti urto, però mi diverto un sacco. Cambio itinerario a seconda dell’umore, alcuni posti mi ispirano più di altri, insomma in bici mi sento sempre in vacanza.
Oggi 25 aprile poi è la giornata ideale per andare in bici. Così ideale che ho rischiato di rimanere a piedi, perchè al parco di Capoprati, vicino Ponte Milvio tutti sembrano aver avuto la mia stessa idea. Anche se tanti romani sono andati fuoriporta a sforchettare, o a stendere un asciugamano al mare, la città è comunque affollata. La temperatura è oramai estiva, e i ristoranti del Rione Parione  sono pieni all’inverosimile. A zonzo senza metà mi è venuta sete. Roma per l’acqua è una città veramente democratica, basta guardarsi intorno e all’angolo di una strada si vedrà ben presto un “Nasone” , una fontanella in ghisa con una caratteristica cannella (il nasone appunto) dotato di un foro per bere. 
I nasoni, sono la versione popolare delle fontane monumentali di cui Roma è piena.  Quindi non perdete tempo nei bar a farvi dare una bicchiere d’acqua, che poi cercano sempre di darvi quella minerale, e voi dovete precisare, che no, volete quella di rubinetto… Bevete la migliore acqua del mondo direttamente dal Nasone.


Blu mare

Questa foto ha ben poco a che vedere con il Giappone, adesso che ci penso non so se ho mai visto il mare in Giappone. Forse si, a Tokyo, quando sono andata ad Odaiba. Che strano, non si riesce a pensare a Tokyo come una città con il mare, eppure il mare c’è.  Tokyo non è una città di mare.
Questa foto è stata scattata sul lungomare di Nizza,  a marzo in una giornata di burrasca. 
C’era molto vento quel giorno sul mare, c’è molto vento oggi nel mio cuore.

 

Tokyo in tre giorni. Shinjuku Gyoen Hanami

A Tokyo ci sono diversi luoghi per fare “HANA-MI”( guardare i fiori ). Uno di questi è il parco di Shinjuku Gyoen che si trova a sud est della più grande e trafficata stazione di tutto il Giappone : Shinjuku appunto.

Lo ripeto, Shinjuku a Tokyo è in assoluto il posto che preferisco. Non è semplicemente un quartiere, ma una città nella città,  con più 300.000 abitanti e qualche milione di pendolari ogni giorno (e notte). Shinjuku è la quintessenza di Tokyo.

Fare Hanami a Tokyo significa andare al parco di Ueno, o al cimitero di Aoyama, oppure a Yanaka che ospita un piccolo cimitero storico. Il fiume Sumida poi, vicino al palazzo imperiale offre bei scorci e romantiche passeggiate in barca.
Le foto qui pubblicate sono state scattate tutte a Shinjuku Gyoen, preso d’assalto per l’occasione da centinaia di persone .

Per chi a Tokyo si dorme a Shinjuku raggiungere il parco di Shinjuku Gyoen è comodo e facile.
Il parco, direi che è piuttosto grande, è molto curato, e  l’ingresso è a pagamento.
Ha una buon numero di alberi di ciliegio che si specchiano anche nell’acqua.
Ce ne sono di molte varietà, che non saprei stare a descrivere, bianchi, rosa, rosa pallido, rosa rosa, rosa rossi, e tutti attirano lo sguardo ammirato di  qualcuno.

Tutte le foto sono di Neve*

In genere, nel periodo della fioritura, qualche giorno, massimo una settimana l’anno tra marzo e maggio a seconda della latitudine, il rito prevede che si venga  presto per al parco per accaparrarsi il ciliegio più bello, il pezzo di prato migliore così da  distendere a terra una grossa cerata blu e rilassarsi.  Sono pochi coloro che, come in epoca Heian, approfittano di tanta bellezza per comporre Haiku, la maggioranza molto più prosaicamente si svacca al sole ole, sbraciola,  e beve tanto, ma proprio tanto :)

久石譲-Summer (菊次郎の夏)

>
Oggi è una giornata calda, troppo calda per essere una giornata d’aprile. La luce è già satura di colori e allora mi è venuta in mente la musica del film di Takeshi Kitano, l’estate di Kikujiro, un film tra i più commoventi che abbia mai visto. La colonna sonora, di Joe Hisaishi è  perfetta, a tal punto da non saper dire chi, tra il film e la musica, abbia ispirato cosa. Il brano che posto è il più famoso della colonna sonora. Godetevelo perchè è rinfrescante come un Furin, il campanellino che i giapponesi d’estate appendono alle porte e finestre affinchè con la loro melodia rinfreschino e alleggeriscano un po’ dalla calura estiva.

Tokyo, in tre giorni. Kabuki cho

Kabuki-cho – Foto di Neve*
Dopo un sonno ristoratore — perché, come previsto, in volo non si è dormito — ci siamo precipitati nel primo kaiten-zushi che ci è capitato a tiro, a Kabukichō, nel cuore di Shinjuku est e del divertimento notturno di Tokyo, a Kabuki-cho, la zona di Shinjuku est, la mecca del divertimenti per eccellenza. 
Con grossa soddisfazione abbiamo fatto una scorpacciata di pesce crudo, innaffiato da bollente te’ verde, wasabi e zenzero saponato. I prezzi dei piattini, confrontati con i ristoranti di Roma sono  bassi….120, 150, 200, 250 yen a piattino (dagli 80 centesimi di euro ad un max di 1,50 euro ). 
Una vera goduria per chi è abituato a venire spellato vivo ogni volta che mette piede in un giapponese in Italia, e quindi un’esperienza che ci siamo ripromessi di ripetere il più possibile prima di partire da Tokyo. 
Dopo la scorpacciata un bel giro nel distretto più animato di Shinjuku est….Kabuki-cho. 
Ristoranti, negozi aperti, locali equivoci e tanti buttadentro. Un delirio di luci e suoni, un vortice di colori nel cuore pulsante di una megalopoli da oltre 35 milioni di abitanti nell’area metropolitana: turisti in libera uscita, studentesse in tiro in cerca di un lavoretto nei locali, impiegati sbronzi, uomini sandwich che reclamizzano il ristorante dietro l’angolo, coppie improbabili di giovani donne e stanchi salaryman, vocianti comitive di ragazzini. 
Qui c’è la più alta concentrazione di locali notturni di Tokyo, bar, ristoranti, hostess, strip e massage bar.  Tutti lo sanno, a kabuki- cho ci si viene per divertirsi.

Benvenuti a Tokyo!

Che palla!


Tornata…….il volo di ritorno è stato talmente lungo, ma talmente lungo e noioso che per disperazione mi sono messa a costruire una palla di origami. Ho seguito diligentemente le istruzioni, e in “appena” 3 ore e mezza ho costruito questa bellezza completamente di carta. Sono stata sul punto, diverse volte, intorno alla seconda ora di accartocciare tutto per la disperazione, ma ho con grosso sforzo, uso di pazienza (considerata dagli orientali massima virtù) e qualche imprecazione, ce l’ho fatta! Bella sta palla eh? Consigliato a chi non sa cosa fare mentre sorvola per infinito tempo la russia Asiatica…

Si parte

Domani si parte………… Come al solito mi pentirò subito dopo essere salita a bordo e mi strameledirò ogni volta che l’aereo scricchiolerà e dondolerà per una perturbazione. Eh si, perchè adoro viaggiare ma a 10000 metri da terra (ma a 10 sarebbe uguale) proprio tranquilla non sono. Già so che passerò buona parte del tempo con un occhio chiuso e uno aperto ad ascoltare ogni rumore e a scrutare le reazioni del personale di bordo ad ogni sobbalzo, e a imprecare ogni volta che si accenderà la luce delle cinture. Dopo un’infinità di tempo, mi rilasserò ovviamente a un’ora dall’arrivo, ma allora sarà troppo tardi per dormire. Pazienza, sarò felice di essere arrivata.

Tramonto al Gianicolo

Roma dal Gianicolo, il verde in primo piano è il giardino botanico di Villa Corsini, un posto molto piacevole dove fare una passeggiata, soprattutto in primavera. L’orto botanico, che si trova alle pendici del Gianicolo, raccoglie tra le tante varietà un giardino secco, palme di ogni tipo, serre con piante tropicali, un giardino dei semplici, platani centenari (un vero spettacolo) e anche un giardino giapponese! L’ingresso (a pagamento) si trova a valle, dalla parte di trastevere, tra il lungotevere e l’arco di settimiano, largo cristina di svezia, 24.